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28 Settembre 2023 05:42
28 Settembre 2023 05:42

LA PROCURA DI BARI INTERVIENE ALL’ ASTA FALLIMENTARE DELLA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

AGGIORNAMENTO Un colpo di scena al Tribunale Fallimentare di Bari . Infatti, oltre oltre agli avvocati delle due società Ecologica e Ledi, è comparsa la Procura di Bari addirittura con il procuratore capo Roberto Rossi (fatto mai accaduto in passato) con i sostituti Lanfranco Marazia e Luisiana Di Vittorio che nel maggio 2020 avevano chiesto il fallimento della EDISUD società editrice della Gazzetta del Mezzogiorno .

di ANTONELLO de GENNARO

All’udienza odierna dinnanzi al giudice delegato del Tribunale fallimentare di Bar, chiamato a decidere sull’assegnazione delle società EDISUD spa (fallimento per oltre 40milioni di euro), con in carico 134 dipendenti, e della MEDITERRANEA spa (oltre 10 milioni di euro) proprietaria della testata giornalistica La Gazzetta del Mezzogiorno , c’è stato un colpo di scena . Infatti, oltre oltre agli avvocati delle due società Ecologica e Ledi, era presente la Procura di Bari con il procuratore capo Roberto Rossi con i sostituti Lanfranco Marazia e Luisiana Di Vittorio (che nel maggio 2020 avevano chiesto il fallimento della società editrice e proprietaria della Gazzetta) .

il procuratore capo di Bari, Roberto Rossi

E’ stato il procuratore capo Rossi a prendere per primo la parola depositando una prima relazione preliminare del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, dalla quale è emerso qualcosa di anomalo dal punto di vista procedurale, e cioè la presenza di due assegni circolari dell’importo di oltre un milione di euro ognuno, uno della società ECOLOGICA spa (Gruppo Miccolis) ed un altro della società CISA spa di Massafra che si sono divisi al 50% il versamento relativo all’offerta al Tribunale Fallimentare che in realtà è stata avanzata soltanto dalla società ECOLOGICA.

Un versamento a dir poco anomalo in quanto effettuato da una società (cioè la CISA spa) senza alcun verbale di assemblea che ne autorizzasse l’investimento, in quanto la società massafrese che fa capo al ragionier Antonio Albanese nel proprio vasto oggetto sociale, non include alcuna attività editoriale, e tantomeno alcuna partecipazione neanche in A.T.I. o consorzio con la società ECOLOGICA della famiglia Miccolis.

Nel corso dell’udienza davanti al tribunale fallimentare che doveva decidere sull’omologa del concordato a favore della società ECOLOGICA, la Procura ha depositato un’informativa di 32 pagine del nucleo di Polizia finanziaria che ha confermato le voci che giravano (rivelate esclusivamente dal CORRIERE DEL GIORNO) ma che veniva sempre smentito dai diretti interessati: la circostanza che il gruppo Miccolis partecipasse da sola all’asta fallimentare della Gazzetta.

Avevamo ragione noi come è stato ricostruito dalle Fiamme Gialle, che ha appurato la presenza incombente ed imbarazzante di Antonio Albanese, imprenditore massafrese operante nel ricco settore dello smaltimento dei rifiuti e “specializzato” nell’ acquisizione di patrimoni immobiliari e compendi aziendali da aste fallimentari , attualmente indagato ed imputato di alcune delicate indagini della procura di Taranto e di Lecce.

Così scrive la Guardia di Finanza: “Nell’ambito del procedimento penale, ci veniva chiesto di acquisire ed analizzare le due proposte di concordato fallimentare avanzate dalla Ecologica e dalla Ledi per accertare la sussistenza di rapporti di controllo e collegamento societario tra la Ecologica e la Cisa e il suo presidente, Antonio Albanese“.

Tra gli atti del fascicolo è stata rinvenuta la fotocopia di otto assegni circolari, dell’importo di 250mila euro, quattro del 19 aprile e quattro del 20 ” aggiunge ancora la Finanza, che dopo aver effettuato alcuni accertamenti, la ha scoperto che quattro di quegli assegni, cioè quelli datati 20 aprile, “arrivava da quattro assegni emessi dal conto corrente della Cisa che di fatto è da considerarsi socia al 50 per cento dell’operazione.

Operazioni queste illegittime, secondo i secondo i Ladisa, che avevano da subito denunciato un collegamento e palese conflitto di interesse tra uno dei curatori l’ avv. Castellano (ma in realtà lo sarebbe anche l’altro curatore il dr. Zito) e la Cisa , facendo parte uno dell’organismo di vigilanza della società e l’altro curatore in un collegio sindacale di una società facente capo sempre ad Albanese. Un’obiezione che, incredibilmente, il tribunale fallimentare non aveva ritenuto importante. Mentre ben più grave, la partecipazione a una gara a evidenza pubblica, con una compagine sociale diversa da quanto dichiarato: infatti Ecologica non aveva mai dichiarato di essere in cordata con Cisa.come invece gli assegni circolari hanno comprovato.

Gli avvocati di ECOLOGICA hanno contestato la registrazione del marchio-testata LaNuovaGAZZETTA DI PUGLIA E BASILICATA effettuata da una società del gruppo Ladisa, considerandola un’attività di concorrenza sleale, posizione questa che non è stata condivisa dal giudice delegato, che ha dichiarato l’estraneità ed ininfluenza di tale circostanza alla procedura fallimentare, riservandosi di decidere in merito all’eventuale omologa dell’assegnazione della testata La Gazzetta del Mezzogiorno.

Rigettata la richiesta di rinvio dell’udienza avanzata dai legali di Ecologica in “presenza di un fatto nuovo” e quindi adesso non resta che aspettare la decisione del Tribunale Fallimentare, che non potrà ignorare le evidenze documentate dalla Procura di Bari e dalla Guardia di Finanza.

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