MENU
12 Agosto 2026 08:50

Le domande sulla vicenda Lavitola-Ranucci sulle quali la sinistra tace

L'arresto di Valter Lavitola e la ricostruzione minuziosa e dettagliata presente nell’ordinanza del Gip Iole Moricca hanno svelato la dinamica dell’attentato e i ruoli dei presunti colpevoli, ma non hanno ancora portato piena luce sulle reali intenzioni e sul contesto nel quale è maturato.

Su quella che in primo momento poteva sembrare una commedia degli equivoci, se non fosse che il giornalista Sigfrido Ranucci e la sua famiglia avrebbero potuto rimetterci la vita nella sua esplosione della bomba, si espandono ombre inquietanti. Nei corridoi della politica (ed anche della Rai), si vocifera da tempo sul ruolo del giornalista e dei suoi “compagni di merende” che tra i tavoli del bistrot romano stavano immaginando e pianificando una sua discesa in politica. 

Attorno all’inchiesta, spuntano tesi più o meno fantasiose che coinvolgono come sempre l’operato dei servizi segreti, che in queste vicende non mancano mai; qualcuno ipotizza della “longa manu” di Lavitola dietro alcune inchieste di Report nella cui redazione via Teulada, circolano voci di spaccature interne alla redazione sempre più accentuate.

Non basta quindi scoprire chi avrebbe materialmente acceso la miccia del detonatore fatto brillare il 16 ottobre dell’anno scorso a Pomezia, davanti a casa di Sigfrido Ranucci. Non basta individuare il presunto mandante. Bisogna quindi capire il reale movente, la rete dei rapporti, il perché di quell’attentato e, soprattutto, se esistano altri livelli della vicenda ancora da scoprire.

L’arresto di Valter Lavitola e la ricostruzione minuziosa e dettagliata presente nell’ordinanza del Gip Iole Moricca hanno svelato la dinamica dell’attentato e i ruoli dei presunti colpevoli, ma non hanno ancora portato piena luce sulle reali intenzioni e sul contesto nel quale è maturato. Il nome del presunto mandante appartiene a quella storia italiana nella quale giornalismo, politica, affari e relazioni personali si sono spesso intrecciati in modo opaco.

Gomes Clesio Tavares, Sigfrido Ranucci, Valter Lavitola

Era il 25 gennaio del 2025 quando Lavitola inviava la foto che ritraeva lui, Ranucci e Gomez abbracciati, accompagnata da un emoticon della faccina che ride. Ranucci, facendo riferimento a Gomez, chiedeva nuovamente al suo interlocutore di prestarglielo: “Me lo dovresti prestare”, avrebbe detto scherzando. Ed è lì che Lavitola rispondeva che Gomez sarebbe stato felicissimo evidentemente di poterlo aiutare a risolvere i suoi problemi.

Lavitola sapeva tutto, era parte integrante della quotidianità del conduttore di Report. Eppure, nonostante queste intercettazioni, tutte le risultanze investigative e il duro lavoro di carabinieri e magistratura c’è chi resta ancora in silenzio. E quel qualcuno si chiama proprio Sigfrido Ranucci. ed il campo largo del centrosinistra con in testa la “trimurti” Elly Schlein, “Giuseppi” Conte, ed il duo Bonelli-Fratoianni

Le domande sull’ “accoppiata” Lavitola-Ranucci

Esiste un valido movente sull’attentato a Sigfrido Ranucci?

Qualcuno ipotizza che il pregiudicato ed ex carcerato Valter Lavitola intendesse aumentare la popolarità di Sigfrido Ranucci facendolo apparire come “vittima della libertà di stampa” in maniera tale da rendergli più facile una discesa in politica. In una chat con Ranucci, Lavitola scrive al giornalista “Tra due anni farai il Presidente del Consiglio“. E’ credibile tutto ciò ?

Per quale motivo Lavitola spingeva che Ranucci entrasse in politica?

Resta anche da accertare quale potrebbe essere veramente l’interesse o il vantaggio che Lavitola avrebbe ricevuto dal passaggio di Ranucci dal giornalismo alla politica. L’ex faccendiere probabilmente voleva tornare a manovrare dietro le quinte del potere politico come faceva in passato quando si muoveva nel 2010 al seguito di Silvio Berlusconi.

Quali erano i reali rapporti tra Lavitola e Ranucci?

Non si può escludere escluso che Lavitola diventato ristoratore fosse diventato una fonte utilizzata da Ranucci per imbastire le puntate di “Report”.n rapporto questo che nel tempo si sarebbe trasformato in una stretta amicizia personale e si ipotizza nelle indagini anche che Lavitola venisse coinvolto quando sorgevano problemi legati all’attività giornalistica di Ranucci.

Valter Lavitola

Come mai Lavitola aveva comprato un volo per l’Etiopia?

Dagli accertamenti è emerso che c’era una prenotazione a nome di Valter Lavitola alle 23 del 4 luglio 2026 per un volo da Roma con destinazione Addis Abeba . Il faccendiere-ristoratore aveva anche informato il suo tuttofare Gomes Clesio Tavares del suo imminente arrivo in Africa. In una telefonata, intercettata dagli investigatori, prima di salire in auto infatti dice: “Ci vediamo domani”.

Domenica mattina, poco più di 24 ore prima che venisse arrestato, Valter Lavitola avrebbe inviato una mail al direttore di MowMag per concordare con lui una telefonata, che sarebbe poi avvenuta da lì a pochi minuti. Nell’intervista telefonica con MowMag, Lavitola ha affermato di aver scoperto il coinvolgimento di Gomes solamente dalla tv. “E te lo aggiungo: se l’ha messa Gomes veramente, allora l’ho messa pure io”, si legge sul sito diretto da Moreno Pisto. E alla domanda se fosse una fesseria, l’imprenditore, ora in carcere, ha aggiunto: “Ti dico un’iperbole. Se l’ha fatto Gomes, vuol dire che l’ho fatta fare io; e se l’ho fatta fare io, vuol dire che l’ho fatto d’accordo con Sigfrido — perché non vado certo a fare un favore a Sigfrido senza dirglielo. E se ipotizziamo che io voglia fare un favore a Sigfrido, questo favore deve avere una finalità”.

