Il bambino grazie al quale Nicole Minetti ha ottenuto la grazia ha una madre biologica in Uruguay. lo rivela oggi in edicola il Fatto Quotidiano. Ma adesso la donna, María de los Ángeles González Colinet, è scomparsa: il 14 aprile, quattro giorni dopo il primo articolo del Fatto, le autorità hanno diramato un ordine di rintraccio a suo nome. Anche l’avvocata che difendeva quella madre non c’è più: è morta carbonizzata insieme al marito, anche lui avvocato, in circostanze sospette. Ufficialmente nulla collega questi accadimenti alla grazia della Presidenza della Repubblica che a febbraio ha cancellato le condanne definitive di Nicole Minetti a 3 anni e 11 mesi per “favoreggiamento della prostituzione” e “peculato” che la Minetti avrebbe dovuto scontare in affidamento in prova ai servizi sociali.

Ma più si indaga ed approfondisce la questione e più traballano le motivazioni su cui era basata la grazia del Quirinale alla Minetti. , partendo da una fatto sostanziale il bambino che nell’istanza di grazia veniva presentato come “abbandonato alla nascita” in realtà non era senza legami familiari . Gli atti del Tribunale di Maldonado consultati dal Fatto Quotidiano raccontano invece che ancora oggi ha entrambi i genitori viventi e identificati, al punto tale Nicole Minetti ed il suo compagno Giuseppe Cipriani hanno intentato una vera e propria causa contro di loro per ottenere la “Separación Definitiva y Pérdida de Patria Potestad”. Il procedimento si era chiuso in loro favore il 15 febbraio 2023.

Il bambino risulta essere nato a fine 2017. Nel gennaio 2018 il Tribunale lo affida all’Instituto del Niño y Adolescente del Uruguay (INAU) per un massimo di 45 giorni come “estrema ratio”, vista la situazione della famiglia di origine: la madre indigente, il padre detenuto. Il giudice uruguaiano González Camejo dispone di “creare un legame tra madre e figlio e verificarne il ricongiungimento”. Quindi non un abbandono, ma in realtà una famiglia povera che lo Stato avrebbe dovuto aiutare. Maldonado vive un contesto sociale diviso: da una parte turismo e denaro , dall’altra povertà estrema pagagonabile alle Favelas brasiliane. Il 17% della popolazione vive nell’indigenza. I bambini minori dell’INAU finiscono in “hogares” anonimi una vera “fabbrica di orfani”. dove aleggiano maltrattamenti, adozioni forzate e corruzione . Negli ultimi mesi infatti alla notizia di 114 bambini morti in cinque anni, è esploso uno scandalo nazionale .
In questa situazione entrano in scena Nicole Minetti e il suo compagno, l’imprenditore Giuseppe Cipriani, che saregbbe stato in rapporti di affari e di piaceri con Jeffrey Epstein, come ha rivelato tre giorni fa il Fatto Quotidiano . La coppia trasferitasi in Uruguay costruisce un rapporto stretto con l’ente pubblico: dona soldi e beni, nei weekend apre il ranch ai bambini. Fra questi c’è anche il piccolo, con genitori così poveri da non potersi permettere neppure un avvocato, tanto da ottenere l’ “ausiliatoria de pobreza”. Ma in che modo entra nell’orbita della ricca coppia italiana? L’ Inau, secondo una testimonianza raccolta dal Fatto, portava i minori a pranzo nella tenuta di Cipriani. “Giuseppe li faceva arrivare al chakra, li serviva lui, ma era solo per coprire altri traffici”. Il piccolo dopo l’operazione negli Stati Uniti “stava benissimo, correva felice”. Eppure, la “Minetti non ci stava mai, stava sempre e solo con la tata Fatima”. Su come sia arrivato lì, la risposta è “piesos, poder e miedo”. Cioè soldi, potere e paura.

Da queste circostanze emergono altre crepe sulla grazia del Quirinale. Nell’istanza di grazia si sostiene che già nel 2021 Minetti e Cipriani avrebbero portato il bambino negli Usa per un delicato intervento chirurgico. Piccolo particolare sfugito (???) ai buocrati del Quirinale, è che all’epoca dei fatti la coppia italiana non aveva ancora alcun diritto per farlo. Conseguenziale chiedersi come abbia potuto espatriare ed entrare negli USA. Secondo la testimonianza resa al Fatto probabilmente con lo stesso jet privato con cui arrivavano e partivano anche le “ragazze” dal ranch di Epstein a Punta del Este, aggirando i controlli dell’immigrazione.
L’avvocata dei genitori biologici Mercedes Nieto, 49 anni, però non potrà più chiarirlo: è morta il 15 giugno 2024 insieme al marito, anche egli avvocato, entrambi deceduti carbonizzati nella loro casa di vacanza a Garzón. Si indaga per duplice omicidio. “Non posso fornire informazioni — ha dichiarato il procuratore Sebastián Robles — tutte le piste sono aperte, compresa quella delle cause che patrocinavano”.

