Le 15 “bufale” sulle campagne referendarie. Ecco tutta la verità sul referendum

Le 15 “bufale” sulle campagne referendarie. Ecco tutta la verità sul referendum

Dal numero di firme necessarie per indire un referendum abrogativo al segretissimo articolo 117 della Costituzione, passando per l’esclusione del governo, il parlamento illegittimo e i tempi certi per le leggi

CdG scheda referendumAd una settimana  dal referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre, i social network ed internet sono presi d’assalto dalla propaganda politica a favore del SI e del NO.

Come in tutte le votazioni più ci si avvicina alla data del voto e più si moltiplica la condivisione e manipolazione di informazioni poco accurate, per non parlare di “bufale” diffuse per l’occasione

Mentre giornalisti e giornaletti stampati ed online si sono prodigati nel fare opinione…o nel sostenere le ragioni di qualche “sponsor” politico, abbiamo ritenuto opportuno occuparci delle false verità che sono state diffuse in questi giorni pre-referendum, in favore di entrambi gli schieramenti. Perchè ? Semplice. Vogliamo favorire un voto più informato e quindi consapevole.

1. Votando SI  in realtà NON aumentano le firme per indire un referendum

 Nel caso in cui  la riforma dovesse essere approvata, basteranno esattamente come adesso 500mila firme per poter indire un referendum abrogativo. La soglia di 800mila firme a cui spesso si fa riferimento è una novità, ma la norma riformata serve a favorire l’approvazione di un referendum. In fatti nel caso in cui le firme raccolte raggiungono quota 800mila, non sarà più necessario raggiungere il quorum del 50% più uno degli aventi diritto al voto ma solo un quorum del 50% più uno dei cittadini che hanno votato alle precedenti elezioni politiche, che di fatto si abbasserà di molti punti in percentuale.

2.NON si deve usare la penna all’interno del seggio 

 Una vera e propria bufala  molto frequente sui socialnetwork cerca di procurare un FALSO allarme, con tanto di foto sostenendo  che “al referendum non lasciare che cancellino il tuo voto! Non usare la matita che ti danno! Porta con te una biro e usa quella! #iovoto”.  La VERITA’ è che all’interno della cabina elettorale si vota sempre con la matita copiativa che viene fornita al seggio, mentre se si esprime la propria preferenza con una penna magari portata da casa come unico risultatosi ottiene l’annullamento del proprio voto.
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Non esiste quindi alcun rischio che il voto segnato a matita possa essere cancellato o modificato, in quanto le speciali matite copiative fornite dal seggio elettorale lasciano tracce visibili sulla scheda anche nel caso in cui qualcuno tenti di cancellare il voto espresso.
L’immagine qui accanto è stata rimossa  da Facebook a causa delle troppe segnalazioni, in quanto in molti hanno ritenuto fosse rischioso un contenuto del genere, forse fraintendibile da troppe persone che preferiscono credere ciecamente ad un post FB piuttosto che controllare. Rischioso perché si vuole evitare il pericolo di un voto nullo.
Vi sconsigliamo però di portarvi da casa penna o pennarello indelebile: rendere la scheda nulla come scelta inconsapevole equivarrebbe a restare a casa. E attenzione a non intascarvi le matite: sono di proprietà dello Stato e correte in una sanzione che varia dai 103 ai 309 euro.
3. Una parte della Camera NON verrà composta dai non-eletti

CdG camera deputatiGli eletti alla Camera dei Deputati continueranno ad essere eletti sulla base del risultato del voto dei cittadini, soltanto una parte dei seggi verrà assegnata come premio di maggioranza. Pertanto anche coloro che accederanno alla Camera grazie questo premio, sarà comunque scelto ed eletto in base ai voti dei cittadini, e certamente non nominato in base alla volontà del partito che si è aggiudicato il premio di maggioranza . Il 100% delle persone che entreranno alla Camera dei Deputati,  saranno quindi di fatto votati ed eletti dai cittadini.

