Dopo anni di incertezze giuridiche, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che definisce le procedure di omologazione, di verifica e di taratura iniziali e periodiche dei dispositivi, delle apparecchiature e dei mezzi tecnici per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità. Alla luce delle nuove regole in vigore dalla mezzanotte di oggi, gli autovelox attivi perché corrispondenti ai requisiti richiesti per l’omologazione, in quanto il prototipo rientra nell’elenco di cui all’allegato B del Decreto, sono circa 3.150.
Lo precisa il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in una nota spiegando che per i rimanenti dispositivi, circa 850 unità, i produttori dovranno richiedere l’omologazione del prototipo producendo la documentazione integrativa prevista nell’allegato tecnico A. Il provvedimento omologa quindi 3.150 dispositivi sui circa 4.000 censiti. Gli altri 850 verranno spenti, fintantoché non otterranno l’omologazione. I fornitori potranno fare ricorso al Mit presentando la documentazione ed effettuando dei test per dimostrare la loro omologabilità, e il ministero avrà 60 giorni per rispondere, ma nel frattempo dovranno rimanere disattivati.
La mappa dei comuni
I comuni devono mappare e segnalare chiaramente le postazioni con congruo anticipo, rispettando distanze minime prestabilite per evitare frenate improvvise dei conducenti. Le postazioni fisse o mobili non possono più essere nascoste e la loro presenza deve essere giustificata da un reale tasso di incidentalità della strada. In caso di mancato rispetto di queste nuove e stringenti garanzie tecniche, i verbali emessi dalle autorità locali saranno considerati nulli e facilmente contestabili.

Qui la lista completa dei dispostivi
I parametri tecnici e le soglie di tolleranza
Il decreto fissa per la prima volta parametri numerici di affidabilità che i dispositivi dovranno rispettare per ottenere il via libera. L’obiettivo, spiega il Mit, è definire “un quadro regolatorio certo e omogeneo, idoneo a superare le criticità applicative emerse nel tempo e a garantire l’affidabilità di misura degli strumenti, la tracciabilità delle operazioni tecniche e la solidità giuridico-amministrativa degli accertamenti conseguenti al loro impiego. L’affidabilità della misura diventa un asse portante della riforma. Il decreto stabilisce limiti stringenti per l’errore di misurazione: sino a 100 km/h, la tolleranza ammessa è di 3 km/h. Le soglie si applicano sia nella fase di omologazione, sia nei successivi controlli periodici, sebbene con una minima tolleranza più elevata negli accertamenti successivi ai primi test di laboratorio”.
I test in laboratorio e i controlli periodici
Ogni modello deve essere sottoposto a una serie di test tecnici presso laboratori riconosciuti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’omologazione è concessa solo se il dispositivo soddisfa requisiti chiari, tra cui la capacità di rilevare velocità in un intervallo compreso almeno tra 30 km/h e 230 km/h e il rispetto degli standard di errore massimo ammissibili.
È prevista una taratura iniziale obbligatoria prima della messa in servizio e verifiche periodiche annuali che accertino il mantenimento della precisione, controlli di funzionalità periodici, il cui esito negativo comporta la sospensione immediata dell’apparato. Per garantire affidabilità e imparzialità, i controlli sulla produzione dei dispositivi sono affidati solo a soggetti accreditati e autorizzati dal Ministero, con frequenza triennale per i costruttori in possesso di certificazione ISO 9001 e cadenza annuale in assenza di tale certificazione.

Le dichiarazioni del ministro Matteo Salvini
L’obiettivo della sicurezza sulle strade, sottolinea il ministro Matteo Salvini, “resta una priorità senza però che il controllo si trasformi in pretesto per fare cassa a spese dei cittadini. Da una giungla di oltre 10.000 autovelox, spesso nascosti e a ripetizione, a 3.150 apparecchi regolari e conformi. Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale. Dalle parole ai fatti”. Lo afferma in un post su X il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, commentando le nuove regole sugli autovelox che entreranno in vigore dalla mezzanotte. “Quando sono arrivato al Ministero, non c’era un censimento degli autovelox: l’Italia non sapeva quanti autovelox erano operativi, dove e da quanto tempo. Se ne ipotizzavano fra i 10.000 e i 12.000. Abbiamo messo dei criteri, adesso c’è il censimento degli autovelox“, aveva detto Salvini a margine di ExpoAid 2026 a Rimini.
“Il sindaco che vuole riconoscerlo deve segnalare – ha osservato – ce ne sono circa 4.000, tutti devono essere omologati e autorizzati. Abbiamo fatto un’operazione pulizia. Gli autovelox che servono alla sicurezza saranno operativi, gli autovelox furbetti che spuntavano a ripetizione, magari non segnalati, non saranno più operativi”.