Un’altra crepa che mette in dubbio l’impianto “clinico” della grazia, dopo quello sulla presunta dichiarata “nuova vita” di Nicole Minetti. L’ avvocato Antonia Calcaterra sosteneva nell’istanza di grazia che nell’ottobre 2021, grazie a Giuseppe Cipriani e Nicole Minetti, il bambino sarebbe stato operato al Boston Children’s Hospital dopo due pareri contrari all’operazione emessi del San Raffaele di Milano e dell’Ospedale di Padova. Per queste ragione, scrive l’avvocato della Minetti nell’ istanza di grazia, il bambino sarebbe stato operato negli Stati Uniti. Quei pareri contrari, citati nella copia visionata dal Fatto Quotidiano, tuttavia, non risultato nè numerati e tantomeno allegati all’istanza. Il professor Pietro Mortini del San Raffaele di Milano è molto chiaro nella propria dichiarazione: “Mai visti”, e il minore non risulta tra i pazienti dell’ospedale. Analoga risposta dai medici Luca Denaro e Maurizio Iacoangeli dell’ ospedale di Padova.

L’istanza firmata dall’avvocato Antonia Calcaterra sosteneva che l’intervento a Boston “non è stato risolutivo”, tanto che all’ultimo controllo del 16 aprile 2025 sarebbero emersi rischi di recidiva e complicazioni. allegando una dichiarazione dell’équipe che indica come “necessaria la costante presenza della madre, anche per consentire una discussione esaustiva e un processo decisionale condiviso sul suo piano di trattamento”. L’ avvocato Calcaterra, contattata dal Fatto Quotidiano, spiega di aver depositato l’istanza “prima dell’estate”. Il 3 dicembre era fissata l’udienza per l’esecuzione dell’affidamento in prova ,ma salta proprio perché interviene quella richiesta al Capo dello Stato.
Il Fatto Quotidiano si chiede se sono stati svolti accertamenti o se invece ci si è limitati a recepire quanto dichiarato nell’istanza? Cinque minuti d’auto separano la Procura di Milano dalla Questura in via Fatebenefratelli dove la Minetti 15 anni fa, dichiarò ai poliziotti che “Ruby era nipote di Mubarak”. Forse insieme alla pena, il “perdono di Stato” ha cancellato pure la memoria dei “burocrati” della Presidenza della Repubblica ?
La procuratrice generale Francesca Nanni ha dichiarato al Fatto Qyotidiano di non aver mai letto quella pratica: “Se non presenta aspetti specifici di particolare delicatezza, viene gestita in automatico e io non ne vengo informata”. Quindi per la Procura Generale di Milano non era un caso delicato. Per il Quirinale imvece sì, al punto da tenere segreta la grazia fino agli articoli stampa usciti lo scorso 10 aprile.

Nel 2024 Nicole Minetti, Giuseppe Cipriani e il bambino si trasferiscono in Italia. Il 18 settembre, tre mesi dopo la morte degli avvocati di Garzón, il settimanale “CHI” dedica quattro pagine alla nuova vita di Nicole Minetti. Lei appare elegante, il bambino fotografato che corre e gioca ai giardini Montanelli, davanti all’hotel-boutique Casa Cipriani dove per associarsi e frequentare il ristorante bisogna pagare una quota annuale di iscrizione di 3mila euro , Cipriani e la Minetti vestiti in tenuta sportiva che fanno la spesa. “Chi” è edito dalla Mondadori, società controllata dalla Fininvest, la cassaforte finanziaria italiana della famiglia Berlusconi, per il cui fondatore Silvio Berlusconi, Nicole Minetti “favoreggiava” la prostituzione come si legge nella sua sentenza di condanna.
Quattro giorni dopo l’ inchiesta pubblicata dal Fatto Quotidiano, il Ministero dell’Interno uruguaiano diffonde un avviso nazionale con la foto: María de los Ángeles González Colinet, di anni 29, la madre biologica del bimbo al centro della grazia a Nicole Minetti è scomparsa. L’ultima traccia della donna uruguaiana risale a metà febbraio. Negli stessi giorni, il ministro di Giustizia Carlo Nordio ed il capo dello Stato Sergio Mattarella firmano la grazia. Una vicenda che lascia troppi dubbi sulla legalità e correttezza del provvedimento.





