MENU
10 Agosto 2026 20:50

Attentato a Ranucci, arrestato Valter Lavitola

L’ipotesi degli inquirenti è che sia il mandante.. Gip: "Lo ideò per accrescere la popolarità del conduttore e accelerare il progetto politico". Misura in carcere anche per Tavares. Il legale del conduttore di Report: "Arresto conferma complessità attentato. Capire il movente"

Arrestato Valter Lavitola, indagato dalla procura di Roma nell’inchiesta sull’attentato nell’ottobre scorso davanti all’abitazione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci. L’ex editore e imprenditore era stato perquisito lo scorso 4 luglio dai carabinieri del Nucleo Investigativo che oggi hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip della Capitale. Lavitola è stato rintracciato dai carabinieri a Trastevere e verso le 14:30 ha lasciato la sua abitazione accompagnato in carcere dai militari. L’ipotesi degli inquirenti, che lo scorso 8 luglio lo hanno convocato in procura dove si è avvalso della facoltà di non rispondere rendendo dichiarazioni spontanee, è che sia il mandante dell’attentato dinamitardo. A Lavitola viene contestato il metodo mafioso.

Oltre a Lavitola, l’ordinanza del gip di Roma riguarda anche Gomes Clesio Tavares, colpito anche lui di una misura cautelare in carcere. L’uomo, attualmente in Africa, secondo i pm capitolini avrebbe partecipato al progetto dell’attentato dinamitardo dello scorso ottobre.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e avviata dal pm Carlo Villani, ora passato a guidare la procura di Velletri, viene adesso seguita ora dal pm della Dda Edoardo De Santis, ha già portato a fine giugno all’esecuzione di quattro misure cautelari nei confronti di tre uomini e una donna ritenuti esecutori materiali dell’attentato e accusati a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso.

Le accuse a Lavitola

Lavitola è accusato di aver concepito il disegno delittuoso, dando mandato a Tavares di individuare i soggetti in grado di reperire l’esplosivo e di compiere l’attentato davanti all’abitazione di Ranucci. Inoltre, Lavitola avrebbe partecipato personalmente, insieme a Gomes, a un primo sopralluogo esplorativo il 15 settembre 2025. Tavares, in fase di rintraccio, ancora ricercato, facendo da raccordo operativo per conto di Lavitola, avrebbe reclutato e istruito gli esecutori materiali campani e, oltre ad aver preso parte al sopralluogo del 15 settembre, avrebbe coordinato e partecipato a una seconda ricognizione sul litorale laziale il 10 ottobre 2025, mettendo a disposizione del commando l’auto del suocero.

Le misure restrittive si fondano su un impianto accusatorio solido e concorde. Le risultanze derivano dall’analisi incrociata dei tabulati telefonici e telematici delle celle serventi l’area dell’attentato, dal tracciamento dei veicoli coinvolti nelle fasi preparatorie e dall’esame forense dei telefoni cellulari in uso agli indagati, che hanno smentito i tentativi di precostituirsi degli alibi difensivi.

“Nessun accordo tra i due, Ranucci manipolato”

“Più volte” Valter Lavitola «ha commentato» l’attentato, dicendo che se fosse stato lui il mandante allora voleva dire che era d’accordo anche Ranucci, quando allo stato non è emerso alcun elemento per ritenere che il giornalista fosse d’accordo con Lavitola. Nell’ordinanza del gip si legge inoltre come «le risultanze acquisite inducono a ritenere che il giornalista sia stato vittima della manipolazione dell’indagato in ragione, da un lato, della raffinata astuzia di quest’ultimo, dall’altro del profondo legame tra i due instauratosi tanto da indurre la persona offesa ad avere quella reazione di stupore incredulità appena appresa la notizia dell’incriminazione dell’amico». È “certo – prosegue il giudice – perché emerso in plurime intercettazioni, che Lavitola abbia continuato a manipolare la persona offesa e ad alimentare in lui il convincimento che la tesi seguita dagli inquirenti fosse assolutamente inverosimile, essendo convinto che finché avesse avuto il sostegno della vittima del reato, la sua posizione ne sarebbe risultata avvantaggiata“.

“L’attentato per accrescere la visibilità a Ranucci”

L’attentato dell’ottobre scorso davanti all’abitazione del giornalista Sigfrido Ranucci conduttore di Report è stato commissionato “da Lavitola esclusivamente per accrescere la popolarità del giornalista e accelerare i progetti” dell’indagato “in ambito politico”. E’ quanto emerge dalle carte dell’ordinanza della Gip di Roma Iole Moricca.Se infatti lo scopo era quello di favorire l’ascesa politica del giornalista Ranucci ed evidentemente assicurarsi per sé un ruolo di primo piano nel nuovo scenario politico ipotizzato – si legge nell’ordinanza disposta in seguito all’inchiesta della procura di Roma con le indagini delegate ai carabinieri del Nucleo Investigativo – è indubbio che nella ideazione dell’indagato Lavitola, agli occhi della vittima e dell’opinione pubblica l’evento delittuoso doveva apparire come un atto intimidatorio o ritorsivo, comunque un avvertimento rivolto al giornalista Ranucci per intimorirlo rispetto alla prosecuzione delle sue inchieste, ma mai per porre in effettivo pericolo l’incolumità del giornalista”

