Assalto No Tav al cantiere di Chiomonte, in Val di Susa, condotto da oltre 500 manifestanti incappucciati per non farsi riconoscere. Sono state date alle fiamme due camionette dei Carabinieri e mezzi della Guardia di Finanza. Gli antagonisti hanno lanciato pietre, bottiglie, bombe carta e razzi contro le forze dell’ordine schierate a protezione dell’area. Sono al momento una cinquantina gli esponenti delle forze dell’ordine rimasti feriti. “Un attacco allo Stato”, ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Ad aprire il corteo lo striscione “C’eravamo, ci siamo, ci saremo. Ora e sempre No Tav”. Alla vigilia il prefetto di Torino, Donato Giovanni Cafagna, aveva imposto il divieto di avvicinarsi alle autostrade e ai cantieri dell’Alta velocità, di coprirsi il volto e di detenere bottiglie di vetro, mentre la questura aveva emesso 14 tra daspo urbani e fogli di via da Venaus. In precedenza una parte dei manifestanti aveva marciato verso il presidio dei Mulini, abbattendo i primi jersey, gli sbarramenti che delimitano l’area. Secondo gli organizzatori, alla manifestazione stanno prendendo parte 20mila persone.

L’attacco degli antagonisti
L’ assalto al cantiere di Chiomonte è stato preceduto dall’attacco al cantiere di San Didero. Gli antagonisti si sono spostati da un sito all’altro attraverso boschi e sentieri. Il secondo attacco è stato portato da più fronti. Intanto, alcune centinaia di persone che erano dirette alla marcia programmata per oggi sono state fermate alla stazione Bruzolo, sempre in Valsusa. Il corteo che apriva il festival dell’Alta Felicità, partito con circa 20 mila persone, si è diviso in vari spezzoni e poco dopo l’inizio della processione, cinquecento manifestanti mascherati hanno attaccato il cantiere scatenando una vera e propria guerriglia contro le forze dell’ordine intervenute.
La marcia faceva parte delle iniziative organizzate nell’ambito del festival dell’Alta Felicità che si sta svolgendo da venerdì a Venaus e che terminerà domenica 26 luglio. Oltre al gruppo di persone fermate a Bruzolo perché non arrivassero al cantiere, un altro gruppo di manifestanti è stato bloccato tra due ruscelli. Sui social vicini al movimento No Tav, è stato postato un video in cui si vedono manifestanti che stanno entrando in cantiere, che ‘festeggiano‘ battendo le reti con mazze e bastoni. “27 giugno e 3 luglio 2011 a 15 anni siamo ancora qua! I/le no tav entrano nel cantiere della Maddalena”, si legge nel post.

“Il cosiddetto “Festival Alta Felicità” si è confermato essere una scusa logistica, – ha affermato Luca Pantanella, Segretario Generale Provinciale FSP Polizia di Stato – un paravento per radunare centinaia di incappucciati e professionisti del disordine, pronti a scatenare la consueta guerriglia urbana contro i cantieri TAV e contro le donne e gli uomini della Polizia di Stato. Oggi abbiamo assistito a un assalto paramilitare con cantieri in fiamme e violenza inaudita. Diciamolo chiaramente: gli antagonisti cercano la tragedia. Cercano il morto tra le Forze dell’Ordine per puro odio, o cercano il “martire” tra le proprie fila per infiammare definitivamente le piazze. Lo abbiamo visto pochi giorni fa a Bologna, dove un clima di intollerabile connivenza istituzionale ha di fatto legittimato la violenza di piazza. Chi semina giustificazioni, raccoglie molotov. Oltre al rischio per la vita dei poliziotti, c’è un tema che viene colpevolmente ignorato: i danni devastanti alla comunità“.

Autostrada chiusa
La Sitaf, concessionaria autostradale della A32 Torino Bardonecchia, fa sapere che l’arteria è chiusa tra gli svincoli di Oulx e Susa est per motivi di sicurezza. Dalle 18.15 sulla linea Modane-Torino la circolazione dei treni, precedentemente sospesa tra Bussoleno e Borgone a causa della presenza di manifestanti in prossimità dei binari, è fortemente rallentata con ritardi fino a 120 minuti, rallentamenti e cancellazioni, fa sapere Rfi.
Il bilancio delle forze dell’ordine
“Gli antagonisti sono riusciti a entrare nel cantiere di Chiomonte. Il piazzale antistante il tunnel è stato invaso da centinaia di violenti che hanno dato vita a una vera e propria azione di guerriglia, incendiando quattro mezzi di servizio, due dei Carabinieri e due della Guardia di Finanza. Il bilancio dei feriti tra le Forze dell’Ordine al momento è di circa 60, ma il numero è ancora provvisorio e purtroppo è destinato ad aggravarsi nelle prossime ore”, afferma in una nota Domenico Pianese, segretario generale del Coisp.
“Per fronteggiare un attacco di queste dimensioni è stato necessario impiegare un imponente dispositivo dei reparti mobili della Polizia di Stato, con 120 operatori di Torino, 100 da Genova, 60 da Roma, 50 da Bologna, 40 da Milano, 40 da Firenze, 40 da Padova, 30 da Bari, 30 da Senigallia e 20 da Napoli, per un totale di 530 poliziotti, ai quali si aggiungono gli altri appartenenti alle Forze dell’Ordine impegnati sul posto. Donne e uomini che – sottolinea Pianese – hanno affrontato il lancio di pietre, bombe carta e altri oggetti, rischiando ancora una volta la propria vita per difendere lo Stato. Chi oggi ha assaltato un cantiere, incendiato mezzi delle Forze dell’Ordine e aggredito gli operatori in servizio non può essere definito un manifestante. Questi delinquenti devono essere identificati uno a uno e perseguiti con la massima severità. Lo Stato deve dare una risposta ferma, perché nessuna causa può mai trasformarsi nel pretesto per organizzare spedizioni violente contro chi è chiamato a far rispettare la legge”, conclude.
I sindacati di polizia hanno riferito che 60 agenti sono stati feriti negli scontri. La Guardia di finanza ne segnala una decina, non gravi e medicati nell’ospedale di Rivoli. Sette quelli tra i carabinieri. Ancora incerto il numero dei manifestanti contusi, sarebbero almeno una cinquantina. Nessuno grave né tra gli antagonisti né tra le forse dell’ordine.

