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9 Febbraio 2026 13:21

Nessun rischio per gli abitanti di Taranto dall’emissione anomala dell’ ILVA

In merito a quanto pubblicato dai giornali di Taranto nei giorni scorsi circa presunte violazioni delle prescrizioni Aia, che potrebbero indurre a revocare la facoltà d’uso dell’area Grf, ILVA ha reso note una serie una serie di precisazioni. Spiegando che “a oggi, Ilva è in attesa della riapertura dei lavori in sede di Conferenza di Servizi (CdS) presso il Comune di Taranto, per l’ottenimento delle autorizzazioni edilizie necessarie alla realizzazione del sistema transitorio delle cappe mobili. ILVA ha sollecitato da marzo, dapprima verbalmente, poi formalmente la convocazione della Conferenza dei Servizi al Suap del Comune di Taranto che ha convocato la seduta della Conferenza dei Servizi per il prossimo 10 settembre. Tutte le componenti impiantistiche necessarie alla realizzazione delle cappe mobili sono ad oggi già presenti in stabilimento“.

In relazione alle  segnalazioni, su dei presunti “incidenti rilevanti” avvenuti nello stabilimento di Taranto il 10 agosto e su dei conseguenti comportamenti omissivi della società  ILVA nell’allertare la cittadinanza, riprese e rilanciate dalla stampa l’ ILVA ha precisato con suo comunicato stampa ufficiale  che “l’evento non ha costituito rischio per gli operatori nè tanto meno per la popolazione. L’emissione anomala è stata prontamente segnalata alle Autorità competenti da ILVA stessa, come previsto dal Piano di Emergenza Esterno (PEE) in caso di fase di attenzione, affinchè la popolazione potesse aver accesso alla massima informazione in merito“.

ILVA aggiunge inoltre che “la fase di attenzione  prevista dal PEE consegue ad un evento che, seppur privo di qualsiasi ripercussione all’esterno dell’attività produttiva, per il suo livello di gravità, può o potrebbe essere avvertito dalla popolazione creando così una forma di allarmismo e preoccupazione. Non si tratta, pertanto, di ‘incidente rilevantè ma di emissione rilevabile. La differenza è sostanziale“. “La gestione dell’anomalia, durante la fase di colaggio ghisa – si aggiunge – è avvenuta nel rispetto delle procedure operative da parte di tutto il personale di AFO5, che ha operato con professionalità e perizia, limitando il tempo dell’emissione anomala a 7 secondi“.

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