Più volte Valter Lavitola “ha commentato la vicenda dicendo che se era stato lui il mandante allora voleva dire che era d’accordo anche Ranucci, quando allo stato non è emerso alcun elemento, come si evince dalle risultanze acquisite, per ritenere che il giornalista fosse d’accordo con Lavitola. “Anzi le risultanze acquisite, inducono a ritenere che il giornalista sia stato vittima della manipolazione dell’indagato, in ragione, da un lato, della raffinata astuzia di quest’ultimo, dall’altro, in ragione del profondo legame tra i due instauratosi tanto da indurre la persona offesa ad avere quella reazione di stupore e incredulità appena appresa la notizia dell’incriminazione dell’amico. D’altra parte, è certo, perché emerso in plurime intercettazioni che Lavitola abbia continuato a manipolare la persona offesa e ad alimentare in lui il convincimento che la tesi seguita dagli inquirenti sia assolutamente inverosimile, essendo convinto che finché avrà il sostegno della vittima del reato, la sua posizione ne risulterà avvantaggiata” aggiunge la Gip Moricca.

“Da Lavitola e Tavares capacità criminale”

“La spregiudicatezza e la capacità criminale mostrata dimostra chiaramente come unica misura cautelare idonea a prevenire il rischio di azioni recidivanti sia quella della custodia cautelare in carcere” scrive la gip Iole Moricca nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Lavitola e per il suo factotum Gomes Clesio Tavares, attualmente in Africa. Per Lavitolavi è il concreto ed attuale pericolo che si dia alla fuga, atteso che le indagini hanno appurato che lo stesso ha interessi economici in Camerun dove potrebbe rifugiarsi evitando provvedimenti cautelari nei suoi confronti – si legge nell’ordinanza disposta in seguito all’inchiesta della procura di Roma con le indagini delegate ai carabinieri del Nucleo Investigativo – ha rapporti relazionali caratterizzati da estrema confidenza con una donna da lui appellata ‘meu amor’ con cui dialoga in lingua portoghese. Inoltre, è stato acclarato che, immediatamente dopo il sopralluogo eseguito il 10 ottobre scorso è partito per l’Argentina”.

Tutte circostanze che dimostrano come abbia la disponibilità di “innumerevoli contatti in altri continenti”. Inoltre, la circostanza che solo dopo l’esecuzione della misura cautelare nei confronti degli esecutori materiali, avvenuta il 30 giugno, Lavitola decidesse improvvisamente di partire per l’Africa acquistando un biglietto per il 4 luglio e che tale viaggio sia stato evitato esclusivamente perché gli veniva notificato il decreto di perquisizione, dimostra evidentemente come, una volta appresa la notizia dell’arresto degli esecutori materiali, temendo che gli inquirenti potessero avere già acquisito elementi a suo carico, la sua volontà, già in quella fase, fosse quella di sottrarsi ad una eventuale cattura”, scrive ancora il gip.

La chat del 2024

Valter Lavitola scriveva al giornalista Sigfrido Ranucci in una chat risalente al 2024: “E tra due anni fai il presidente”. Al centro della conversazione la preoccupazione del giornalista di essere estromesso dalla conduzione del programma. Lavitola fa riferimento alle elezioni aggiungendo che nel caso in cui Ranucci venisse mandato via “farebbe bingo”. Quattro anni fa in cui ha avuto a che fare più o meno indirettamente con Gomes Clesio Tavares, ritenuto dagli inquirenti un esponente del Clan Russo.

“E’ di tutta evidenza che il sostegno costante offerto dall’indagato alla persona offesa – scrive il gip in un passaggio dell’ordinanza – non possa non essere correlato all’obiettivo che pare ben presente nei progetti di Lavitola sin dal 2024, allorquando aveva iniziato a proporre a Ranucci il tema della sua candidatura alle prossime elezioni politiche, ritenendolo l’uomo che poteva rappresentare la novità, capace di sparigliare le carte, e battere gli altri candidati. Lavitolasottolinea la Gip Moricca – nel tempo coltiva la sua intuizione e continua a riproporla costantemente al giornalista Ranucci che se, da un lato, non pare mai condividere formalmente il progetto dell’indagato, col tempo, si comprende, dal tenore dei messaggi e dal suo comportamento, che assuma un atteggiamento di apertura o quantomeno di curiosità rispetto al progetto, che via via diviene sempre più concreto. E in effetti Lavitola, proprio successivamente all’esecuzione dell’atto intimidatorio, inizia a tradurre quell’intuizione in fatti concreti, tanto da arrivare a commissionare un sondaggio, investendo in tale progetto tempo e denaro”.

