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16 Agosto 2022 03:01
16 Agosto 2022 03:01

Migranti, 438 migranti salvati dalla Sea Watch sbarcano a Taranto. I sindacati di polizia protestano sulle condizioni dell’hotspot

Fra i migranti 70 minori ed un bimbo di 3 mesi, che sono stati poi assegnati alle varie strutture di assistenza. La nave era già approdata a Taranto lo scorso 6 luglio, con altri 65 profughi ma anche con la salma di una donna del Camerun, 29enne incinta, che purtroppo è deceduta durante la navigazione.

La nave della Ong tedesca Sea Watch 3 con a bordo 438 migranti tra cui oltre 100 minori è approdata nel porto di Taranto. Nel pomeriggio, si sono svolte le operazioni di sbarco dei profughi. Il porto del capoluogo jonico è stato indicato dal Ministero dell’Interno nei giorni scorsi , dopo che i migranti trasportati erano stati salvati in plurime operazioni di soccorso in mare davanti alle coste libiche.

Nelle ore precedenti allo sbarco, l’Ong tedesca, aveva dichiarato chec’è grande sollievo, perché i naufraghi potranno finalmente scendere a terra”. All’arrivo nel porto di Taranto dove era stata immediatamente attivata l’organizzazione dei soccorsi, sono state garantite le operazioni di prima assistenza, visite e cure mediche e successivo trasferimento all’hotspot in attesa della nuova sistemazione. Impegnati nei soccorsi Prefettura, Comune di Taranto, Croce Rossa, 118 e Protezione civile che stanno prestando la massima attenzione in particolar modo ai minori, il cui numero è rilevante.

Fra i migranti infatti c’erano 70 minori ed un bimbo di 3 mesi, che sono stati poi assegnati alle varie strutture di assistenza. La nave era già approdata a Taranto lo scorso 6 luglio, con altri 65 profughi ma anche con la salma di una donna del Camerun, 29enne incinta, che purtroppo è deceduta durante la navigazione. Cinque dei migranti sono stati portati in ospedale per accertamenti, mentre i minori non accompagnati, dopo l’identificazione verranno trasferiti al Cara di Brindisi.

La Ong tedesca ha dichiarato che444 persone sono state salvate dall’equipaggio del Sea-Watch 3 in due giorni . Una settimana dopo il primo soccorso, i nostri ospiti sbarcano a Taranto, Italia. Siamo contenti per loro, che sono sopravvissuti all’orrore della fuga, poiché in pericolo di vita e ora sono in un posto sicuro. Oltre mille persone, quest’anno, hanno dovuto pagare finora la ricerca della sicurezza nel Mediterraneo con la loro vita. Abbiamo bisogno di vie di fuga sicure e legali”. Prima dello sbarco di oggi, nell’hotspot di Taranto l’ultimo sbarco era avvenuto lo scorso 13 luglio quando erano arrivati i 314 migranti salvati nel Mar Mediterraneo dalla nave Geo Barents di Medici senza Frontiere.

Non sono mancate le polemiche da parte di alcuni sindacati sulla gestione dell’hotspot di Taranto e sulle condizioni di impiego dei poliziotti . Daniele Gioia segretario regionale Fsp Puglia ed il segretario provinciale Rocco Caliandro sottolineano un una nota “le gravi criticità del centro hotspot sotto il profilo strutturale ed igienico-sanitario, in cui dovranno operare le forze di polizia, anche in considerazione delle altissime temperature” aggiungendo “Le forze dell’ordine sono chiamate ancora una volta a sopperire a tali emergenze vista la mancanza di un pianificazione ed organizzazione del fenomeno migratorio al fine di poter garantire un’accoglienza dignitosa ai migranti e al tempo stesso condizioni di lavoro decenti e in sicurezza per le donne e gli uomini della Polizia di Stato“.

Nei giorni scorsi la segreteria provinciale del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia) aveva acceso i riflettori sul “caso hotspot” di Taranto, la struttura dove si svolgono le operazioni di soccorso, di prima assistenza sanitaria, di pre-identificazione, fotosegnalamento e di informazione sulle procedure dell’asilo per i migranti. Il sindaco contesta le condizioni di lavoro per gli agenti, soprattutto in questo periodo estivo, “incompatibili con qualsiasi elementare forma di protezione e benessere del personale“.

Nello specifico veniva segnalata una situazione dal punto di vista igienico/sanitario  ad alto rischio di infezioni: caldo estremo, topi, vermi e liquami che costituiscono grave pericolo per la salute e la sicurezza del personale di servizio e per gli stessi ospiti. E per questo il Sap ha chiesto l’immediata chiusura del centro fino al suo completo adeguamento alle più elementari norme di sicurezza e igienico-sanitarie. Martedì scorso si è tenuto un presidio davanti alla Prefettura di Taranto con la distribuzione di un volantino che denuncia “l’inadeguatezza dell’hotspot” e che riporta una serie di rivendicazioni.

Da segnalare e fa notizia in vista delle prossime elezioni politiche, l’assenza dei rappresentanti della Lega pugliese. Forse erano troppo impegnati sulle spiagge….

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