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1 Maggio 2026 07:50

Omicidio Cerciello, Cassazione: “Definitiva la condanna di Hjorth a 10 anni e 11 mesi”

I giudici della prima sezione penale della Cassazione hanno dichiarato inammissibile il ricorso della difesa, Condannato a 10 anni, 11 mesi e 25 giorni

Diventa definitiva la condanna a 10 anni, 11 mesi e 25 giorni per Gabriele Natale Hjorth nel processo per l’omicidio del vicebrigadiere dell’ Arma dei Carabinieri Mario Cerciello Rega, ucciso a coltellate a Roma nel luglio del 2019. I giudici della prima sezione penale della Cassazione hanno dichiarato inammissibile il ricorso della difesa dell’americano sulla pena mentre hanno annullato con rinvio sul punto dell’aggravante ai soli fini civili.

La sentenza oggetto oggi di discussione in Cassazione era stata emessa
nel luglio scorso nell’Appello ter dai giudici della Seconda Corte di Assise di Appello di Roma che avevano accolto la richiesta della procura generale di ridurre la condanna di 5 mesi rispetto agli 11 anni e 4 mesi decisi nell’Appello bis, alla luce della sentenza della Cassazione che nel marzo di un anno fa aveva disposto il nuovo processo di appello, il terzo, limitatamente al trattamento sanzionatorio dichiarando irrevocabile la responsabilità penale di Hjorth, attualmente ai domiciliari col braccialetto elettronico a casa della nonna a Fregene. A Hjorth viene contestato il concorso anomalo in omicidio, mentre per l’altro americano, Elder Finnegan Lee, la condanna a 15 anni e due mesi per omicidio è già diventata definitiva.

I carabinieri del nucleo investigativo di Roma, su delega della procura generale presso la Corte di Appello di Roma, hanno eseguito l’ordine di esecuzione per la carcerazione a carico di Natale Hjorth.

La difesa di Hjorth: “Soddisfatti su accoglimento ricorso aggravante”

“Siamo soddisfatti per l’accoglimento del ricorso in ordine alla ritenuta aggravante del riconoscimento da parte dell’imputato della qualità di militare della vittima” dice all’Adnkronos l’avvocato Francesco Petrelli difensore, insieme al collega Fabio Alonzi.Si tratta di una questione molto rilevante perché insieme al riconoscimento del concorso anomalo ridefinisce completamente i limiti della responsabilità del nostro assistito che aveva all’epoca dei fatti da poco compiuto il diciottesimo anno di età”.

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