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31 Gennaio 2026 08:40

Il Colonello Sergio De Caprio, “Capitano Ultimo” presidente del primo sindacato dei Carabinieri

L'ufficiale dell' Arma che catturò Totò Riina: "Poter combattere, da carabiniere, per i diritti e la dignità dei carabinieri è la più bella battaglia che avrei mai sognato di portare avanti"

ROMA – Si svolgerà sabato a Roma  l’assemblea costitutiva del Sim Carabinieri, il primo e finora unico sindacato militare. Come presidente del neonato sindacato – dice Antonello Serpi, segretario generale del neonato sindacato – verrà proposto il colonnello Sergio De Caprio, il famoso “Capitano Ultimo” che catturò ed arrestò Totò Riina.

La struttura del sindacato conta già molti tesserati e ha la supervisione tecnica di Giorgio Carta, avvocato “storico” delle divise. Antonello Serpi spiega: I militari non vedono l’ora di vivere questo diritto atteso da sempre e sono pronti a lavorare a un progetto ampio per migliorare le condizioni di vita e di benessere delle donne e degli uomini in divisa. Il sentimento che prevale nell’Arma è di autentico entusiasmo e si accompagna a una matura consapevolezza e a forti responsabilità».

Il Colonnello Sergio de Caprio – “Capitano Ultimo”

“Se l’assemblea del nuovo sindacato Sim Carabinieri dovesse scegliere me come presidente sarebbe un grandissimo onore e privilegio“. Lo dice il colonnello Sergio de Caprio – il Capitano Ultimo – che verrà indicato come presidente del primo sindacato dell’Arma e delle Forze armate. “Poter combattere, da carabiniere, per i diritti e la dignità dei carabinieri è la più bella battaglia che avrei mai sognato di portare avanti. Una battaglia di civiltà che affronteremo tutti insieme, con grande responsabilità“.

La nascita del sindacato dei Carabinieri è stata resa possibile da una sentenza della Corte Costituzionale, che lo scorso aprile 2018 ha giudicato illegittimo l’articolo del Codice di ordinamento militare che vietava ai membri delle forze armate di costituire associazioni professionali a carattere sindacale. La questione era stata sollevata dal Consiglio di Stato, ritenendo che la norma fosse in contrasto sia con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, sia con la Carta sociale europea.

Finora, all’interno delle forze armate, sono state presenti soltanto delle rappresentanze, con l’obiettivo di tutelare il personale in alcuni ambiti molto ristretti. Il ricorso al Consiglio di Stato che ha portato alla pronuncia della Consulta era stato promosso da As.so.di.pro, associazione di promozione sociale che fa parte di Euromil, l’organizzazione che raggruppa in Europa le associazioni per il personale militare.

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