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1 Novembre 2026 18:55

Voto di scambio alle regionali pugliesi del 2015, bocciata la richiesta di audizione del M5S: “Decisione preoccupante”

"L’intento non era certamente fare processi o chiedere agli stessi di rivelare dettagli coperti da segreto d’indagine, ma unicamente quello di analizzare il fenomeno del voto di scambio in Puglia al fine di evitare il ripetersi di episodi simili oltre a compiere valutazioni circa l’opportunità di aver nominato, uno dei protagonisti della vicenda, a ricoprire determinati incarichi pubblici"

ROMA – La Commissione di studio e di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia ha bocciato la richiesta dei consiglieri del Movimento 5 Stelle Antonella Laricchia, Marco Galante e Gianluca Bozzetti, di audire il presidente Emiliano e i magistrati che si sono occupati delle indagini sul voto di scambio alle regionali del 2015. Indagini che hanno portato alla condanna di cinque imputati, ritenuti affiliati al clan Di Cosola, che avrebbero intimato con minacce e intimidazioni, di votare per Natale Mariella, candidato nella lista dei Popolari a sostegno di Michele Emiliano Presidente ( a destra nella foto)

“Riteniamo ingiustificabile – dichiarano Bozzetti, Galante e Laricchia – il voto contrario dei consiglieri Blasi, Borraccino, Caroppo, Pendinelli e Romano in merito alla nostra richiesta di audire i magistrati che si sono occupati dell’inchiesta sul voto di scambio alle regionali del 2015. L’intento non era certamente fare processi o chiedere agli stessi di rivelare dettagli coperti da segreto d’indagine, ma unicamente quello di analizzare il fenomeno del voto di scambio in Puglia al fine di evitare il ripetersi di episodi simili oltre a compiere valutazioni circa l’opportunità di aver nominato, uno dei protagonisti della vicenda, a ricoprire determinati incarichi pubblici”

 

Purtroppo il solo voto a favore della Presidente Barone non è bastato ad arginare l’arroganza del centrosinistra e centrodestra. Gli unici a poter negare questa audizione avrebbero potuto essere i magistrati stessi, ma i partiti – concludono i consiglieri regionali pugliesi del M5S – hanno impedito addirittura alla Presidente di poter sondare la loro disponibilità, nelle modalità previste dalla legge regionale: una decisione tanto preoccupante quanto omertosa.”

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