La relazione annuale 2015 della Direzione Centrale Antidroga del Ministero dell’ Interno.

La relazione annuale 2015 della Direzione Centrale Antidroga del Ministero dell’ Interno.

Nella Regione Puglia è stato sequestrato l’1,82% di tutta la cocaina sequestrata a livello nazionale, il 5,79% dell’eroina, il 2,71% dell’hashish, il 37,79% della marijuana e il 2,51% delle droghe sintetiche (compresse e/o dosi)

 

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nella foto il Gen. D. Sabino Cavaliere

La Direzione Centrale Servizi Antidroga diretta dal Generale di Divisione dell’ Arma dei Carabinieri Sabino Cavaliere, ha pubblicato la Relazione annuale 2015, ovvero il “bilancio di esercizio 2015” delle attività e dei risultati conseguiti dalle Forze di Polizia italiane nell’azione di contrasto al traffico illecito delle sostanze stupefacenti svolta. Il quadro di situazione nel suo complesso non evidenzia particolari scostamenti rispetto all’anno precedente, ma talune rilevazioni richiedono qualche cenno di chiarimento.

Il dato nazionale relativo ai sequestri di droga, fatta eccezione per le droghe di origine sintetica, mostra, almeno apparentemente, un sensibile decremento nei volumi (-45,59%) in gran parte dovuti ad una riduzione dei sequestri dei derivati della cannabis e di eroina. Tale risultato considerato l’esame dell’andamento decennale, che colloca tra le 30 e le 40 tonnellate la quantità di stupefacente annualmente sottoposto a sequestro, mostra, a conferma dell’impegno delle Forze di Polizia nel perseguire il narcotraffico, un dato ancora molto al di sopra della media con oltre 84 t di droga sottratte al mercato clandestino di consumo negli ultimi 12 mesi. Anche  con  riferimento  ai  due  valori  che si presentano decrescenti, -40,06% di hashish e -73,95% di marijuana, l’esame della serie decennale fa rilevare volumi, nel primo caso, tre volte superiori e, nel secondo, in linea se non maggiori, alla media del periodo.

Schermata 2016-06-04 alle 16.26.00Tale andamento, secondo gli analisti della Direzione Centrale Servizi Antidroga, va ricercata, per un verso, in una fase di riorganizzazione del traffico dell’hashish nel bacino del Mediterraneo, che, dopo i rilevanti successi del dispositivo aeronavale di contrasto (circa 174 t nel triennio 2013-2015), sta probabilmente diversificando le rotte d’importazione e, per l’altro, nella flessione delle importazioni di marijuana dalla Regione balcanica dovuta all’intensificarsi dell’azione repressiva svolta dalle Forze di Polizia albanesi nella lotta a questo tipo di droga. Non sembra, invece, accusare flessioni il traffico della cocaina (+4%) e, ancor più, quello delle droghe sintetiche che, segna nel 2015 una decisa impennata, sia con riferimento ai quantitativi in polvere (+161,73%) che al numero delle dosi (+175,53%).

Si tratta di volumi non elevatissimi in termini assoluti ma che denotano una recrudescenza del fenomeno, ormai ben radicato nel cosiddetto “territorio virtuale” rappresentato dalla rete Internet, tanto nella sua dimensione “open” che nell’area oscura (deep web), dove l’azione di contrasto svolta dalle Forze di Polizia, dopo una fase di ricognizione delle potenzialità operative dei cyber trafficanti, sta operando sempre più proficuamente; il numero di operazioni di polizia per il contrasto del traffico e lo spaccio della droga si è mantenuto sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente.  E’  proseguito il trend decrescente complessivo nelle denunce all’Autorità Giudiziaria e negli arresti che, iniziato già nel 2014, ha segnato uno scarto negativo del -7,35%;  il dato relativo agli stranieri coinvolti nel traffico e nello spaccio di sostanze stupefacenti, pur rappresentando circa un terzo di tutti i denunciati, non solo non è cresciuto ma, in prosecuzione con l’andamento del quinquennio precedente, ha registrato un piccolo decremento (-5%) rispetto all’anno precedente, collocandosi al di sotto della media decennale;

