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24 Aprile 2026 15:22

Inchiesta escort della procura di Milano . La memoria smarrita dei “giornalini”…(altro che giornaloni !)

Il contenuto di un ordinanza cautelare avanzata dalla procura di Milano, a seguito di una lunga e minuziosa indagine (piena di riscontri ed intercettazioni della Guardia di Finanza ) ed accolta da un Giudice per le Indagini preliminari , è una notizia. Ed una notizia quando la si ha, la si pubblica, senza fare sconti a nessuno.
di Antonello de Gennaro

C’era una volta l’informazione libera ed indipendente che faceva prevalere il diritto dei lettori ad essere informati, come quello dei giornalisti di pubblicare notizie. Ma sull’inchiesta della procuyra di Milano qualche cronista giudiziario milanese recentemente ha indossto i panni della “verginella” sostenendo che il suo giornale non vuole fare i nomi. Guarda caso è lo stesso giornale che anni fa pubblicò la notizia dall’ avviso di garanzia al presidente del consiglio Silvio Berlusconi, impegnato in un G8 a Napoli, ancora prima che gli venisse notificato !

E’ lo stesso giornale che in occasione dell’ inchiesta “Vallettopoli”, nata dalle rivelazioni di chi scrive alla procura di Potenza, che porto in carcere Fabrizio Corona e Lele Mora, mi tartassava di telefonate pur di avere i nomi delle persone coinvolte, e gli atti dell’inchiesta per pubblicarli. Ma forse a quei tempi il giornalista in questione si occupava di riempire i cruciverba…

Una notizia quando la si ha, si pubblica, senza fare sconti a nessuno. Ed il contenuto di un ordinanza cautelare avanzata dalla procura di Milano, a seguito di una lunga e minuziosa indagine (piena di riscontri ed intercettazioni della Guardia di Finanza ) ed accolta da un Giudice per le Indagini preliminari , che vede coinvolti calciatori che guadagnano milioni di euro, ridotti a pagare delle escort, per soddisfare i propri appetiti sessuali lontani dagli occhi indiscreti di mogli, fidanzate e tifosi, è una notizia. E va pubblicata.

Nelle ultime 24 ore abbiamo ricevuto una decina di minacce legali, messaggi privati sui social, telefonate da parte di legeali e persone coinvolte nell’inchiesta che poverini, pensavano di farci paura, mentre dal basso della loro ignoranza giuridica invocavano un presunto diritto all’ oblio o alla privacy, diritti inesistenti in questa vicenda, formulando richieste di risarcimento per decine e decine di migliaia di euro. Importi che dovranno pagarci loro, a seguito delle loro minacce e liti temerarie, a seguito nostre querele e citazioni per danni in fase di preparazione e deposito da pèarte dei nostri legali dinnanzi alle Procura competenti.

Non siamo mai stati dei “giustizialisti” bensè dei garantisti, ma non possiamo accettare questo finto perbenismo di qualche giornalista che scrive di cronaca giudiziaria, su un giornale milanese. Come non dare ragione al collega Mario Calabresi, ex direttore del quotidiano La Repubblica quando scriveva di un certo giornalismo: ” è la stampa a tradirlo, perché asservita a interessi diversi e menzognera. E così facendo il potere si presenta come una sorgente di verità indiscutibili.Se ciò è possibile è evidente che i giornalisti hanno molte colpe, la prima delle quali è di essere apparsi troppo legati allo status quo e troppo poco critici con l’esistente” ed aggiungeva “È una truffa chiedere al giornalismo di essere asettico e senza opinioni: è solo un tentativo per trasformarlo in un megafono e svuotarlo di senso critico”.

Leggere negli atti dell’ Autorità Giudiziaria la mercificazione del proprio corpo da parte di ragazze immagine ed escort, e l’induzione e lo sfruttamento sessuale da parte di quattro “scappati di casa”, privi di alcuna competenza o esperienza professionale o manageriale, ci ripugna, così come ci fanno pena i loro “azzeccagarbugli” che purtroppo, non si sa come, indossano la toga di avvocato e pensano di fare paura. poveretti, non sanno che ci fanno a dir poco ridere e ci inducono ae essere ancora più attenti all’evolversi di questa inchiesta, che non finisce qui.

Il nostro giornale, che ho l’onore di dirigere ormai da 12 anni, va avanti per sua strada. Quello che fanno certi “giornalin” (altro che “giornaloni “!) non ci interessa. Ed i nostri lettori che crescono di giorno in giorno lo sanno molto bene e ci seguono ed apprezzano. Sono loro il nsoitro vero editore, come ci insegnava Indro Montanelli

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Grazie, Antonello de Gennaro

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