Ecco il nuovo decreto sul Coronavirus: chiuse Lombardia e 11 province, stop a discoteche e pub in tutta Italia

Ecco il nuovo decreto sul Coronavirus: chiuse Lombardia e 11 province, stop a discoteche e pub in tutta Italia

Scuole chiuse fino al 3 aprile. Stop a discoteche e pub in tutta Italia. Bar e ristoranti aperti se garantita la distanza di un metro. ALL’ INTERNO LA BOZZA DEL DECRETO DI PALAZZO CHIGI

ROMA – Il nuovo bilancio dei contagi da CoronaVirus, reso noto oggi pomeriggio dal commissario Angelo Borrelli è di 5.061 i malati per  in Italia e 233 i morti, 36 in più. Sono 567 i malati ricoverati in terapia intensiva, 359 di questi  sono in Lombardia, che ha avuto un incremento di 50 casi in un giorno .

Sono invece 2651 i malati con sintomi ricoverati e 1843 quelli in isolamento domiciliare. Tra i nuovi provvedimenti annunciati il trasferimento, dagli ospedali della Lombardia, a quelli di altre regioni, di malati in terapia intensiva per malattie diverse dal contagio da coronavirus.

Dai dati della Protezione Civile emerge che sono 2.742 i malati in Lombardia, 937 in Emilia-Romagna, 505 in Veneto, 202 in Piemonte, 201 nelle Marche, 112 in Toscana, 72 nel Lazio, 61 in Campania, 42 in Liguria, 39 in Friuli Venezia Giulia, 33 in Sicilia, 23 in Puglia, 24 in Umbria, 14 in Molise, 14 nella provincia di Trento, 11 in Abruzzo, 9 nella provincia di Bolzano, 8 in Valle d’Aosta, 5 in Sardegna, 4 in Calabria e 3 in Basilicata.

Complessivamente sono finora 5.883 i contagiati totali dal coronavirus, comprese le vittime e le persone guarite. Le vittime in Lombardia sono 154  (19 in più di ieri), 48 in Emilia Romagna (+11), 13 in Veneto (+1), 6 nelle Marche (+2), 5 in Piemonte (+1), 4 in Liguria (+1), 2 in Puglia (+1) ed 1 nel Lazio.  Quanto ai tamponi, ne sono stati eseguiti 42.062, dei quali oltre quasi 30mila in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto

Cosa prevede il nuovo decreto

Il Governo dispone di “evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata e in uscita” nella Regione Lombardia e in 11 province di Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Marche dall’ 8 marzo al 3 aprile per “contrastare e contenere il diffondersi del Coronavirus” .

 

Lo prevede il Dpcm pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Nella regione Lombardia e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti e Alessandria. Al divieto viene fatta eccezione esclusivamente per “indifferibili esigente lavorative o emergenze“.

In Lombardia e 11 province di Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Marche le scuole di ogni ordine e grado e le università resteranno chiuse fino al 3 aprile. E’ quanto contiene la bozza del nuovo Dpcm, ancora suscettibile di modifiche ed in fase di elaborazione da parte del Governo, che dovrebbe essere adottato nelle prossime ore. In Lombardia e 11 province di Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Marche dall’ 8 marzo al 3 aprile “sono sospese le cerimonie civili e religiose, comprese quelle funebri”. L’apertura di chiese e luoghi di culto è condizionata alla possibilità di evitare assembramenti.

decreto virus

Regole per fronteggiare l’emergenza Coronavirus sull’intero territorio nazionalesono sospese fino al 3 aprile le attività di pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati”. Sono previste “specifiche sanzioni in caso di mancato rispetto“. Limiti anche alle aperture di bar e ristoranti in tutta Italia: si potranno svolgere le attività “con obbligo, a carico del gestore, di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro“, . Prevista “sanzioni” per chi non rispetta le nuove regole.