4. Il Governo NON deve dimettersi se vince il NO 

Se dovesse vincere il NO sicuramente costituirebbe una sconfitta politica,ma non esiste alcuna norma che stabilisca le dimissioni di un governo a seguito della bocciatura in un referendum. E’ bene sapere che la durata di un Governo dipende soltanto ed esclusivamente dal voto espresso dai deputati con la  fiducia in Parlamento, mentre la votazione referendaria riguarda solo la Costituzione. Quindi indipendentemente dal risultato del referendum, nel caso in cui il Parlamento decidesse di continuare ad esprimere la fiducia per il Governo in carica, Renzi potrà proseguire fino all’aprile 2018, cioè  termine del mandato elettorale del Parlamento . Nello stesos momento il premier Renzi resterà libero di potersi dimettere in qualunque momento.

5. Il Senato NON sarà composto dai non-eletti

CdG aula senato repubblicaIl progetto alla base della costituzione del nuovo Senato della Repubblica è l’elezione indiretta, che è già presente in molte altre democrazie avanzate. Per esempio, il primo ministro in Italia, non viene eletto direttamente dagli elettori, ma sulla base dell’incarico ricevuto del Presidente della Repubblica, e successivamente votato dal parlamento

E’ previsto dalla riforma referendaria che i componenti del nuovo Senato vengano prescelti ed eletti direttamente attraverso le preferenze espresse degli elettori in occasione delle elezioni comunali o regionali . Occorre considerare però che al momento non è ancora stato indicata la modalità precisa sui termini di come si svolgeranno questa elezioni, in quanto il tutto è rimandato ad una  successiva legge all’approvazione della riforma.

 

6. Le modifiche all’articolo 117  NON sono segrete

 Una delle “bufale” più diffuse, sostiene FALSAMENTE CHE i partiti a favore del SI starebbero tenendo nascosto un articolo: il numero 117.  Sempre secondo la bufala questo articolo 117  “potrebbe significare la perdita della sovranità nazionale in quanto con l’approvazione della riforma “dentro la nostra Costituzione ci sarà scritto che l’Italia dovrà seguire gli ordini di Bruxelles.

La verità è ben diversa e cioè che il testo dell’articolo 117 riformato, prevede che “la potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali”. L’unica VERA differenza rispetto alla versione precedente dello stesso articolo,  sono le parole dell’Unione Europea indicate al posto di “comunitarioQuindi non esiste  alcuna differenza in termini di vincoli, indipendentemente dall’esito del referendum, ma solo una modifica del nome con cui ci si riferisce all’Unione Europea.

7. Con il SI  per le leggi NON ci saranno tempi certi 

Mentre è VERO che in seguito alla riforma conseguentemente i tempi di approvazione delle leggi dovrebbero  ridursi , grazie alle moltissime scadenze introdotte dal nuovo testo, è  anche VERO  che le leggi dovranno seguire percorsi diversi a seconda della loro tipologia. Al momento però  parlare di tempi certi non è corretto, dal momento che non esistono limiti previsti per i tempi di lavoro delle commissioni parlamentari e per la discussione del testo e degli emendamenti alla Camera dei Deputati.

Il Senato della Repubblica, invece se dovesse passare la riforma avrebbe soltanto 10 giorni di tempo per chiedere di poter esaminare una legge e soltanto altri 30 giorni per poter approvare le proprie proposte di modifica.

8. La misura NON evita il Governo

CdG consiglio ministri governo renziAnche se i poteri del Governo non sono modificati esplicitamente con la riforma, è assolutamente FALSO affermare che il Governo sia del tutto escluso dai nuovi provvedimenti. Nello specifico quattro degli articoli modificati (e precisamente il 94, il 96, il 97 e il 99) fanno parte del titolo III della Costituzione, ossia Il Governo.

Le due modifiche principali riguardano la fiducia parlamentare , che non dipenderà più dalla Camera e dal Senato come attualmente,  ma soltanto  dalla Camera dei Deputati , e l’abolizione del Cnel (il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro), che poteva proporre leggi al parlamento ed era considerato un organo del governo.