Ipotizzando piste alternative, Lavitola sosterrebbe di non credere “che ci sia qualcuno del governo che ha mandato i servizi segreti a mettere la bomba — questo non esiste”. Lavitola, come si evince dall’articolo di Mowmag, avrebbe anche dubbi sulla conoscenza tra Gomes e Ranucci: “Non credo si siano mai visti. Forse Sigfrido l’avrà visto una o due volte al ristorante, perché Gomes stava con me almeno uno o due giorni a settimana. Che Gomes abbia fatto una cosa del genere, io lo escludo — e non perché lo voglia difendere a prescindere, ma perché lo conosco”.

Ranucci, caso Lavitola e Report: comitato etico Rai si esprime

Gli ultimi eventi, dall’arresto di Walter Lavitola ad altre elementi emersi (compresa la mail aziendale girata da Ranucci a Lavitola, o i giudizi espressi dal giornalista verso vertici e colleghi Rai), hanno aggiornato il lavoro del Comitato Etico. È atteso a giorni il parere del Comitato Etico della Rai su Sigfrido Ranucci. Dovrebbe arrivare prima di ferragosto il parere dell’organo consultivo incaricato di accertare se il conduttore di ‘Report‘ abbia rispettato, nei suoi lunghi anni alla guida del programma, il codice etico aziendale. Ovviamente gli ultimi eventi, dall’arresto di Walter Lavitola ad altre elementi emersi (compresa la mail aziendale girata da Ranucci a Lavitola, o i giudizi espressi dal giornalista verso vertici e colleghi Rai), hanno aggiornato il lavoro del Comitato Etico.

Il parere, che non verrà reso pubblico in quanto secretato e destinato esclusivamente all’Amministratore Delegato della Rai, Giampaolo Rossi sarà un elemento chiave per la valutazione della posizione di Ranucci, potendo rafforzare o meno la decisione sulla sua futura conduzione di ‘Report‘, la quale rimane comunque una scelta di natura editoriale.

Il passo successivo potrebbe essere l’avvio di un audit interno. Si tratta di un’indagine con poteri ispettivi ben più stringenti, che, a differenza del Comitato, può portare a sanzioni disciplinari graduate in base alla gravità delle violazioni eventualmente rilevate. Questa procedura, tuttavia, qualora fosse attivata, non dovrebbe partire prima di ferragosto. A rallentarne l’avvio ci sarebbero ragioni sia logistiche – un’indagine che comporta numerose audizioni su fonti, inchieste e collaborazioni è difficilmente gestibile nel in questo periodo – sia organizzative, poiché la direzione che dovrebbe condurre l’audit è presieduta dalla stessa figura che guida il Comitato Etico.

La buona fede di Ranucci secondo gli inquirenti

Gli inquirenti, negli atti d’inchiesta, sottolineano la «buona fede» del giornalista e “il suo comprensibile stupore dopo aver scoperto che ad essere indagato come mandante dell’attentato era un suo amico“. Ranucci riflette: “Comunque vada non c’è un movente”. E anche in questo caso Lavitola fornisce una versione parziale del colloquio avuto con gli investigatori. Non fa “alcun cenno alla tesi secondo cui l’attentato è stato ideato per agevolare l’amico nella ascesa politica”. Le sue frasi sono «sibilline» e al giornalista racconta di aver fronteggiato gli investigatori: “Se io sono il mandante, si dirà che Ranucci si è fatto l’attentato da solo. Tanto vale che diciamo che l’abbiamo preparato insieme”.

Lavitola si confronta poi con un altro uomo, un certo Ivan. Gli racconta che il conduttore di Report aveva preso le sue difese e che sperava continuasse a farlo: “È il giornalista più potente, più vicino ai giudici che ci sono in Italia”. E aggiunge. “Se lui mi difenderà, anche per una questione di reputazione, sarà diverso. Sarà la stessa cosa di Berlusconi”. Poi avanza la preoccupazione che Ranucci non lo tuteli più: “Dovrò attaccare un mio fratello? Cavolo, sempre con mio fratello? Dovrò mettermi contro un fratello?”.









TAGS

Sostieni ilcorrieredelgiorno.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra informazione libera ed indipendente e ci consente di continuare a fornire un giornalismo online al servizio dei lettori, senza padroni e padrini. Il tuo contributo è fondamentale per la nostra libertà.

Grazie, Antonello de Gennaro

Articoli Correlati

Eclissi, appuntamento alle 19.28 e picco alle 20.21
“Camera con Vista”, quando il welfare diventa vacanza
Attentato a Ranucci, arrestato Valter Lavitola
Politici in vacanza: Mattarella in montagna e Meloni in Puglia, molti al mare in Costa Smeralda
25 mln in viaggio esodo da bollino nero: orari del traffico, blocco camion e nuovi Tutor
Meta condannata a pagare 567 milioni per danni ai minori su Facebook e Instagram
Cerca
Archivi
Eclissi, appuntamento alle 19.28 e picco alle 20.21
Le domande sulla vicenda Lavitola-Ranucci sulle quali la sinistra tace
“Camera con Vista”, quando il welfare diventa vacanza
Attentato a Ranucci, arrestato Valter Lavitola
Politici in vacanza: Mattarella in montagna e Meloni in Puglia, molti al mare in Costa Smeralda

Cerca nel sito