Schermata 2016-06-04 alle 16.33.21Con oltre il 94% dei sequestri di droga, resta la frontiera marittima, pur in presenza dell’accennata flessione nei sequestri in mare, il luogo dove si consuma il confronto più aspro con i trafficanti di droga, che continuano a differenziare le rotte di importazione, utilizzando il continente africano quale luogo di stoccaggio e transito sia della cocaina di provenienza sudamericana che dell’eroina prodotta e raffinata in Afghanistan. In questa prospettiva, l’affinamento delle strategie di contrasto del narcotraffico perpetrato per via marittima è un obiettivo irrinunciabile, perché consente di aggredire sempre più efficacemente il fenomeno in una fase antecedente all’ingresso dei carichi di droga nel territorio dello Stato e alla loro parcellizzazione nelle piazze di spaccio dei paesi di approdo nonché  di predisporre una difesa “avanzata” degli ambiti territoriali nazionali e dell’intera Unione Europea flagellati dal fenomeno del consumo della droga, colpendo le organizzazioni criminali nei loro vitali assetti logistici;

Schermata 2016-06-04 alle 16.33.32Un’ ulteriore evoluzione del traffico colta nell’anno in esame, è quella che vede affiancarsi ai vettori marittimi velivoli leggeri ed ultraleggeri che, sfruttando piste di decollo clandestine realizzate al di là dell’Adriatico, trasportano dall’Albania al nostro Paese ragguardevoli quantitativi di cannabis. Se tale metodologia potrà davvero assumere rilievo nel contesto delle illecite importazioni di stupefacente verso il territorio nazionale lo dirà il tempo e l’azione di monitoraggio prontamente attivata dalle Forze di Polizia. L ’esame del narcotraffico nella sua dimensione associativa rivela, anche per il 2015, il ruolo egemone della ‘Ndrangheta calabrese, che si conferma “leader” nella commercializzazione, a livello mondiale, della cocaina, seguita dalla Camorra e dalla Criminalità organizzata pugliese, pienamente operativa, quest’ultima, nella commercializzazione delle sostanze stupefacenti importate dall’Albania. A queste devono aggiungersi le compagini criminali marocchine ormai in grado di gestire, in condizioni di monopolio pressoché esclusivo, il traffico di hashish proveniente dal Nordafrica attraverso le capillari reti di distribuzione attive sul territorio dello Stato.

Per contrastare sempre più efficacemente la minaccia del crimine organizzato è necessario sviluppare nuove capacità investigative e di analisi atte ad individuare i flussi finanziari che supportano il narcotraffico e i suoi enormi profitti, soprattutto laddove tali enormi disponibilità sono reimmesse nei circuiti dell’economia legale o vengono destinate ad alimentare altrettanto destabilizzanti fattori di crisi, come il terrorismo internazionale e la corruzione;

Sul piano dello sviluppo dei rapporti internazionali, l’anno di riferimento verrà anche ricordato per la lunga e delicata fase di negoziazione dell’Outcome Document approvato nel corso della Sessione Speciale sulle droghe dell’Assemblea delle Nazioni Unite (UNGASS 2016) che si è tenuta quest’anno a New York. La Direzione Centrale, attraverso i suoi rappresentanti, ha partecipato attivamente all’elaborazione del citato Documento Finale, in cui è fissata la strategia antidroga a livello mondiale dei prossimi anni, ribadendo, sia a Vienna, nell’ambito delle Nazioni Unite, che a Bruxelles, in sede Comunitaria, l’incomprimibile necessità che, anche in futuro, la lotta alla droga avvenga in un contesto nel quale siano sempre salvaguardati la tutela dei diritti umani, il diritto alla salute e quello alla sicurezza delle persone e degli Stati.

