I sondaggi (seri) sulle elezioni regionali

I sondaggi (seri) sulle elezioni regionali

Il centrodestra è in vantaggio. Ma c’è di più: circola sensazione di ribaltone al prossimo round elettorale del 20 settembre: Salvini, Meloni e Berlusconi sono pronti a vincere 4-2 . prendendo in considerazione anche lo 0,8 di Cambiamo! il movimento di Giovanni Toti, la coalizione del centrodestra tocca il 47,5 per cento delle intenzioni di voto dimostrando che per il centrosinistra non c’è partita. Cattive notizie, invece, per il Movimento 5 Stelle che perde sette decimi di punto in quattro settimane, passando dal 16 al 15,3% dei consensi.

Le Elezioni Regionali si avvicinano ed i sondaggisti italiani sono tutti freneticamente al lavoro sia per per i partiti che per gli organi di stampa e televisione. Secondo le ultime rilevazioni di Euromedia Research sondaggista di fiducia di Silvio Berlusconi   la Lega mantiene il primo posto e, rispetto a i primi di agosto, guadagna tre decimi di punto, portandosi dal 24,9 delle preferenze al 25,2 per cento. Sotto, distanziato a cinque punti di distanza, il Partito Democratico che vede i dem fermi al 20,4 rimanendo stabile rispetto al mese precedente.

Alessandra Ghisleri

Cattive notizie, invece, per il Movimento 5 Stelle che – secondo le cifre divulgate sul quotidiano La Stampa – perde sette decimi di punto in quattro settimane, passando dal 16 al 15,3% dei consensi.

Con il fiato sul collo dei grillini Fratelli d’Italia guidata da Giorgia Meloni, che  viene registrato in calo dello 0,6, attestandosi al 14,3 per cento. Sale invece dello 0,4 Forza Italia di Silvio Berlusconi che fa uno scatto al 7,2 per cento. In sostanza, prendendo in considerazione anche lo 0,8 di Cambiamo! il movimento di Giovanni Toti, la coalizione del centrodestra tocca il 47,5 per cento delle intenzioni di voto dimostrando che per il centrosinistra non c’è partita.

In crescita anche la forza politica di Carlo Calenda. Azione tocca il 4,2 per cento, surclassando Matteo Renzi e la sua Italia Viva che passano dal 2,9 al 3,3 per cento.

Il sondaggio SWG-La7

Dopo settimane di assenza è tornato l’appuntamento con il sondaggio di Swg per il telegiornale di La7 del lunedì sera.

Con l’ultimo giorno del mese di agosto, è arrivata l’indagine demoscopica sulle intenzioni di voto. Il contenuto del report non può passare inosservato: il sondaggio, infatti, preoccupa (e non poco) il Governo giallorosso, visto il netto calo della compagine pentastellata.

Nonostante una leggera flessione la Lega si mantiene saldamente il primo partito. Il Carroccio di Matteo Salvini, infatti, si attesta al 26,3% delle preferenze. Più di un italiano su quattro, insomma, voterebbe per la Lega. Il precedente sondaggio Swg risale a inizio agosto (il 3 per l’esattezza) e il Carroccio era poco più in alto, al 26,5%.

La seconda piazza è per il Partito Democratico. Nicola Zingaretti & Co. possono sorridere visto che i dem, in questo mese, riescono a guadagnare qualche decimo di punto (+0,4%) e tornare a toccare la soglia psicologica del 20%. Per il Pd, però, è un sorriso a metà, considerata la difficoltà dell’alleato di governo pentastellato.

Per il Movimento 5 Stelle arrivano infatti numeri tutto fuorché incoraggianti. La formazione attualmente guidata dal reggente Vito Crimi torna a perdere consenso: in queste settimane il M5s è passato dal 16,4% (un risultato già di per sé deludente) al 15,8%.

Secondo il sondaggio Swg/La7, i Cinque Stelle sono così tallonati da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni: l’indagine dell’istituto fotografa FdI in crescita di due decimi di punto e capace di arrivare al 14,4% dei favori.

In positivo anche gli azzurro di Silvio BerlusconiForza Italia sale dello 0,3% e tocca il 6,3%. Mettendo insieme i volumi elettorali di FI, FdI e Lega, l’eventuale coalizione del centrodestra a tre sarebbe in grado di intercettare il 47% tondo-tondo.

Passando in rassegna lo stato di forma dei partiti minoriSinistra Italiana fa meglio sia di Azione sia di Italia Viva: il partito di sinistra, infatti, cresce dello 0,1% e si attesta al 3,7% delle intenzioni di voto. E il derby tra Carlo Calenda e Matteo Renzi ? Presto detto: pareggio. Al momento le due realtà sono appaiate al 3,2% dei consensi ed entrambe non riescono a spiccare il volo.

Dunque al 2% spaccato troviamo un’altra accoppiata, quella composta da i Verdi e da Più Europa, mentre Cambiamo! di Giovanni Toti viene rilevato all’1,1% e tutte le altre liste mettono insieme il 2%. Ultimissimo dato del sondaggio Swg è quello relativo alla percentuale di chi non si esprime: è il 39% del campione rappresentativo della popolazione italiana.

