Il centrodestra torna a crescere, recuperando un punto nelle ultime due settimane: a trainare la coalizione sono soprattutto Lega e Fratelli d’Italia, in aumento rispettivamente di 0,5 e 0,4 punti. Al contrario, il campo largo perde oltre mezzo punto, penalizzato soprattutto da un calo dello 0,7% per il Movimento 5 Stelle, e quasi azzera così il suo vantaggio sul centrodestra. Nell’approfondimento faremo anche il punto, dati alla mano, sulle elezioni amministrative di domenica 24 e lunedì 25 maggio.

Nel dettaglio, Fratelli d’Italia sale al 28,2%, recuperando quattro decimi rispetto a due settimane fa. Il Partito Democratico resta sostanzialmente stabile al 22,2%, mentre il Movimento 5 Stelle arretra in modo più marcato, scendendo al 12,5% e perdendo sette decimi nello stesso arco temporale. Nel centrodestra cresce anche la Lega, che risale al 7,1% (+0,5%), mentre Forza Italia si conferma sopra l’8%. Tra le forze minori prevale la stabilità, a partire da Alleanza Verdi-Sinistra al 6,5%, Futuro Nazionale al 3,6% e Azione al 3%.

Nel complesso, il quadro delineato dalla Supermedia è quello di un sostanziale equilibrio tra i due principali schieramenti: il campo largo si attesta al 45,2%, contro il 44,9% del centrodestra. Un margine estremamente ridotto che, dal punto di vista statistico, non consente di individuare un chiaro favorito in caso di elezioni politiche. Uno scenario che contribuisce ad alimentare il dibattito sulla legge elettorale, tornato al centro del confronto politico nelle ultime settimane, soprattutto dopo il rilancio da parte del centrodestra dell’ipotesi di introdurre un premio di maggioranza per la coalizione più votata, a condizione che si superi il 40%.
Se le prossime elezioni politiche dovessero peraltro tenersi in concomitanza con le amministrative del 2027 – o persino prima – il prossimo banco di prova elettorale sarà rappresentato dalle elezioni comunali del 24 e 25 maggio, che coinvolgeranno 743 comuni in 17 regioni (in Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige e Sardegna si voterà invece in date diverse). Si tratta di consultazioni locali che difficilmente potranno essere interpretate in chiave nazionale, sia per il numero limitato di comuni interessati – meno del 10% del totale – sia perché nelle elezioni amministrative incidono dinamiche molto differenti rispetto a quelle delle tornate nazionali. Alcune sfide, però, meritano particolare attenzione.
Tra i 743 comuni al voto, 116 superano i 15 mila abitanti e potranno quindi andare al ballottaggio il 7 e l’8 giugno nel caso in cui nessun candidato raggiunga al primo turno il 50% più uno dei voti validi. Di questi, 18 sono capoluoghi di provincia: nella precedente tornata il centrosinistra aveva conquistato 8 sindaci, il centrodestra 5, mentre gli altri 5 erano espressione di coalizioni civiche o di schieramenti alternativi.
Il 24-25 maggio si terranno le amministrative in 743 comuni. Tra questi ci sono un capoluogo di regione (Venezia) e 17 capoluoghi di provincia. Il CSX parte da 8 sindaci uscenti su 18 e il CDX da 5, mentre i restanti 5 sono stati eletti come esponenti civici o di altri partiti. pic.twitter.com/ckVGJfJauO
— Youtrend (@you_trend) May 18, 2026
La partita più rilevante è quella di Venezia, unico capoluogo di regione chiamato al voto e comune più popoloso tra quelli coinvolti. Qui il centrodestra punta su Simone Venturini, assessore uscente chiamato a raccogliere l’eredità di Luigi Brugnaro, impossibilitato a ricandidarsi dopo due mandati consecutivi. Il centrosinistra schiera invece Andrea Martella, senatore e segretario regionale del Partito Democratico.
Altri capoluoghi in cui il sindaco uscente non può ricandidarsi per il limite dei due mandati consecutivi sono Trani (Amedeo Bottaro, centrosinistra), Mantova (Mattia Palazzi, centrosinistra), Arezzo (Alessandro Ghinelli, centrodestra) ed Enna (Maurizio Dipietro, area centrista). A Chieti e Agrigento, invece, gli uscenti – Diego Ferrara per il centrosinistra e Francesco Miccichè per il centrodestra – avrebbero potuto ripresentarsi, ma le rispettive coalizioni hanno scelto candidature diverse.
In altri cinque capoluoghi il sindaco eletto nella precedente tornata non si ricandida perché si è dimesso prima della fine del mandato. È il caso di Vincenzo Napoli a Salerno, che ha lasciato ufficialmente per “motivi politici”, aprendo di fatto la strada alla ricandidatura di Vincenzo De Luca alla guida della città dopo l’esperienza decennale alla guida della Regione Campania. A Reggio Calabria, Fermo e Pistoia, invece, i sindaci uscenti – rispettivamente Giuseppe Falcomatà, Paolo Calcinaro e Alessandro Tomasi – hanno lasciato l’incarico dopo essere stati eletti nei rispettivi consigli regionali; Calcinaro è inoltre entrato nella giunta marchigiana come assessore alla sanità. Diverso il caso di Prato, dove la sindaca PD Ilaria Bugetti si è dimessa in seguito a un’indagine per corruzione.
Nei restanti sei capoluoghi, invece, i sindaci uscenti si ricandidano: Giovanna Bruno ad Andria (nella Bat) e Mauro Gattinoni a Lecco per il centrosinistra, Federico Basile a Messina per Sud chiama Nord e Sandro Parcaroli a Macerata per il centrodestra. Ad Avellino e Crotone, infine, Laura Nargi e Vincenzo Voce, eletti nella precedente tornata come civici, si presentano questa volta con il sostegno del centrodestra. Sia Basile sia Nargi, inoltre, si ricandidano pur non essendo arrivati alla scadenza naturale del mandato, avendo lasciato anticipatamente l’incarico.
NB: le variazioni tra parentesi indicano lo scostamento rispetto alla Supermedia di due settimane fa (7 maggio 2026).
NOTA: La Supermedia Youtrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto. La ponderazione odierna, che include sondaggi realizzati dal 7 al 20 maggio, è stata effettuata il giorno 21 maggio sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. I sondaggi considerati sono stati realizzati dagli istituti Demopolis (data di pubblicazione: 20 maggio), Demos (8 maggio), EMG (14 maggio), Only Numbers (13 e 14 maggio), Piepoli (15 maggio), SWG (11 e 18 maggio) e Tecnè (8 e 16 maggio). La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale www.sondaggipoliticoelettorali.it.






