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8 Febbraio 2023 14:46
8 Febbraio 2023 14:46

Ischia: la memoria smarrita di Giuseppe Conte

Fu Conte ad approvare, insieme ai parlamentari del Movimento 5 Stelle e della Lega, il condono edilizio del 2018

In politica nel nostro Paese, è ben noto vale tutto. Molti elettori quando non hanno la coscienza sporca hanno una memoria corta, ed il dibattito pubblico è pieno di falsari e menzogne. L’accertamento dei fatti può essere sempre contestato senza alcun riguardo per la logica o sospeso al limite da un “questo lo dice lei”. Sulla vicenda di Ischia, però, si è raggiunto un vergognoso livello di ipocrisia che supera abbondantemente persino le cattive abitudini degli italiani.

Nel 2018 venne varato un condono edilizio recentissimo, votato ed approvato dalle due forze all’epoca alla guida del governo, e cioè Movimento 5 Stelle e Lega , che riguardava proprio l’isola e le zone più colpite dalla catastrofe dell’altro giorno. La norma era contenuta in un decreto che si chiamava “Genova” perché varato per rimediare al disastro del ponte Morandi, ma in Italia si sa, tutto funziona così: nella stessa legge si trova una rimedio a un disastro mentre nello stesso tempo si creano le condizioni per un successivo disastro.

La firma che risulta su quel provvedimento è quella dell’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ieri, durante un’intervista televisiva, chiamato a risponderne ha avuto la sfacciataggine di affermare: “Era una procedura di semplificazione, non un condono. Cercammo di sbloccare una situazione che era ingestibile ma senza derogare ad alcun vincolo”. Purtroppo per lui che mente ben sapendo di mentire, e per chi ne ha approfittato, l’articolo 25 della legge, quello che si applicava ai comuni di Ischia, recita: “Condono. Definizione delle procedure ”.

Per Conte mentire e contraddirsi non è una novità: in un recentissimo passato e sempre in tv nello spazio temporale di un minuto fu capace di rallegrarsi per l’avanzata dell’esercito ucraino armato dagli alleati occidentali per poi sostenere la necessità di sospendere le forniture. Non sono pochi gli argomenti ed i problemi del Paese sui quali il leader del M5S non abbia dichiarato oggi il contrario di quanto fatto ieri: dalle “paci fiscali” alle spese militari, dalle navi Ong all’immigrazione .

Sarebbe sbagliato però concentrare l’attenzione solo sulla cosmesi politica del leader del M5S. All’epoca I due partiti di maggioranza che vollero quella norma erano ben più potenti di Conte. Non si tratta di una questione che può essere scaricata solo su Conte e i suoi giochi di parole. La questione è ben più profonda e arriva da molto lontano. È un voto di scambio a cielo aperto che si ripete nel tempo: la politica garantisce la certezza che la “furbizia” sarà premiata e i “furbetti” ricambiano con il voto nella cabina elettorale.

Tutti i condoni, non sono mai delle semplici operazioni di cassa o di giustizia sociale, nonostante questi sono gli argomenti spesso utilizzati dai partiti e dai governi che li promuovono. In realtà servono solo a raccogliere voti e a immagazzinare dei blocchi di consenso il più duraturo possibile. Ogni condono, sia quello fiscale che quello edilizio, non è utilizzato solo a garantirsi i voti di chi è direttamente interessato al singolo provvedimento. È un segnale rivolto a tutto il corpo elettorale, è un messaggio per l’oggi e per il domani, è la conferma che le regole si possono non rispettare senza problemi, perché tanto esiste una classe politica il cui obiettivo è sempre quello di trovare una sanatoria, una scappatoia che azzererà l’errore, e spesso il vero e proprio reato, cancellando tutto con un tratto di penna e riportando sullo stesso piano chi ha seguito le regole e coloro che le ha ignorate e calpestate. In alcuni casi il prezzo dei condoni è quello dell’oltraggio nei confronti di quei cittadini che invece fanno sempre il loro dovere. Purtroppo nel caso di Ischia il “prezzo” pagato è stato molto più alto.

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