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4 Marzo 2024 00:35
4 Marzo 2024 00:35

Ok dalla Corte di Londra per l’estradizione di Fabio Riva a Taranto

(Agenzia|ADGNEWS24 ) La ha detto sì all’estradizione di Fabio Riva, figlio dell’ex patron dell’ILVA di Taranto, Emilio Riva (morto un anno fa), in relazione all’ordinanza di custodia cautelare disposta dal del gip di Milano Fabrizio D’Arcangelo per una presunta truffa ai danni dello Stato da circa 100 milioni di euro, per la quale è stato già condannato in primo grado a 6 anni e mezzo di carcere. La difesa di Riva, ex vicepresidente di Riva Fire, intende presentare appello.Fabio Riva per il momento resta in libertà vigilata a Londra, sino a quando non sarà arrivata una conferma in appello dell’estradizione,  è potrà rimanere a Londra dove attualmente si trova  da più di due anni,in libertà vigilata dopo che la sua latitanza conseguente all’inchiesta dei pm di Taranto per disastro ambientale a carico degli allora vertici dell’ ILVA.

CdG Emilio Riva NEW
nella foto, Emilio Riva !

La Corte di Londra già nel febbraio dello scorso anno aveva dato “semaforo verde” all’estradizione del figlio dell’ex proprietario del gruppo siderurgico, in relazione al mandato di arresto europeo nell’ambito dell’inchiesta tarantina, notificato nel gennaio 2013 all’indagato in Inghilterra . Ed anche per questo procedimento si è in attesa della decisione della Corte di Appello  di Londra.

Questa nuova decisione relativa all’indagine per truffa della Westminster Magistrates’ Court di Londra invece, è arrivata, una decina di giorni fa. I difensori  di Riva avevano tentato a sollevare davanti ai giudici inglesi anche i temi di una specie di “persecuzione politico-giudiziaria”, della eccessiva celerità del processo ai suoi danni e delle condizioni disumane delle carceri italiane. La frode imputata a Fabio Riva e altri, sarebbe stata commessa tra il 2007 e il 2013, secondo la ricostruzione effettuata dei pm di Milano Civardi e Clerici che hanno contestato anche l’ “associazione per delinquere“, . Il prossimo 14 maggio, inizierà il processo di secondo grado davanti alla Corte d’Appello di Milano.

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