“Si raccomanda di limitare la mobilità al di fuori dei propri luoghi di dimora abituale ai casi strettamente necessari”. E’ una delle raccomandazioni previste nella bozza di Dpcm , ancora soggetta a possibili modifiche da parte di Palazzo Chigi, che dà le indicazioni da seguire in tutta Italia per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

Contingentare gli accessi a negozi, mercati, fiere per evitare “assembramenti di persone“. E’ una delle raccomandazioni previste nella bozza del nuovo Dpcm, che raccomanda “fortemente” ai gestori di “esercizi commerciali diversi da” bar e ristoranti, “all’aperto e al chiuso” di garantire “misure organizzative tali da consentire” l’accesso “con modalità contingentate o comunque idonee ad evitare assembramenti di persone, nel rispetto della distanza” di almeno un metro tra i visitatori”.

Non pienamente soddisfatti i presidenti delle regioni Lombardia ed Emilia Romagna. Attilio Fontana (Lega) commenta: “La bozza del provvedimento del governo sembra andare nella direzione giusta ma non posso non evidenziare che sia a dir poco pasticciata“. Più critico Stefano Bonaccini (Pd) “Ho chiesto al presidente Conte e al ministro Speranza, in una logica di leale collaborazione, di poter lavorare ancora alcune ore per addivenire alle soluzioni più coerenti e condivise“.

Sospesi congedi per medici e infermieri

Sono sospesi i congedi ordinari del personale sanitario e tecnico, nonché del personale le cui attività siano necessarie a gestire le attività richieste dalle unità di crisi costituite a livello regionale. L’accesso di parenti e visitatori ai degenti ricoverati nelle strutture ospedaliere è limitato solo ad alcuni casi. Mentre è vietato gli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso.

Deroga per partite a porte chiuse. Chiuse palestre e piscine.

Le competizioni sportive all’aperto sono ammesse solo a porte chiuse. Il decreto stabilisce inoltre  in Lombardia e nelle 11 province prima citate la chiusura di tutte le palestre, piscine, spa e centri benessere. I centri commerciali dovranno essere chiusi ma solo nel week end. Chiusi invece i musei, centri culturali e le stazioni sciistiche. Anche le scuole continueranno a essere chiuse fino al 3 aprile. Sospesi anche i concorsi.

Chiusi cinema e teatri. Niente matrimoni né funerali. 

Sospese le cerimonie civili e religiose, comprese quelle funebri. Sospese anche tutte le manifestazioni organizzate, nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, come grandi eventi, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati.

Bar e ristoranti aperti ma solo se in grado di distanziare gli avventori

Bar e ristoranti potranno rimanere aperti ma con l’obbligo, a carico del gestore, di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione.

Sanzioni

Chi non rispetti i limiti agli spostamenti e le nuove misure per fronteggiare il coronavirus disposte in Lombardia e nelle altre 11 province può essere punito con l’arresto fino a 3 mesi e fino 206 euro di ammenda. Sono le stesse sanzioni già previste per chi violava le prime disposizioni assunte per le “zone rosse”.

Raccomandate le ferie

Nella zona rossa, si raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati di anticipare, dall’8 marzo al 3 aprile, “la fruizione per i lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario o di ferie”.

Le restrizioni nel resto d’Italia

Il Governo, con un secondo decreto, dispone e conferma su tutto il territorio nazionale la sospensione di una serie di attività che vanno dai congressi medici, alle gite di istruzione scolastica agli assembramenti per partite di pallone, alle discoteche. Mentre raccomanda di nuovo alcune misure di sicurezza come il mantenimento della misura di distanza di un metro fra le persone. Tra i provvedimenti c’è la sospensione di matrimoni e funerali e di eventi e spettacoli di qualsiasi natura che “comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Quanto ai viaggi, “si raccomanda di limitare la mobilità al di fuori dei propri luoghi di dimora abituale ai casi strettamente necessari”. Ovviamente permane il “divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus“.

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