MENU
29 Novembre 2025 17:24

SOSPESA DAL MINISTERO DI GIUSTIZIA IL DIRETTORE DEL CARCERE DI TARANTO

La Direttrice sospesa Stefania Baldassarri sarebbe coinvolta in condotte irregolari nell'interesse di un detenuto, Michele Cicala, allorquando era presente nello stesso istituto penitenziario, indagato per il reato di 416 bis, l'associazione a delinquere di tipo mafioso.  NOTIZIA AGGIORNATA (h. 13:45)

di REDAZIONE CRONACHE

Bernardo Petralia Capo del DAP il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero di Giustizia , ha sospeso dalle funzioni di Direttrice della Casa Circondariale di Taranto, Stefania Baldassarri. Il provvedimento è stato adottato sulla scorta di un’ informativa della DDA di Lecce, secondo la quale la Direttrice sarebbe coinvolta in condotte irregolari nell’interesse di un detenuto, Michele Cicala, allorquando era presente nello stesso istituto penitenziario, indagato per il reato di 416 bis, l’associazione a delinquere di tipo mafioso.

Il capo del Dipartimento del Dap Bernardo Petralia

Il capo del Dipartimento del Dap così motiva il suo provvedimento: “nell’assolvimento del proprio ruolo istituzionale, la dottoressa Baldassari, in qualità di direttore avrebbe dovuto astenersi da indebite frequentazioni, con evidente offesa alla dignità delle pubbliche funzioni” aggiungendo che “l’eventuale permanenza in servizio determinerebbe l’esistenza di una effettiva incompatibilità della dottoressa Baldassari con lo svolgimento della normale attività di servizio ed effetti lesivi sul prestigio e l’immagine esterna dell’Amministrazione, incidente negativamente sulla credibilità delle Istituzione che ella rappresenta“.

il pregiudicato Michele Cicala indagato per associazione mafiosa

Nel frattempo la D.D.A. della Procura di Lecce ha fatto ricorso in Cassazione avverso la decisione del Tribunale del Riesame che aveva annullato per Michele Cicala e degli altri esponenti del suo clan, l’aggravante di associazione mafiosa ipotizzata dal sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza. Il Riesame di Lecce aveva confermato arresti e sequestri (bar, ristoranti, attività commerciali riconducibili sempre a Cicala) mentre con un altro provvedimento Cicala aveva ottenuto ai domiciliari.

Incredibilmente mentre il Riesame di Lecce aveva annullato l’aggravante mafiosa, il Tribunale del Riesame di Potenza competente sugli “affari” illeciti compiuti dal clan Cicala con il cugino di Michele Zagaria “storico” capo del clan dei Casalesi, aveva confermato l’aggravante. Sarà ora la Corte di Cassazione a dire l’ultima parola.

TAGS

Sostieni ilcorrieredelgiorno.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra informazione libera ed indipendente e ci consente di continuare a fornire un giornalismo online al servizio dei lettori, senza padroni e padrini. Il tuo contributo è fondamentale per la nostra libertà.

Grazie, Antonello de Gennaro

Articoli Correlati

Totti e Noemi indagati, interrogata la tata, pagata 10 euro l'ora in nero
Pandoro gate. La procura di Milano chiede condanna a un anno e 8 mesi per Chiara Ferragni
Roma. Arrestata banda di zingari autori di 46 rapine con la violenza ad anziani, sale giochi e bar
Inps-Gedi: chiuso il procedimento per truffa
De Laurentiis rinviato a giudizio per falso in bilancio sul caso Osimhen
Roma, sgominata una rete di sfruttamento della prostituzione gestita da rumeni
Cerca
Archivi
Il cervello umano ha cinque “età”: l’adolescenza dura fino a 32 anni
Nell'ultimo weekend di novembre sole e poca pioggia
Caltagirone, Milleri e Lovaglio indagati dalla Procura di Milano per l'operazione Mps-Mediobanca
Vertice a Palazzo Chigi sulla manovra finanziaria: accordo su affitti brevi, Isee e dividendi
Maria Rosaria Boccia usa il logo della Camera per diete e ritocchini. Montecitorio la diffida

Cerca nel sito