Parco Pollino: morti 2 giovani modelle ed un poliziotto che ha salvato i suoi figli

Parco Pollino: morti 2 giovani modelle ed un poliziotto che ha salvato i suoi figli

Gianfranco Fumarola di Cisternino, aveva 43 anni ed era un agente di polizia penitenziaria in servizio presso il carcere di Taranto. Miryam Mezzolla 27anni di Torricella e Claudia Giampietro, 31anni di Conversano

ROMA –   Fra gli escursionisti  travolti lunedì 20 agosto dalla piena del torrente Raganello , a Civita di Castrovillari, in Calabria,  che hanno perso la vita nella strage del Pollino,  3 delle 9 vittime accertate sono pugliesi . Sono 23 gli escursionisti portati in salvo dai soccorsi , sette dei quali sono stati trasportate in ospedale.Una bambina di 9 anni è stata trasportata dall’elicottero dei Vigili del Fuoco venendo trasferita nell’ospedale di Cosenza per ipotermia. Insieme a lei  in eliambulanza anche una donna che aveva seri problemi di respirazione.

Gianfranco Fumarola

Gianfranco Fumarola, 43 anni  originario di Cisternino (BR), era un agente di polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Taranto, ed è morto in ospedale a causa di un trauma toracico. Si trovava nel Raganello mentre faceva un escursione  con   due dei suoi tre figli  i quali  probabilmente si sono salvati  proprio grazie al sacrificio del padre. Sua moglie Cinzia , nata in Calabria insegnante di scuola primaria, aveva preferito  non partecipare all’escursione restando con il figlio più piccolo dei tre, di 4 anni . Il Direttore della casa Circondariale di Taranto Stefania Baldassari  lo ha ricordato con queste parole. “Qui nel carcere di Taranto abbiamo appreso la tragica notizia con sconcerto e porfondo dolore. Gianfranco era un Poliziotto della “prima linea”. Sempre in servizio a turno di “prima” e “notte”. L’ultimo giorno prima di partire per le vacanze l’ho incontrato e mi ha detto: “Ora parto per le vacanze, ma quando torno lo sistemiamo questo carcere, lo miglioriamo, non si preoccupi“.

I suoi colleghi raccontano che Fumarola ogni volta che entrava in sezione  ironizzava: “Vado a combattere il crimine” con quel suo modo sempre sorridente, ma noi tutti sapevamo che diceva sul serio”. “Un servitore dello Stato, un Poliziotto penitenziario che abbiamo avuto l’onore di conoscere e apprezzare per le qualità eccezionali soprattutto di lealtà, un esemplare padre di famiglia, ci piace ricordarlo per quello sguardo fiero e orgoglioso che mostrava tutte le volte che mi parlava della sua splendida famiglia”.

Il Ministro dell’ Ambiente Sergio Costa all’arrivo a  Civita

Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, assieme al Prefetto di Cosenza Paola Galeone, al termine della riunione del Comitato per l’ordine pubblico che si é svolta nel Municipio di Civita, ha detto “Al 99,9%”, non ci sono più dispersi tra le persone coinvolte dalla piena. Le ricerche comunque proseguiranno ancora per un giorno”. “Il Paese Italia si è stancato di piangere i morti – ha aggiunto il ministro -. Io sono venuto qui proprio per capire chi doveva fare cosa e magari non lo ha fatto“.

Tutto il nostro Paese prova grande tristezza per questa nuova tragedia che ha provocato tanti morti e feriti nel Parco del Pollino. Esprimo la più grande solidarietà ai familiari delle vittime e ai feriti e ringrazio gli uomini del soccorso che hanno operato e stanno tuttora operando, con la consueta abnegazione, in condizioni difficili”. Questo il messaggio di cordoglio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Anche il premier, Giuseppe Conte, ha espresso apprensione e tristezza per la tragedia.

C’era l’allerta gialla. E ricordo a tutti che con l’allerta gialla ci possono anche essere morti“. così il capo Dipartimento della protezione civile, Angelo Borrelli, sulla tragedia del torrente Raganello. Un evento che, ha ricordato ancora Borrelli, “era in qualche modo prevedibile“.

