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30 Ottobre 2026 10:15

La Dia di Bari sequestra beni per 6 milioni di euro in provincia di Foggia

Tale patrimonio si aggiunge ai 5,5 milioni di euro sequestrati a Pasquale Saracino , agli inizi del 2023, nell’ambito di un’analoga misura di prevenzione, ed ai 4 milioni di euro sequestrati nel 2000, riconducibili all’uomo per il tramite di una “galassia di prestanome” con investimenti 'a cascata' in differenti attività economiche

La Direzione Investigativa Antimafia ha dato esecuzione ad un Decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Bari – Sezione III in funzione di Tribunale della Prevenzione a carico di 50enne Pasquale Saracino un noto pluripregiudicato di Cerignola (Foggia), esponente di spicco della locale criminalità organizzata.

Le complesse indagini patrimoniali, svolte dalla DIA sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari guidata dal procuratore aggiunto Giannella, hanno consentito di dimostrare come il destinatario, soggetto socialmente pericoloso in quanto condannato per vari reati contro il patrimonio, abbia investito ingenti proventi derivanti dalle attività delittuose, accumulando beni di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati al Fisco.

L’odierna misura ablativa ha riguardato, complessivamente, un compendio patrimoniale costituito da 6 società (tra le quali un distributore di benzina con annesso bar/tabacchi, sala slot e autonoleggio), numerose autovetture di pregio, disponibilità finanziarie anche in territorio estero, formalmente intestate a prestanomi ma riconducibili al pluripregiudicato per il tramite di una “galassia di prestanome” con investimenti ‘a cascata’ in differenti attività economiche, per un valore complessivo stimato in 6 milioni di euro.

Tale patrimonio si aggiunge ai 5,5 milioni di euro sequestrati a Pasquale Saracino , agli inizi del 2023, nell’ambito di un’analoga misura di prevenzione emessa dalla medesima Autorità Giudiziaria. Nel 2020 al pluripregiudicato Saracino già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale e contiguo ad esponenti dei clan ‘Cartagena’ e ‘Piarulli-Ferraro’ in passato attivi nella provincia foggiana, venne effettuato un sequestro di beni per complessivi 4 milioni di euro, riconducibili all’uomo per il tramite di una “galassia di prestanome” con investimenti ‘a cascata’ in differenti attività economiche

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