Regionali, il sondaggio Tecné per Quarta Repubblica parla chiaro: il centrodestra è in vantaggio. Di più: c’è odore di ribaltone al prossimo round elettorale: Salvini, Meloni e Berlusconi sono pronti a vincere 4-2. . Ieri nel programma che il giornalista Nicola Porro conduce con successo su Rete 4, tra coronavirus, emergenza migranti e scuola, all’angolo con le orecchie da asino finisce sempre il governo. Un quadro disastroso, quello emerge nella trasmissione, a cui il conduttore piazza il colpo di grazia con l’aggiornamento sui sondaggi in vista dell’imminente appuntamento con le urne. Stando a quanto annunciato ieri in diretta tv, infatti, i sondaggi Tecnè per Quarta Repubblica sulle regionali del 20 e 21 settembre lascerebbero poco margine agli indecisi. E pur nell’incertezza delle previsioni demoscopiche, tratteggiano una situazione di vantaggio per il centrodestra che dovrebbe almeno impensierire la squadra di governo…

Sondaggio Tecnè /Quarta Repubblica, Rete4

Stando alle intenzioni di voto stilate nell’indagine Tecné, il centrodestra sarebbe in vantaggio nelle Regionali rispetto agli avversari 4-2. Con concrete possibilità di strappare addirittura un netto 5-1. Ma, come la matematica insegna, anche cambiando l’ordine dei fattori, il prodotto non cambia. E infatti, in entrambe i casi, il risultato si tradurrebbe comunque in una sonora lezione alla maggioranza. O, come ripete spesso il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi,in un sonante “avviso di sfratto” al governo giallo-rosso…

Zaia presidia il Veneto, Fitto in testa in Puglia

Entrando nel merito del sondaggio in esame, dunque, l’avvicendamento al vertice sembra più difficile, ma non impossibile, in Campania. Il governatore uscente De Luca (Pd) è dato tra il 45 e il 49%, incalzato comunque dal forzista Stefano Caldoro (Forza Italia) con un consenso fra il 33 ed il 37%) che non molla la presa. Nel resto delle regioni, invece, a parte il sicuro presidio leghista del Veneto, alla cui guida si conferma l’acclamato Luca Zaia (senza rivali, al 70%).

Tra le righe del sondaggio troviamo anche un’ipotesi di bis in Liguria. I numeri per l’uscente Giovanni Toti, infatti, delineano chiaramente l’ipotesi di una conferma tra il 53 e il 57%, con il giallorosso Sansa fermo tra 36 e 40%. In altri casi, infine, nella più rosea delle previsioni, sta per verificarsi lo scenario di un avvincente testa a testa.

In Puglia, Raffaele Fitto si attesta secondo l’indagine Tecné tra 39 e 43%, con il governatore uscente Michele Emiliano tra il 36 e il 40%. Un caso in cui, le scelte fin qui portate avanti da M5S e Renzi, già odorano di sconfitta…

Toscana, un campo minato per tutti

Come in Emilia-Romagna il candidato del centrosinistra è esponente del Pd mentre l’avversaria del centrodestra è della Lega. Secondo il sondaggio riportato dal quotidiano economico «Molto distaccati ci sono la candidata del M5s Irene Galletti, che ottiene l’8,3%, e altri candidati minori cui è attribuito il 6,2% complessivamente“.

L’odierna rilevazione di Winpoll-Cise pubblicata dal Sole 24 Ore oggi in edicola registra infatti un sostanziale equilibrio tra l’ex presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani e l’europarlamentare Susanna Ceccardi ex sindaco di Cascina, distaccati con solo mezzo punto di differenza tra i due: 43% contro il 42,5%.

Una situazione sulla quale hanno pesato due fattori. Il primo è l’avanzata del centrodestra che già alle elezioni europee del 2019 lo aveva visto prevalere sul centrosinistra anche grazie alla linea più “populista” scelta da Giorgia Meloni e Matteo Salvini. L’altro fattore sono alcuni i punti deboli di Giani: il candidato del centrosinistra non è un uscente (come lo era invece Stefano Bonaccini in Emilia Romagna) e quindi non può sfruttare il giudizio positivo dei toscani sull’amministrazione della regione negli ultimi anni; né ha un profilo capace di attrarre gli elettori provenienti da M5S e dalla sinistra radicale. Tutto questo rende la competizione aperta e lascia presagire una campagna elettorale intensa all’ultimo respiro.

Secondo il Sole 24 ore pesano sui risultati del sondaggio, l’avanzata della Lega e la visibilità non proprio dirompente del candidato governatore Giani. “Infatti la differenza tra i voti a lui come candidato presidente e quelli della sua coalizione è di appena +1,4 punti (43% contro il 41,6%) – sottolinea il quotidiano economico – Su questo piano il risultato della Ceccardi non può essere dato per certo. Peraltro alla competitor del Carroccio viene attribuito un 42,5% contro il 43,8% delle sue liste. E questo potrebbe alludere al fatto che la sua competitività potrebbe dipendere maggiormente in quanto in quota forza leghista. E, non ultimo, dalla continua crescita di Fratelli d’Italia…

La candidata del Movimento 5 Stelle Irene Galletti otterrebbe l’8,3% mentre gli altri aspiranti governatori raccolgono complessivamente il 6,2%.

Il centrodestra alla conquista delle Marche

Il presidente uscente Luca Ceriscioli non correrà per un altro mandato. Il candidato del centrodestra Francesco Acquaroli al momento dato vincente con la maggioranza assoluta dei voti (51,8%), mentre il candidato del centrosinistra Maurizio Mangialardi si fermerebbe al 36,1%.

Il Corriere della Sera pubblica invece il sondaggio condotto da Ipsos sulla Regione Marche, nel quale Acquaroli, conduce con un ampio margine al 49% contro il 35,8% di Mangialardi e il 10,1% di Gian Mario Mercorelli (M5S). Tra i partiti la Lega è avanti a tutti con il 25,7%, seguita dal Pd al 19% e da Fratelli d’Italia al 16,7%.

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