I feriti
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per chiedergli di trasmettere agli agenti delle forze dell’ordine la sua solidarietà e il suo ringraziamento per la loro azione al servizio della comunità nazionale. Il capo dello Stato ha fatto pervenire la sua vicinanza agli agenti feriti. Immediata anche la reazione del presidente del Consiglio Giorgia Meloni la quale ha dichiarato che “chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell’Ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato. A Chiomonte, dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Bologna, ancora una volta donne e uomini in divisa sono stati bersaglio della violenza di delinquenti incappucciati. A loro va la mia solidarietà e quella del Governo. La violenza non piegherà lo Stato: chi serve l’Italia non sarà mai lasciato solo”. Questo il post pubblicato sui social dalla premier.
Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell’Ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato. A Chiomonte, dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Bologna, ancora una volta donne e uomini in divisa sono stati bersaglio della violenza…
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) July 25, 2026
La guerriglia di oggi è stata definita inaccettabile anche dal Vicepresidente del Consiglio dei ministri Tajani il quale ha definito l’evento “inaccettabile” parlando di una “sinistra connivente da Bologna ai no Tav” ed esprimendo “massima solidarietà alle forze dell’ordine”. “È vergognosa e inaccettabile la guerriglia scatenata dai No Tav contro le forze dell’ordine, che ancora una volta difendono a costo della propria incolumità la sicurezza dello Stato e dei cittadini, ma anche la crescita del Paese attraverso la realizzazione di infrastrutture necessarie all’economia e ai territori. – dice Tajani – Massima solidarietà a carabinieri, poliziotti, guardia di finanza, polizia locale e a tutti i servitori dello Stato che in queste ore sono tornati a essere bersaglio. E tutto nell’assordante silenzio di una sinistra sempre più tollerante, se non addirittura connivente, con i teppisti, i violenti e i gruppi eversivi, da Bologna alla Val di Susa“.
“Mano pesante con questi criminali” è il commento che il vicepremier Matteo Salvini affida ad un post su X pubblicando anche la foto degli scontri in Val di Susa in cui si vedono fumo, fiamme e persone di spalle incappucciate.
MANO PESANTE CON QUESTI CRIMINALI! pic.twitter.com/vYoPF63JL6
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) July 25, 2026
“Esprimiamo vicinanza agli agenti feriti e condanniamo ogni atto di violenza contro le Forze dell’ordine avvenuto oggi in Val di Susa. Chi compie violenze non manifesta: delinque e fa un favore a chi la Torino-Lione vuole difenderla, perché si sposta l’attenzione dall’inutilità di un’opera dai costi fuori controllo e dallo spreco di denaro pubblico che ne deriva”. affermano in una nota congiunta i parlamentari del M5S Chiara Appendino, Antonino Iaria ed Elisa Pirro.
“I No Tav che hanno assalito i cantieri e bruciato due camionette dei Carabinieri sono dei criminali che devono pagare. Solidarietà alle forze dell’ordine, ai viaggiatori costretti a disagi vergognosi e ai cittadini della Val di Susa”. Lo scrive sui social network Matteo Renzi, leader di Italia viva-casa Riformista. “Assistiamo ad un’escalation quotidiana di violenza da parte dell’estrema sinistra antagonista. La nostra solidarietà va alle forze dell’ordine. Gli autori di questi attacchi vanno identificati e puniti con la massima severità. Nessuna contiguità di amministratori e parlamentari con questi delinquenti che agiscono a viso coperto può essere tollerata, a Bologna come in Val di Susa”. sottolinea Carlo Calenda. leader di Azione.
“Quelle che arrivano dalla Val di Susa sono notizie e immagini di intollerabile e ingiustificabile violenza. Gli assalti delle frange antagoniste ai cantieri di Chiomonte e San Didero non sono una legittima espressione di dissenso ma atti di guerriglia contro un’opera strategica e contro lo Stato. La condanna della politica sia unanime, estremisti e violenti vanno isolati senza ambiguità. Alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine, impegnati a difendere la legalità e la sicurezza, tutta la mia solidarietà e quella di Noi Moderati”. Queste le parole di Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati.

L’osservatorio
“Esprimo la più ferma condanna per i gravi episodi di violenza avvenuti a Chiomonte e la piena solidarietà alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine, impegnati a garantire legalità e sicurezza in un contesto ancora una volta segnato da attacchi inaccettabili. La violenza non può mai essere considerata una forma di dissenso e non produce alcun risultato positivo”. Ad affermarlo, Calogero Mauceri, presidente dell’Osservatorio per l’asse ferroviario Torino-Lione, a proposito degli episodi registrati durante le iniziative in corso a Chiomonte.
“La realizzazione dell’asse ferroviario Torino-Lione, fortemente sostenuta dal Ministro Salvini, prosegue – aggiunge – e si conferma un’infrastruttura strategica per il Paese, da portare avanti nel rispetto del confronto istituzionale e del dialogo con i territori. Episodi di violenza e intimidazione non fermeranno il percorso avviato né il lavoro costante che il ministro Salvini, insieme alle istituzioni competenti, sta portando avanti a favore dei territori e delle comunità locali”.





