Pronto il testo per una nuova legge elettorale. Secondo quanto si apprende, le forze parlamentari di centrodestra hanno depositato il documento sia al Senato che alla Camera, composto da tre articoli e l’iter dovrebbe partire da Montecitorio. Il testo è a firma di Bignami, Molinari, Barelli, Lupi, Urzì, Iezzi, Benigni, Colucci, Battilocchio, Paolo Emilio Russo.

Cosa prevede
La proposta di stampo proporzionale, partendo dall’attuale Rosatellum, in ossequio ai dettami delle sentenze 1 del 2014 e la 35 del 2017 della Corte Costituzionale, prevede un premio di governabilità che possa agevolare sia la stabilità che la rappresentatività. Il premio di settanta deputati e trentacinque senatori, con nomi presentati sulla scheda nello spazio riservato alla coalizione, è suddiviso su base circoscrizionale alla Camera e regionale al Senato.
Tale premio viene interamente attribuito solo se la coalizione arrivata prima supera il 40 per cento dei consensi. Nel caso in cui non ci sia il raggiungimento di tale soglia, si attiverà una distribuzione proporzionale. Nel caso invece in cui entrambe le coalizioni arrivate prima e seconda siano tra il 35 e il 40 percento la proposta di legge depositata prevede il ballottaggio. A tutela delle opposizioni, in nessun caso la maggioranza potrà superare il 60 per cento degli eletti.
Ciascuna coalizione, inoltre, dovrà depositare unitamente al programma anche un unico nome da proporre al Presidente della Repubblica come incaricato alla Presidenza del Consiglio. Nessuna variazione è prevista per le dimensioni delle attuali circoscrizioni e degli attuali collegi plurinominali e proporzionali, nessuna variazione è prevista nemmeno per l’attuale soglia di accesso del 3 per cento.
Non è invece previsto il ricorso alle preferenze per scegliere i candidati in lista. Né in premessa di legge, né nei tre articoli infatti trova posto il riferimento alla possibilità dell’elettore di scegliere i nominativi dei candidati in lista, come confermano fonti di maggioranza. Il testo, come si legge all’articolo 1, prevede che “ogni elettore dispone di un voto da esprimere su un’unica scheda recante il contrassegno di ciascuna lista, corredato dei nomi dei candidati nel collegio plurinominale e dei candidati delle liste circoscrizionali presentate ai fini dell’eventuale attribuzione del premio di governabilità”.
“Siamo disponibili a un confronto con tutte le forze politiche per proposte migliorative che abbiano la condivisa finalità di garantire la rappresentatività della volontà dell’elettore e la possibilità di dare maggioranze stabili a chiunque vinca le elezioni”, commentano i presentatori della legge.

Il testo
La relazione introduttiva alla proposta di legge elettorale ribadisce la rilevanza delle regole di voto per la tenuta del sistema democratico. Nel documento si afferma che “la qualità delle regole elettorali incide direttamente sulla qualità della rappresentanza”. La riforma mira “non a incidere sugli equilibri costituzionali, ma a rafforzare la funzionalità del sistema attraverso correttivi coerenti con l’impianto dell’ordinamento vigente“. Obiettivo dichiarato è rendere il sistema elettorale “maggiormente capace di esprimere maggioranze parlamentari riconoscibili e stabili, nel rispetto del pluralismo politico”.
La proposta di riforma elettorale, si sottolinea, punta su “un sistema proporzionale integrato da un correttivo di governabilità predeterminato”, con l’obiettivo di coniugare pluralismo politico e stabilità istituzionale. Nella relazione introduttiva del testo si afferma che il modello proporzionale rappresenta “la modalità più lineare di traduzione del voto in rappresentanza”, mentre il premio è configurato “non come alterazione arbitraria del risultato elettorale, ma come correttivo limitato e predeterminato”.
Prevista anche una soglia di accesso alla ripartizione dei seggi. Tra i cardini del nuovo impianto viene infatti indicata la “previsione di una soglia di sbarramento al tre per cento“. “L’individuazione del quaranta per cento quale soglia minima per l’accesso al premio di governabilità ne sancisce l’adeguatezza in termini di ragionevolezza e proporzionalità. Tale impianto trova ulteriore coerenza nella disciplina prevista per il Senato, dove il carattere regionale dell’elezione e della distribuzione dei seggi derivanti dal premio attesta il rispetto del precetto di cui all’articolo 57 della Costituzione”, si legge ancora.

“La soglia del quaranta per cento, come stabilito dall’Alta Corte, è infatti certamente ragionevole e bilancia i principi costituzionali da una parte dell’eguaglianza del voto e dall’altra della stabilità del governo”, si legge ancora nel testo. Nel testo viene delineato anche il possibile ricorso a un turno di ballottaggio. Il documento prevede infatti la “previsione di un eventuale turno di ballottaggio, subordinato alla condizione che le prime due liste o coalizioni di liste, pur non avendo raggiunto il quaranta per cento dei voti validi abbiano conseguito almeno il trentacinque per cento dei voti validi”. Il meccanismo sarebbe “finalizzato a consentire l’individuazione di una maggioranza parlamentare coerente con il consenso elettorale”, mantenendo al tempo stesso l’impianto proporzionale del sistema. La relazione sottolinea inoltre che il premio di governabilità resta un correttivo attivabile solo in presenza di condizioni oggettive di consenso e configurato “non come alterazione arbitraria del risultato elettorale, ma come correttivo limitato e predeterminato”.
Tra i punti qualificanti della proposta di legge elettorale vi è il superamento della componente uninominale. La relazione indica la direttrice della riforma nella costruzione di “un modello proporzionale rinnovato”, ritenuto più lineare e comprensibile. Il sistema risultante – si legge – mira a realizzare “un equilibrio tra due esigenze fondamentali: da un lato, la rappresentazione proporzionale del pluralismo politico; dall’altro, la possibilità di assicurare una maggioranza definita, legittimata da un consenso verificabile”.

Nel nuovo sistema elettorale si prevede quindi “l’eliminazione della componente uninominale del sistema vigente e dei collegi uninominali, fatti salvi i casi particolari previsti dall’articolato per la Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige”, si legge in premessa. Prevista quindi “l’attribuzione dei seggi con metodo proporzionale, su base nazionale per la Camera dei deputati e su base regionale per il Senato della Repubblica, in coerenza con i principi costituzionali di rappresentatività delle assemblee elettive”.
La relazione introduttiva alla proposta di legge prevede anche specifiche misure di trasparenza dell’offerta politica. In particolare, il testo dispone l’“indicazione obbligatoria del nominativo da proporre per l’incarico di Presidente del Consiglio in sede di presentazione delle liste“. La premessa chiarisce che tale previsione è introdotta “quale elemento di trasparenza politica privo di effetti vincolanti”, nel rispetto delle prerogative costituzionali del Presidente della Repubblica.