Tra le persone decedute c’è anche una delle guide che accompagnavano gli escursionisti, un ragazzo di 32 anni anni volontario di protezione civile, che era stato tra i soccorritori intervenuti dopo la valanga che distrusse un albergo a Rigopiano.

Miryam Mezzolla

Le altre due vittime pugliesi sono due giovani ragazze immagine: Miryam Mezzolla 27anni di Torricella per una breve vacanza. Il Comune di  Torricella (TA) ha espresso il proprio dolore sulla pagina ufficiale Facebook: “Una notizia che nessuno vorrebbe mai ascoltare, una vita che vola via. Tutta la comunità di Torricella piange e si stringe intorno alla famiglia Mezzolla. Un’altra giovane perdita per tutti noi. Tanta rabbia, tanta tristezza. Non è facile trovare le parole e, forse, troppe parole sarebbero superflue. Per questa ragione, in segno di lutto e di rispetto, tutte le manifestazioni estive sono annullate“.

Claudia Giampietro

Insieme a Myriam si trovava ed è deceduta anche la sua collega ed amica inseperabile  Claudia Giampietro 31 anni di Conversano , che lavorava da un paio d’anni,  come ballerina per il Picador Village di Gallipoli (LE), dove si era esibita sino alla sera prima della partenza per il Pollino.  La notizia della tragedia ha lasciato sconvolti i colleghi di Claudia che sui social la ricordano così: “Una ragazza d’oro, garbata, sempre con il sorriso, anche se la vita le aveva messo davanti tanti ostacoli. Lavorava per pagarsi gli studi, per arrotondare“.

Tre altri giovani pugliesi di 21, 22 e 23 anni, che inizialmente dopo la piena del torrente Raganello erano stati inseriti fra le persone disperse sono stati rintracciati e sono in buone condizioni, si erano accampati in località Valle d’Impisa, una località nelle vicinanze del disastro e dove i cellulari non avevano segnale. La notizia del loro ritrovamento è stata comunicata via Twitter da un’amica che ha informato le forze dell’ordine scrivendo “sono vivi”.

Una bambina di 9 anni  tratta in salvo è stata trasferita dall’ospedale di Cosenza al Policlinico Gemelli di Roma ricoverata nel reparto di terapia intensiva pediatrico diretto dal Professor Giorgio Conti, dove è stata posta in sedazione profonda, con prognosi riservata. La piccola, che viene ventilata artificialmente, presenta insufficienza respiratoria acuta dovuta a inalazione di acqua fangosa.

Gli escursionisti erano rimasti intrappolati a seguito delle forti piogge cadute a ridosso del  “Ponte del Diavolo”, mentre due gruppi stavano visitando nel territorio del Parco nazionale del Pollino  l’interno dell’area di gole e canyon . Le forti piogge che  sono cadute nella zona avevano causato l’ingrossamento del letto del torrente dove gli escursionisti sorpresi dalla piena, erano rimasti bloccati su alcuni scogli.

In tutta la regione calabra era stato lanciato lo stato di allerta per piogge abbondanti, come spiega Luca Franzese, responsabile del Soccorso alpino della Calabria : “Le ondate di piena nel torrente Raganello ci sono spesso d’inverno, ma non era mai capitato d’estate, quando il torrente è molto frequentato dai turisti” . Ma questa volta, purtroppo, l’ondata di piena è arrivata all’improvviso e il livello del torrente ha raggiunto “i due metri, due metri e mezzo“, racconta il soccorritore. “Era impossibile accorgersene perché in quel tratto non stava nemmeno piovendo“.

Un escursionista olandese, ha raccontato tra le lacrime ai soccorritori: “È arrivata una valanga d’acqua all’improvviso. Non abbiamo avuto il tempo di fare nulla. Sono stato davvero fortunato. Una cosa incredibile, l’inferno“, spiega in un duscreto italiano. “Sono davvero senza parole e piango le persone che non sono riuscite a salvarsi”.

La Procura della Repubblica di Castrovillari ha aperto un fascicolo contro ignoti sul  caso ipotizzando i reati di omicidio colposo, lesioni colpose, inondazione e omissione d’atti d’ufficio. Lo ha riferito il procuratore Eugenio Facciolla. Al momento non è stata disposta l’autopsia sui corpi delle vittime. I corpi, comunque, presentano i traumi tipici del trascinamento in acqua.

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