Intercettato dopo le perquisizioni dello scorso luglio, Lavitola spiegava che il progetto avrebbe sicuramente portato il giornalista “a essere eletto Presidente del Consiglio e che lui stesso avrebbe potuto raccogliere il 30% dei voti senza nessun partito politico”.Fratello questo non sarebbe una pre-candidatura, sarebbe presidente garantito al centodieci per cento. Io da solo prenderei il trenta per cento, senza partito, senza nulla”, dice Lavitola a un interlocutore.

Legale Ranucci: “Arresto Lavitola conferma complessità attentato, capire movente”

“L’arresto di Valter Lavitola conferma la gravità e la complessità dell’attentato subito da Sigfrido Ranucci, di cui sarà fondamentale comprendere movente e contesto di maturazione”. Così l’avvocato Roberto De Vita, legale di Ranucci, dopo l’arresto di Lavitola. “E mentre per l’autorità giudiziaria è evidente come Ranucci sia la vittima, per alcuni giornalisti ed esponenti politici lo stesso attentato viene trasformato nel pretesto per regolare i conti con Report e con i suoi giornalisti in una strategia parossistica volta a delegittimare il giornalismo di inchiesta”.

da sx Gomes Clesio Tavares, Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola

La foto nell’ordinanza conferma: “Ranucci conosce Gomes Tavares dal 2022”

Nel provvedimento redatto dal gip è presente anche una foto che ritrae Sigfrido Ranucci, Valter Lavitola e Gomes Clesio Tavares. Il 17 ottobre 2024 il conduttore di Report, rispondendo a un messaggio di Lavitola, spiegava di trovarsi in difficoltà su tutto ma che sarebbe andato avanti”. E alla domanda di Lavitola se potesse essergli utile in qualche modo, il giornalista rispondeva con una battuta: gli chiedeva di prestargli Gomes («mi dovresti prestare Gomes»), suscitando l’ilarità di Lavitola. “Da tale affermazione – scrive il giudice per le indagini preliminari – è facile dedurre che Ranucci conoscesse Gomes, il suo ruolo di factotum al servizio di Lavitola e la sua attività di guardaspalle che avrebbe voluto utilizzare contro coloro che lo stavano mettendo in difficoltà“.

Tavares ormai “latitante

Conoscenza che si evince da un messaggio che il 25 gennaio del 2025 il faccendiere inviava al conduttore allegando la foto di loro tre abbracciati che si scattavano un selfie. Quest’ultimo era stato trasmesso, a sua volta, a Lavitola da Gomes accompagnato dalla frase: “Questa foto mi è uscita stamattina con la scritta il meglio di gennaio 2022”. Ma che cosa ci fa, scrive il Giornale, un conduttore della Rai (Ranucci n.d.r.) con due pregiudicati, uno dei quali (Lavitola) continua a considerarlo “un amico fraterno”.

Tavares è ancora ricercato: la sua irreperibilità è destinata a trasformarsi in vera e propria latitanza in presenza di un’ordinanza che ora ne dispone l’arresto. L’uomo è partito per il Camerun nei mesi successivi all’attentato: facendo da raccordo operativo per conto del faccendiere, avrebbe reclutato e istruito gli esecutori materiali campani e, oltre ad aver preso parte al sopralluogo del 15 settembre, avrebbe coordinato e partecipato a una seconda ricognizione sul litorale laziale il 10 ottobre 2025, mettendo a disposizione del commando l’autovettura del suocero. Le misure restrittive si fondano su un impianto accusatorio solido e concorde le cui risultanze derivano dall’analisi incrociata dei tabulati telefonici e telematici delle celle relative all’area dell’attentato, dal tracciamento dei veicoli coinvolti nelle fasi preparatorie e dall’esame forense dei telefoni cellulari in uso agli indagati, che hanno smentito gli alibi difensivi.

TAGS

Sostieni ilcorrieredelgiorno.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra informazione libera ed indipendente e ci consente di continuare a fornire un giornalismo online al servizio dei lettori, senza padroni e padrini. Il tuo contributo è fondamentale per la nostra libertà.

Grazie, Antonello de Gennaro

Articoli Correlati

Politici in vacanza: Mattarella in montagna e Meloni in Puglia, molti al mare in Costa Smeralda
25 mln in viaggio esodo da bollino nero: orari del traffico, blocco camion e nuovi Tutor
Meta condannata a pagare 567 milioni per danni ai minori su Facebook e Instagram
Arrestato 16enne a Como per terrorismo : nel suo pc un video dello Stato Islamico, per costruire bombe
Una commissaria e 4 agenti della polizia locale di Milano finiscono in carcere: derubarono un pusher in arresto
Il pranzo di Conte con Zampolli e l'hotel Plaza da 300 milioni diventano un caso politico
Cerca
Archivi
Attentato a Ranucci, arrestato Valter Lavitola
Politici in vacanza: Mattarella in montagna e Meloni in Puglia, molti al mare in Costa Smeralda
25 mln in viaggio esodo da bollino nero: orari del traffico, blocco camion e nuovi Tutor
Meta condannata a pagare 567 milioni per danni ai minori su Facebook e Instagram
Arrestato 16enne a Como per terrorismo : nel suo pc un video dello Stato Islamico, per costruire bombe

Cerca nel sito