Inchiesta escort: l’ex procuratore barese Laudati assolto: “Non favorì Berlusconi”

Inchiesta escort: l’ex procuratore barese Laudati assolto: “Non favorì Berlusconi”

Dopo un processo durato 22 mesi e di una camera di consiglio presieduta dal giudice Roberto Tanisi di ben oltre otto ore è stata emessa la sentenza dalla seconda sezione penale del tribunale di Lecce, ,

nella foto, Laudati

nella foto, Antonio Laudati

Antonio Laudati ex procuratore capo della repubblica di Bari, attualmente in servizio presso la Direzione Nazionale Antimafia a Roma,  è stato assolto dalle accuse di abuso d’ufficio e favoreggiamento nei confronti dell’ex premier Silvio Berlusconi. La sentenza all’esito di un processo durato 22 mesi e di una camera di consiglio lunga oltre otto ore è stata emessa dalla seconda sezione penale del tribunale di Lecce, presieduta dal giudice Roberto Tanisi .

L’ex procuratore capo, che ha presenziato a tutte le precedenti udienze, per la lettura della sentenza non si è trattenuto a Lecce, così come non era presente neppure il suo ex pm Giuseppe Scelsi, cioè  il suo grande “accusatore”, che si era costituito parte civile. Laudati era accusato di abuso d’ufficio, per avere controllato illegalmente alcuni dei suoi sostituti, oltre per favoreggiamento personale di Giampaolo Tarantini per avere rallentato nell’estate 2009 l’inchiesta barese sulle escort portate proprio da Tarantini nelle varie residenze dell’allora presidente del consiglio Silvio  Berlusconi.

Silvio Berlusconi e Gianpaolo Tarantini

nella foto Silvio Berlusconi e Gianpaolo Tarantini

Secondo l’ipotesi accusatoria della Procura della repubblica di Lecce, il magistrato avrebbe favorito in maniera indiretta Berlusconi, cercando di rallentare le indagini che avrebbero potuto coinvolgerlo e “danneggiarlo politicamente“, come è stato dichiarato nella requisitoria del pm.  Il procuratore della Repubblica di Lecce, Cataldo Motta, aveva chiesto per tali ipotesi, la condanna per l’imputato  a due anni e due mesi di reclusione. Gli avvocati difensori di Laudati, Andrea Castaldo e Carlo Di Casola, avevano invece chiesto l’assoluzione  del loro assisitito”perché il fatto non sussiste“.

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nella foto il procuratore Cataldo Motta

Il procuratore Motta ha voluto rappresentare di persona fino all’ultimo giorno, il duro lo scontro tra la difesa e l’accusa, trattandosi del suo ultimo processo da pubblico ministero prima prossimo pensionamento previsto la fine del 2016. I giudici invece hanno ritenuto che l’abuso contestato non costituisce reato, mentre  non sussiste il favoreggiamento. Nel processo si era (inutilmente) costituito parte civile Giuseppe Scelsi l’ex pm di Bari, attualmente in servizio presso la Procura generale della stessa città , coordinatore dell’inchiesta sulle escort di Berlusconi, che ha ribadito per anni di essere stato bloccato da Laudati. Nel processo oltre a Scelsi si è costituita parte civile anche l’ex pm Desiree Digeronimo.

Al magistrato Laudati era stato inoltre contestato di avere costituito alle sue dirette dipendenze una squadra di polizia giudiziaria, per controllare l’operato dei suoi sostituti che conducevano le inchieste più scottanti su Berlusconi e sulla gestione della sanità da parte della giunta regionale guidata da Nichi Vendola.

 

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