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23 Maggio 2022 10:20
23 Maggio 2022 10:20

Spiragli di ripresa per il Porto di Taranto, nonostante l’immobilismo dell’ Autorità Portuale

Le percentuali sono positive partendo dall’immobilismo totale del Porto di Taranto conseguente ai disastri causati dai propri ritardi funzionali e di completamento delle banchine e strutture, che hanno fatto perdere oltre 500 posti di lavoro all’economia locale.

A più di un anno di distanza, dopo l’abbandono del Porto di Taranto da parte Evergreen e della  TCT-Taranto container terminal (di cui Evergreen era anche azionista)  a causa dei ritardi e termini disattesi dall’ Autorità Portuale,  da lunedì riparte finalmente nel porto tarantino il traffico container , grazie alla Grimaldi, che per movimentare anche i container amplierà una sua linea che già fa tappa nel porto pugliese due volte alla settimana . Il nuovo servizio attivato con la nave Eurocargo Livorno della Grimaldi Lines,  è attivo dal 19 settembre scorso e nei primi 12 giorni sono stati movimentati 385 mezzi rotabili per un totale di 6.441 tonnellate.

la nave Eurocargo Livorno
la nave Eurocargo Livorno

Un nuovo importante impulso al traffico container potrà arrivare entro la fine di ottobre, termine entro il quale l’Autorità Portuale darà semaforo verde alla proposta- progetto presentata del Consorzio Ulisse che si è candidato ad acquisire una parte della banchina(157mila metri quadri)  con opzione di futura espansione  e dell’area retrostante, che sono stati lasciati liberi da Evergreen e da TCT-Taranto container terminal. Il Consorzio Ulisse ha reso noto che partirà con un servizio feeder per i container per quindi passare poi alla logistica industriale.

Il Consorzio Ulisse è l’unico soggetto in gara e nei giorni scorsi aveva osservato e lamentato come “i lunghi tempi della burocrazia, anche quando del tutto necessari e legittimi, purtroppo spesso mal si coniugano con le dinamiche e la velocità del mercato oltre che con i bisogni dei lavoratori e le aspirazioni degli operatori dell’indotto” riferendosi alla circostanza che l’esame del piano da parte dell’Authority (com sempre in ritardo) non si sia ancora concluso . Il Consorzio osservava che “le compagnie di navigazione ed altri grandi player ormai da troppo attendono che il loro focus sul porto di Taranto ed il progetto Ulisse passi alla fase esecutiva. Il loro interesse  è confermato per ora, tuttavia non ci nascondiamo che ulteriori ritardi comportino rischi”

 

nella foto, l' Autorità Portuale di Taranto
l’ Autorità Portuale di Taranto

L’Autorità portuale ha reso noto che a settembre “si è registrato un incremento totale” a settembre  “dei traffici pari al 21,4% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso per un totale di 1.904.426 tonnellate movimentate (+335.627 tonnellate)” affermando che “L’incremento maggiore  ha interessato la movimentazione di merci varie che hanno visto un aumento del 45,3% (+131.201 tonnellate). Anche il traffico di rinfuse ha registrato un aumento rispetto al 2015, pari al +16% (+ 204.426 tonnellate)“.

 L’Authority evidenzia un trend positivo nel 2016, dunque, ad eccezione di agosto con una flessione del 12,8 per cento, che “nel trimestre luglio-settembre 2016 si registra una crescita del +8,6%“.  “Considerando i primi 9 mesi del 2016 – segnala in conclusione l’Authority – l’incremento totale della movimentazione merci è stato pari a +17,6 (+2.880.267 tonnellate di merce movimentata) rispetto allo stesso periodo del 2015″. Ma l’ attuale commissario Avv. Sergio Prete , dimentica che le percentuali sono positive partendo dall’immobilismo totale del Porto di Taranto conseguente ai disastri causati dai propri ritardi funzionali e di completamento delle banchine e strutture, che hanno fatto perdere oltre 500 posti di lavoro all’economia locale.

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