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20 Maggio 2022 19:02
20 Maggio 2022 19:02

Quirinale. Berlusconi si ritira, il centrodestra al lavoro per indicare una vera candidatura

Alla fine del vertice sono emersi alcuni dissapori tra la delegazione di Fratelli d'Italia e quella di Forza Italia. Al centro della controversia il passaggio della nota del Cavaliere circa la durata del governo Draghi, duramente contestata dal partito di Meloni. Da un paio di giorni, Silvio Berlusconi si trova ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano, dove si sarebbe sottoposto a controlli medici dopo aver avuto il Covid e dopo essere stato colpito da una gastroenterite lo scorso maggio

di Redazione Politica

Silvio Berlusconi si è ritirato ufficialmente dalla corsa per il Quirinale. L’annuncio è stato dato dalla senatrice Licia Ronzulli, “fedelissima” del leader di Forza Italia non lo ha dato in prima persona. Lo ha fatto per lui collegata da remoto accanto ad Antonio Tajani entrambi collegati dal pc di Berlusconi al vertice di centrodestra che si è tenuto via Zoom. “Faremo una proposta condivisa col centrodestra in grado di avere il massimo consenso possibile”, ha detto Ronzulli agli alleati di Lega e Fratelli d’Italia. Nella comunicazione ufficiale letto sempre dalla Ronzulli, si conferma la linea “politica” del partito: Mario Draghi non si tocca, deve restare alla guida del governo a Palazzo Chigi.

Berlusconi non si accontenta rendendo noto di aver verificato l’esistenza dei consensi per una sua eventuale corsa al Quirinale, ha ribadito di aver servito il Paese ed ha voluto ringraziare tutti coloro che lo hanno supportato. Un passo indietro, e conseguenziale addio al Colle. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, durante il vertice ha sottolineato che “La cosa più importante è l’unità della coalizione. Abbiamo fatto un gesto di generosità per quest’unità. Diciamo no a Draghi al Quirinale”. Il leader della Lega Matteo Salvini, ha definito la decisione del Cavaliere di ritirarsi dalla corsa alla presidenza della Repubblica “Una scelta decisiva e fondamentale, Berlusconi rende un grande servizio all’Italia e al centrodestra, che ora avra’ l’onore e la responsabilita’ di avanzare le sue proposte senza piu’ veti dalla sinistra“.

Alla fine del vertice sono emersi alcuni dissapori tra la delegazione di Fratelli d’Italia e quella di Forza Italia. Al centro della controversia il passaggio della nota del Cavaliere circa la durata del governo Draghi, duramente contestata dal partito di Meloni. Nel suo comunicato, Berlusconi considera “necessario che il governo Draghi completi la sua opera fino alla fine della legislatura per dare attuazione al Pnrr, proseguendo il processo riformatore indispensabile che riguarda il fisco, la giustizia, la burocrazia”. Quel riferimento ad “andare avanti sino alla fine della legislatura” è stato criticato da Fratelli d’ Italia che, com’è noto, auspica la caduta dell’esecutivo dopo il voto sul Colle e il ricorso alle urne.

Questo il testo integrale della lettera di Berlusconi alla coalizione del centrodestra:

Sono davvero grato, dal profondo del cuore, alle molte migliaia di italiane e italiani che, in questi giorni, mi hanno manifestato affetto, sostegno e incoraggiamento da quando il mio nome è stato indicato per la Presidenza della Repubblica.

Sono grato in particolare alle forze politiche del centro-destra che hanno voluto formulare la mia candidatura, ai tanti parlamentari di tutti gli schieramenti che hanno espresso il loro appoggio e il loro consenso, agli importanti esponenti politici stranieri, in particolare ai vertici del Partito Popolare Europeo, che si sono pronunciati a favore di questa proposta.   

Dopo innumerevoli incontri con parlamentari e delegati regionali, anche e soprattutto appartenenti a schieramenti diversi della coalizione di centro-destra, ho verificato l’esistenza di numeri sufficienti per l’elezione.

È un’indicazione che mi ha onorato e commosso: la Presidenza della Repubblica è la più Alta carica delle nostre istituzioni, rappresenta l’Unità della Nazione, del Paese che amo e al servizio del quale mi sono posto da trent’anni, con tutte le mie energie, le mie capacità, le mie competenze.  

Nello stesso spirito, ponendo sempre l’interesse collettivo al di sopra di qualsiasi considerazione personale, ho riflettuto molto, con i miei familiari ed i dirigenti del mio movimento politico, sulla proposta ricevuta.

L’Italia oggi ha bisogno di unità, al di là della distinzione maggioranza-opposizione, intorno allo sforzo per combattere la gravissima emergenza sanitaria, per far uscire il paese dalla crisi. 

La Nazione riparte nei momenti difficili se tutti sappiamo trovare, come avvenne nel dopoguerra, un senso comune di appartenenza nella nostra democrazia, superando le lacerazioni e al di là delle legittime ed anzi necessarie distinzioni.

Per queste ragioni sono stato il primo a volere un governo di Unità Nazionale che raccogliesse le migliori energie del Paese, e che – con il concorso costruttivo anche dell’opposizione – è servito ad avviare un percorso virtuoso che oggi più che mai, alla luce della situazione sanitaria ed economica, deve andare avanti. Per questo considero necessario che il Governo Draghi completi la sua opera fino alla fine della legislatura per dare attuazione al Pnrr, proseguendo il processo riformatore indispensabile che riguarda il fisco, la giustizia, la burocrazia.

In questo stesso spirito, ho deciso di compiere un altro passo sulla strada della responsabilità nazionale, chiedendo a quanti lo hanno proposto di rinunciare ad indicare il mio nome per la Presidenza della Repubblica.

Continuerò a servire il mio Paese in altro modo, come ho fatto in questi anni, da leader politico e da Parlamentare Europeo, evitando che sul mio nome si consumino polemiche o lacerazioni che non trovano giustificazioni che oggi la Nazione non può permettersi.

Da oggi lavoreremo quindi con i leader del centro-destra – che rappresenta la maggioranza nel Paese ed a cui spetta l’onere della proposta – per concordare un nome in grado di raccogliere un consenso vasto in Parlamento.

Occorre individuare una figura capace di rappresentare con la necessaria autorevolezza la Nazione nel mondo e di essere garante delle scelte fondamentali del nostro Paese nello scenario internazionale, l’opzione europea e quella atlantica, sempre complementari e mai contrapponibili, essenziali per garantire la pace e la sicurezza e rispondere alle sfide globali. 

Spero che il Parlamento e i rappresentanti delle Regioni sappiano compiere questa scelta nel tempo più breve possibile e con un’ampia convergenza”

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