Magistrato finisce sotto inchiesta: gite a Capri ed altri favori

Magistrato finisce sotto inchiesta: gite a Capri ed altri favori

Un’inchiesta che ha messo in fibrillazione un intero mondo di relazioni, uno giro di amicizie influenti che ruotava attorno ai cantieri di Di Leva, a qualche “attenzione” di troppo: dalle gite in barca o alle tessere gratis per una vacanza a Capri in favore di questo o quel magistrato. 

Andrea Nocera

ROMA – Il magistrato partenopeo Andrea Nocera , fino a qualche giorno fa capo dell’ufficio ispettorato del Ministero della Giustizia è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Napoli . Secondo gli inquirenti avrebbe ricevuto numerosi biglietti di viaggio, per sé e per i suoi congiunti, sulla rotta Napoli-Capri, in cambio della disponibilità a fornire informazioni riservate in un’indagine a carico di un armatore napoletano.

Accusato di corruzione Nocera ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni. Da ieri è tornato al Massimario della Cassazione, ufficio dal quale era stato selezionato un anno e mezzo fa, prima di accettare l’incarico in forza al Ministero guidato dal ministro Bonafede (M5S).

Una scelta conseguente alla decisione della Procura di Napoli di trasmettere la notizia dell’inchiesta a carico dello stesso Nocera al Ministero di via Arenula ed all’ufficio della Procura generale della Cassazione . Una vicenda che fa registrare una svolta nel corso delle indagini a carico dell’armatore sorrentino Salvatore Di Leva, socio di Salvatore Lauro, in qualità di amministratore della società Alilauro Gruson.

L’armatore Di Leva è stato interrogato giovedì scorso a  Napoli  dai pm della Procura partenopea, ma anche dal procuratore aggiunto romano Paolo Ielo (accanto nella foto) e dalla pm  Lia Affinati della Procura di Roma titolari delle indagini su un magistrato tuttora in servizio nel distretto di Corte di appello di Napoli.. Un vero e proprio colpo di scena è scattato al termine di questo interrogatorio, quando la Procura di Napoli ha sequestrato il cellulare di Salvatore Di Leva che nei mesi scorsi colpito dal virus trojan delle forze dell’ordine, per compiere ulteriori verifiche sui contatti più recenti potenzialmente utili alle indagini.

Il coinvolgimento nell’indagine  del magistrato Andrea Nocera e di Salvatore Lauro è emerso proprio dal decreto di perquisizione notificato nel corso dell’interrogatorio Di Leva,  in questo nuovo filone che ipotizza per tutti e tre il concorso in corruzione.

 Al centro dell’inchiesta un incontro nel cantiere navale di Di Leva che sarebbe avvenuto alla fine dello scorso aprile , al quale avrebbero preso parte anche Salvatore Lauro, il commercialista del gruppo Alessandro Gelormini finito in cella un paio di mesi fa in un’altra vicenda di corruzione, nonostante la sua età di uoi ottanta anni, e lo stesso Andrea Nocera ex capo degli ispettori del Ministero di via Arenula.

Un incontro intercettato in tempo reale, grazie al trojan inoculato nel cellulare di Di Leva, dal quale sarebbero emersi elementi che hanno spinto la Procura di Napoli ad una accelerata. Ma in cosa consistono le accuse a carico dell’ex capo degli ispettori. L’ inchiesta è condotta dal procuratore di Napoli Giovanni Melillo, dal capo del pool mani pulite Giuseppe Lucantonio, ma anche dal pm anticamorra Giuseppe Cimmarotta (che sta indagando su presunte opacità nell’assegnazione delle zone demaniali a Castellammare di Stabia), e dal pm Henry John Woodcock, a sua volta in forza al “pool mani pulite” della Procura di Napoli.

Definito lo schema investigativo: il magistrato Nocera avrebbe ricevuto per sé e per i suoi parenti numerosi biglietti e tessere gratis per gli aliscafi del gruppo Alilauro, in particolare quelli per andata e ritorno tra Napoli e Capri. E non soltanto, in quanto avrebbe ottenuto in omaggio anche la manutenzione e il rimessaggio di un gommone, sempre a titolo di presunta contropartita per il suo ruolo di magistrato.

E’ questo il punto principale su cui si basano le indagini. Inevitabili porsi alcune legittime domande: come è possibile che un magistrato “in carriera” come Andrea Nocera abbia deciso di far corrompere il proprio ruolo di magistrato per alcune centinaia di euro ? E cosa avrebbe dato in cambio agli armatori? Sulla base di quanto sinora emerso,  ci sarebbe stata l’esigenza di ottenere notizie utili a favorire gli interessi dell’armatore Salvatore Lauro, a sua volta coinvolto in una indagine del pm Raimondi, in relazione a questioni societarie interne al gruppo.

Allo stato attuale non risultano in modo tangibile delle “soffiate” da parte di Nocera agli imprenditori Di Leva e Lauro. Sempre basandosi su quanto trapelato finora da parte di persone “vicine” al magistrato campano, si baserebbe la convinzione di poter fugare ogni dubbio sulla propria condotta in questa squallida vicenda. Agli atti dell’inchiesta giudiziaria ci sono molte ore di conversazioni captate dal cellulare di Di Leva che sono durate da aprile allo scorso settembre, ma sopratutto da quanto verrà trascritto dagli interrogatori di Di Leva e dello stesso commercialista Alessandro Gelormini.

Un’inchiesta che ha messo in fibrillazione un intero mondo di relazioni, uno giro di amicizie influenti che ruotava attorno ai cantieri di Di Leva, a qualche “attenzione” di troppo: dalle gite in barca o alle tessere gratis per una vacanza a Capri in favore di questo o quel magistrato.

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