Anche se i poteri del Governo non subiscono cambiamenti, vi sono delle novità nel rapporto con il parlamento. E dal momento che la repubblica italiana si basa di fatto su un equilibrio tra i diversi poteri, modificare quello legislativo crea un effetto indiretto anche su quello esecutivo.

9. Con la riforma NON si risparmiano 500 milioni di euro l’anno

Secondo la Ragioneria dello  Stato, il risparmio dovuto al taglio dei 215 senatori è quantificabile in 50 milioni di euro all’anno. Oltre a questo risparmio assolutamente certo,  sono stati aggiunti altre voci di riduzione di spesa in molti altri casi: per esempio il tetto all’indennità dei senatori (che  già esiste ), la cancellazione dei rimborsi come viaggi e cene per le attività di partito , l’eliminazione definitiva delle Province che di fatto negli ultimi due anni hanno già perso notevole potere ,  mentre rimane un punto molto difficile da quantificare in termini economici la riduzione dei conflitti tra Stato e Regioni. resta tutto da dimostrare che se la somma di 50 milioni è senz’altro una stima per difetto, al momento non è comprovato che si arriverà a 10 volte tanto, cioè a 500 milioni di risparmi. 

10. Il Parlamento che ha approvato la riforma NON è illegittimo

 Anche se la legge elettorale con cui è stato eletto questo parlamento (il Porcellum) è stata dichiarata incostituzionale per via del premio di maggioranza e del blocco delle preferenze, tutto questo non giustifica e non basta per definire “illegittimo” un parlamento. Sulla legittimità dell’attuale parlamento si è già pronunciata la Corte costituzionale, affermando e confermando che può restare in carica (anche) per modificare la precedente legge elettorale sbagliata. Infatti se l’attuale Parlamento non fosse legittimo, saremmo finiti nella situazione assurda di non poter sistemare le norme all’origine dell’incostituzionalità.

11. Il presidente della Repubblica NON sarà eletto da 10-15 persone

Dopo la riforma con le aule al completo, basteranno 438 voti per eleggere il Presidente della Repubblica. Il caso di un numero di elettori molto ridotto (soltanto qualche decina) potrebbe verificarsi solo se ci fosse un assenteismo di massa al momento della votazione.

12. Il governo NON ha chiesto la fiducia per approvare questa riforma

La notizia che circola online,  è semplicemente falsa: la fiducia non è stata posta dal Governo Renzi in alcuna delle tre letture della nuova legge alla Camera, né al Senato.

13. La Costituzione NON è intoccabile

 La possibilità di modifiche al testo costituzionale è prevista dalla stessa Costituzione, come scritto già nel testo originale. All’interno della Costituzione si trova anche l’augurio dei padri costituenti che “i nostri figli”potessero rivedere la Costituzione e “modificarla per il bene del Paese”.

La possibilità di aggiustamenti o aggiornamenti alla carta costituzionale è stata pensata fin dall’inizio, con modalità ben definite, che prevedono anche il ricorso a uno strumento come il referendum per confermare queste modifiche.

14. Col sì NON si smette di eleggere il Presidente della Repubblica

 In Italia non ci sono mai state elezioni presidenziali in cui il popolo abbia votato per la presidenza della Repubblica, ma il presidente è sempre eletto dal Parlamento in seduta comune. Quindi il Capo dello Stato non è mai stato eletto direttamente.

15. Il voto degli italiani all’estero NON sarà annullato

La circostanza che le schede degli elettori residenti all’estero arrivino non ancora vidimate è previsto da una legge del 2001. Quindi NON si tratta di una truffa governativa per impedire a chi si trova fuori dai confini nazionali di esprimere il proprio voto, ma al contrario di una procedura elettorale pensata per ridurre la possibilità di eventuali brogli elettorali. Una volta ritornate in Italia il timbro viene apposto sulle schede elettorali  al momento della loro apertura.

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