Ilva: revocato il sequestro della Procura dell’ Altoforno 2

Ilva: revocato il sequestro della Procura dell’ Altoforno 2

CdG procura tarantoMarcia indietro della Procura di Taranto che ha “dovuto” accogliere le istanze dei legali dell’ ILVA concedendo il dissequestro dell’Altoforno 2 (con prescrizioni da attuare entro il 31 ottobre), che peraltro non ha mai smesso di funzionare grazie anche al Decreto Legge del Governo Renzi che ha vanificato il provvedimento giudiziario controfirmato dal Gip Martino Rosati che non prevedeva la facoltà d’uso. Il sequestro risale al 18 giugno, sei giorni dopo la morte dell’operaio Alessandro Morricella sulla cui vicenda sono ancora in corso indagini per accertare le reali cause.  Il Governo Renzi era intervenuto con un decreto per sospendere gli effetti del sequestro che disponeva che l ‘ILVA presentasse ed attuasse un piano tecnico per la messa in sicurezza dell’altoforno 2 dello stabilimento siderurgico di Taranto.

L’ odierno provvedimento  della Procura di Taranto in realtà, è quindi di fatto pressochè inutile, in quanto il provvedimento richiesto e controfirmato dal Gip Rosati, era già stato “annullato” e cancellato dal provvidenziale decreto firmato dal Presidente del consiglio Renzi, e che è bene ricordare, era stato condiviso e controfirmato anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. cioè dal presidente del CSM, il Consiglio Superiore della Magistratura l’organo di controllo della magistratura.

Un’autorevole alto magistrato da noi contattato ha interpretato questa sorprendente decisione della Procura di Taranto, commentandolo come un “possibile tentativo di sfuggire alla commissione disciplinare del CSM in caso di rigetto, pressochè certo del ricorso alla Corte Costituzionale, in quanto pressochè analogo ad un precedente caso sulla stessa materia che vide sconfessare in un colpo solo Procura, Riesame, e Gip (Patrizia Todisco n.d.r.) di Taranto” ed aggiungendo che “c’è da augurarsi che a Taranto i magistrati ricordino che sono chiamati ad applicare le Legge e non ad interpretarle”  in quanto con la nuova legge la magistratura può essere chiamata a  rispondere in sede civile in caso di  propri “abusi e/o omissioni” .

da sinistra Sebastio e Vignola

da sinistra Sebastio e Vignola

L’avvenuta convocazione dei magistrati tarantini, da parte del procuratore generale della repubblica di Lecce Giuseppe Vignola   infatti non fu causale … e tantomeno si trattò di una passeggiata o riunione conviviale.  Nel frattempo il procuratore aggiunto Pietro Argentino e il sostituto Antonella De Luca nel frattempo hanno richiesto al custode giudiziario Barbara Valenzano e al competente personale dello Spesal, una relazione sulla fattibilità delle operazioni proposte dall’ILVA che dovranno essere realizzate e concluse secondo il cronoprogramma.

Contrariamente a quanto sostenuto dai soliti “amichetti ” della Procura tarantina   Il 17 luglio scorso i Carabinieri, su ordine del Procuratore aggiunto Argentino (il procuratore capo Sebastio era assente in Fiera), vennero inviati nello stabilimento per effettuare un sopralluogo nell’area dell’Afo2 per denunciare gli operai  al lavoro  sul campo di colata, in quanto era intenzione della Procura contestare loro il fantomatico “reato di violazione di sigilli“.

Decisione questa, come già raccontato in “esclusiva” dal Corriere del Giorno, che causò il provvidenziale intervento del Prefetto Umberto Guidato e la convocazione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, in cui persino il comandante provinciale dei Carabinieri col. Sirimarco tranquillizzò e garantì ai sindacati che non vi era “nulla di penalmente perseguibile“, e quindi subito dopo la Procura di Taranto si affrettò a smentire la reale intenzione iniziale, sostenendo che si trattava soltanto di “accertamenti di carattere assolutamente preliminare in vista di eventuali successive attività di indagine“.

Una giustificazione questa, a dir poco “sterile” e ridicola, in quanto per accertare le generalità di chi fosse al lavoro quel giorno all’ Afo2, bastava rivolgersi alla direzione del personale dell’ ILVA senza il dover “ordinare” l’intervento ai Carabinieri del Comando Provinciale di Taranto. Ma forse quel “maledetto” 17 luglio, qualcuno in realtà cercava clamore e titoli sui giornali.

O forse qualcos’altro….

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