Nella distribuzione regionale delle operazioni antidroga la regione Lombardia, con un totale di 3.132 operazioni, emerge come valore assoluto rispetto alle altre regioni, seguita dal Lazio (2.940), dalla Campania (1.782), dalla Puglia (1.405), dall’Emilia Romagna (1.372) e dalla Sicilia (1.316). I gruppi criminali maggiormente coinvolti nei traffici che attengono il territorio nazionale sono stati per la cocaina la ‘ndrangheta, la camorra e le organizzazioni balcaniche e sud americane; per l’eroina la criminalità campana e pugliese in stretto contatto con le organizzazioni albanesi e balcaniche; per i derivati della cannabis la criminalità laziale, pugliese e siciliana, insieme a gruppi maghrebini, spagnoli e albanesi.

La cocaina sequestrata nel corso delle operazioni antidroga è stata, il più delle volte, rinvenuta occultata nelle abitazioni (228 casi), in auto (198 casi), sulla persona (183 casi), nel bagaglio (71 casi), nel corpo in cavità rettale o ingerita (59 casi) e in lettere o pacchi postali (46 casi), I sequestri più significativi sono avvenuti a Forlì (kg 485), al porto di Gioia Tauro (kg 289,86), al porto di Marghera (VE) (kg 222), al porto di Vado Ligure (SV) (kg 219,32), al porto di Genova (kg 185,37), al porto di Gioia Tauro (kg 173,18) e a Genova (kg 147,97).

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Operazioni antidroga in Puglia.  Nel 2015 sono state 1.405, con un decremento (-11,86%) rispetto all’anno precedente. Negli ultimi dieci anni i due picchi massimi sono stati registrati nel 2011 con 1.618 e nel 2013 con 1.612; quelli minimi nel 2008 con 1.142 e nel 2007 con 1.208 operazioni.  Nella Regione Puglia è stato sequestrato l’1,82% di tutta la cocaina sequestrata a livello nazionale, il 5,79% dell’eroina, il 2,71% dell’hashish, il 37,79% della marijuana e il 2,51% delle droghe sintetiche (compresse e/o dosi). Il sequestro quantitativamente più rilevante è stato quello relativo a kg 1.650 di marijuana avvenuto in Bari nel mese di novembre 2015 ; da evidenziare che nella regione sono stati eseguiti altri sequestri rilevanti sempre di marijuana (ben 6 che vanno dai 100 fino ai 612 kg). Rispetto al 2014 si rileva un incremento dei sequestri di cocaina e hashish; in decremento tutte le altre sostanze.

Sono state segnalate complessivamente 2.125 persone all’Autorità giudiziaria per reati sugli stupefacenti, in forte flessione (-16,86%) rispetto all’anno precedente, corrispondenti al 7,67% del totale nazionale. Le denunce hanno riguardato per l’80,52% il reato di traffico illecito e per il restante 19,48% quello di associazione finalizzata al traffico di droga.

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Nel 2015 sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria 27.718 persone, con un decremento pari al 7,37% rispetto all’anno precedente, delle quali 19.524 in stato di arresto. Più in dettaglio, è stata rilevata una diminuzione delle denunce per i reati correlati alla marijuana (-41,87%), all’eroina (-22,65%), alle piante di cannabis (-7,20%) e alle altre droghe (-6,57%) ed un aumento per quelle relative alle droghe sintetiche (+45,90%) e all’hashish (+44,77%). La sostanza stupefacente che ha prodotto il più alto numero di denunce è stata la cocaina (9.206 casi), seguita dall’hashish (7.214), dalla marijuana (4.728), dall’eroina (3.271) e dalle piante di cannabis (1.418). Le denunce hanno riguardato in 17.582 casi cittadini italiani (63,43%) e in 10.136 cittadini stranieri (36,57%). L’incidenza delle donne e dei minori è stata rispettivamente del 7,17% e del 4,06%.

La Regione Lazio, con un totale di 4.095 soggetti coinvolti nel traffico di stupefacenti, emerge come valore assoluto rispetto alle altre, seguita dalla Lombardia (3.974), dalla Campania (2.779), dalla Sicilia e dalla Puglia (2.125).

Questa la relazione-annuale-2015

 

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