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15 Agosto 2022 08:45
15 Agosto 2022 08:45

La Gazzetta del Mezzogiorno paga ed il direttore e Mimmo Mazza si salvano dal processo

La Gazzetta del Mezzogiorno paga e si salva da un processo pressochè certo per i suoi giornalisti

Questa mattina si è tenuta a Bari per il procedimento penale a carico del direttore responsabile della Gazzetta del Mezzogiorno, Giuseppe De Tommaso e del cronista giudiziario della redazione di Taranto Cosimo (detto Mimmo) Mazza, nei confronti dei quali era stato richiesto il rinvio a giudizio dall’attuale procuratore aggiunto della Procura di Bari dr. Roberto Rossi che per per anni ha fatto parte del pool dei magistrati baresi impegnato in indagini sulla pubblica amministrazione, ricoprendo la carica di  consigliere del CSM ed attualmente magistrato della Dda di Bari, come avevamo già annunciato e documentato lo scorso 17 novembre 2016.  In realtà come accertato da un nostro collaboratore di Bari, si tratta di un’udienza di rinvio procedurale, in quanto è intervenuta una transazione economica da parte della  Gazzetta del Mezzogiorno, e la denunciante. Avv. Emilia Velletri del Foro di Taranto, vittima della pubblicazione in data 16 maggio 2011 di un articolo diffamatorio sul quotidiano regionale a firma Mimmo Mazza, la quale ha ritirato la querela-denuncia per diffamazione.

Ma il CORRIERE DEL GIORNO è in grado di rivelarvi come sempre qualcosa di più ed un gustoso retroscena. Venerdì scorso pomeriggio intorno alle 15:30 , un nostro collaboratore ha avvistato il Mazza a Taranto in via Giovinazzi, fermo sul marciapiede antistante il portone d’ingresso della Stazione Centro dei Carabinieri del Comando Provinciale di Taranto. All’improvviso si è aperto il portone ed è uscita una donna a chiamarlo dentro la caserma. Dove lui tutto attento a non essere visto dai passanti, è entrato dentro.

La donna non era l’avvocato “di fiducia” del Mazza come il nostro collaboratore aveva immaginato, e cioè Ludovica Coda, ma bensì l’avv. Emilia Velletri da cui il Mazza era stato querelato per aver scritto delle falsità sul suo conto. . Infatti il Mazza si è dovuto recare  in Caserma dai Carabinieri per controfirmare la remissione di querela intervenuta in sua salvezza, da un processo pressochè più che certo, grazie all’avvenuto pagamento da parte della casa editrice (che gli paga lo stipendio), di un risarcimento danni versato nei confronti dell’ Avv. Velletri.

Il più bello è stato alla fine delle ritualità stragiudiziali, allorquando nel mezzo del cortile d’uscita della Caserma dei Carabinieri, il Mazza si è fermato ad esibire orgoglioso una ricevuta timbrata dalla Parrocchia di San Pasquale, attestante l’avvenuto suo versamento di un risarcimento simbolico in beneficenza, per scusarsi del suo operato sicuramente poco professionale e non veritiero nei confronti dell’ Avv. Velletri , che lo stava mandando a giudizio.  Una nostra fonte dell’ Arma dei Carabinieri ci ha rivelato il particolare più “gustoso” e divertente della squallida vicenda giornalistica in questione.

Sapete quanto ha versato il Mazza in beneficenza alla Parrocchia di San Pasquale per scusarsi con la Velletri del danno professionale e di immagine causato a suo tempo ? La “grande somma”…di 50 euro ! Probabilmente il valore da egli stesso determinato del suo operato giornalistico sulla vicenda in questione, rivalutato nel tempo e comprensivo di interessi legali ?

Ma sia il Mazza che il legale della Gazzetta del Mezzogiorno hanno dimostrato in questa circostanza una parziale conoscenza delle procedure di remissione di querela. Infatti oltre al Mazza avrebbe dovuto presentarsi dai Carabinieri a Taranto anche il suo Direttore De Tommaso, il quale invece non c’era. Di qui l’udienza rinviata dinnanzi al Gip del Tribunale di Bari.

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