" Berlusconi pagò per le bugie di Tarantini sulle escort" : inizia il processo a Bari

" Berlusconi pagò per le bugie di Tarantini sulle escort" : inizia il processo a Bari

“Il più delle volte al pagamento delle prestazioni sessuali delle escort reclutate da Gianpaolo Tarantini provvedeva lo stesso Berlusconi. E ciò non era propriamente indifferente per la reputazione interna e internazionale di un presidente del consiglio” . Sarebbe questa la ragione per cui Berlusconi avrebbe pagato e finanziato Tarantini per mentire ai pm baresi che indagavano sulle escort.  Il processo nei confronti di Silvio Berlusconi, è stato rinviato al prossimo 17 giugno 2019 dopo le elezioni Europee

BARI – Il processo comincia lunedì nell’ex sezione distaccata del Tribunale di Bari a Modugno davanti al giudice Flora Cistulli. Secondo i pm baresi Silvio Berlusconi, all’epoca Presidente del Consiglio dei Ministri ,   tramite il faccendiere-editore campano Valter Lavitola , la cui posizione è stata stralciata e trasmessa alla Procura di Napoli, avrebbe fornito all’imprenditore barese Giampi Tarantini, avvocati, un lavoro e centinaia di migliaia di euro affinchè mentisse ai pm che indagavano sulle “escort” portate nelle residenze estive dell’ex premier fra il 2008 e il 2009 ed assicurandogli dei forti appoggi in Finmeccanica (ora Leonardo spa) . Nel procedimento contro Berlusconi si è costituita parte civile in udienza preliminare la presidenza del consiglio.

Giampi Tarantini

Uno dei passaggi del provvedimento con il quale il Gup del Tribunale di Bari dr.ssa Rosa Anna Depalo aveva rinviato a giudizio l’ex premier per induzione a rendere false dichiarazioni all’autorità giudiziaria sulla vicenda escort, sostiene che “Il più delle volte al pagamento delle prestazioni sessuali delle escort reclutate da Gianpaolo Tarantini provvedeva lo stesso Berlusconi. E ciò non era propriamente indifferente per la reputazione interna e internazionale di un presidente del consiglio” . Sarebbe stata questa la ragione per la quale Berlusconi avrebbe pagato e finanziato Tarantini (nel frattempo fallito con le sue società) per mentire ai pm baresi che indagavano sulle escort.
Dal provvedimento emerge che secondo la difesa di Berlusconi,  difeso dagli avvocati Niccolò Ghedini e Francesco Paolo Sisto (entrambi deputati di Forza Italia) , l’ex premier ” non aveva interesse” ad indurre Gianpaolo Tarantini a mentire in quanto “Tarantini aveva reso dichiarazioni devastanti per l’immagine pubblica di Berlusconi, oltre che controproducenti rispetto ai suoi interessi anche economici. Pertanto nessun ulteriore pregiudizio avrebbe potuto provocare sull’imputato la divulgazione del fatto che egli fosse ben consapevole di interagire con prostitute e, di conseguenza, il suo interesse a tenere riservata la circostanza era pari a zero”.
 Ma secondo il giudice  non può non rilevarsi che oggetto del mendacio non era tanto la qualifica soggettiva delle giovani, quanto la circostanza che il più delle volte al pagamento delle prestazioni provvedeva lo stesso Berlusconi“. “In quanto mero fruitore di dette prestazioni,  Berlusconi non avrebbe mai potuto essere coinvolto nel reato di agevolazione e sfruttamento della prostituzione. Sicché la sua conoscenza del fatto che tali prestazioni fossero prezzolate era del tutto irrilevante ai fini dell’indagine a carico di Tarantini aggiunge  il Gup Depalo che ha rigettato l’eccezione preliminare della difesa sulla competenza del Tribunale per i Ministri o non del giudice ordinario, rilevando che “la prospettazione probatoria è tale da lasciar intravedere solamente un nesso di occasionalità temporale tra la condotta stigmatizzata e le funzioni di presidente del Consiglio esercitate dall’imputato all’epoca dei fatti“.
E’ stato rinviato al prossimo 17 giugno 2019 il processo nei confronti di Silvio Berlusconi, imputato per induzione a rendere false dichiarazioni all’autorità giudiziaria. Il giudice monocratico del Tribunale di Bari Flora Cistulli ha accolto la richiesta della difesa di Berlusconi, con parere favorevole del pm Eugenia Pontassuglia, e della parte civile, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ed ha rinviato il processo a dopo le elezioni Europee.

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