Fitto al vertice di Forza Italia: «Non siamo gregari di nessun Matteo»

Fitto al vertice di Forza Italia: «Non siamo gregari di nessun Matteo»

«Primarie sono per tutti». Matteo Salvini, segretario della Lega, risponde alle dichiarazioni di Berlusconi: «Io goleador del centrodestra? Ma manca la squadra»

Né Forza Renzi, né Forza Salvini. Non siamo gregari di nessun Matteo”:Raffaele Fitto continua a far tremare Forza Italia. Rivolgendosi a Silvio Berlusconi, durante il Comitato di presidenza azzurro, Fitto ha chiosato: “Se c’è qualcuno più bravo io sono pronto a farmi da parte. Ma non puoi indicare come centravanti uno che non è del tuo partito”. E il riferimento, per niente velato, è all’investitura di Matteo Salvini da parte del Cavaliere. Nella dura analisi sulla situazione in «cui versa Forza Italia», Raffaele Fitto sembra non bocciare il patto del Nazareno sulle riforme purché, torna a sottolineare l’europarlamentare, «Forza Italia mantenga la schiena dritta».

Riorganizzare il partito

Silvio Berlusconi sceglie però di «congelare» la guerra con Raffaele Fitto ed evitare che il comitato di presidenza di trasformi in un ennesimo redde rationem. La riunione fiume, durata quasi tre ore a palazzo Grazioli, in realtà si conclude senza una vera decisione. Ovviamente parte della scena se la prende l’ex governatore pugliese che, nel gelo della sala, ha svuotato tutto il caricatore: «Se il partito deve chiudere ce lo devi dire», è stata la premessa rivolta a Berlusconi.  Un intervento duro, quello dell’eurodeputato, che ha insisto sulla riorganizzazione «choc» del partito ma soprattutto ha spinto di nuovo l’acceleratore nel chiedere «l’azzeramento di tutti gli incarichi» e le primarie a tutti i livelli. Chi però si aspettava una replica al vetriolo del Cavaliere con la riedizione della famosa riunione in cui i due litigarono pesantemente, è costretto a rimanere deluso. La strategia dell’ex premier, preparata con i suoi consiglieri, infatti è questa volta tutta diversa.

Il nodo dimissioni Napolitano

Berlusconi sceglie di non rispondere direttamente all’ex ministro, ma corregge il tiro su Salvini: «sono stato strumentalizzato, ho detto che lui è un potenziale leader ma non il futuro leader». L’ex premier ha quindi invitato ad affrontare la questione Lega così come il capitolo Alfano quando verrà il momento: quando ci saranno le elezioni ne parleremo, ognuno dovrà buttare giù i propri muri perché solo tutti insieme torniamo a vincere. Poche le digressioni sulla politica. E torna il plauso ufficiale per Denis Verdini, tra gli artefici del patto del Nazareno, che l’ex capo del governo continua a difendere a spada tratta. L’accordo con Renzi – spiega infatti il Cavaliere – deve andare avanti anche perché – sottolinea – tra i suoi punti principali c’è quella dell’elezione del nuovo capo dello Stato: dalle notizie che ho – avrebbe detto ai presenti – Napolitano ha intenzione di dimettersi il 20 gennaio. I tempi sono dunque serrati e Fi non può rimanere tagliata fuori dai giochi.

Secondo round la prossima settimana

La discussione però è solo all’inizio visto che l’ex capo del governo ha convocato per la prossima settimana un nuovo round per parlare della «rifondazione» del partito. Un modo per venire incontro anche ai desiderata di Fitto ed evitare fratture irreversibili in vista del percorso in Senato della legge elettorale. Ed è proprio per tentare di trovare una mediazione che i due potrebbero tornare ad incontrarsi già domani, in un pranzo a palazzo Grazioli, a cui prenderebbero parte gli stessi invitati dell’ultima volta quando venne sancita la tregua: Gianni Letta e Denis Verdini.

La replica di Salvini all’endorsement del Cavaliere

Intanto però Matteo Salvini incassa l’endorsement del Cavaliere. «Goleador del centrodestra? – dice SalviniFanno piacere i complimenti di Berlusconi ma, rimanendo in campo calcistico, se non ci sono squadra e schemi, anche se hai Maradona, non vai da nessuna parte». Così, mutuando la metafora calcistica, il segretario della Lega, commenta «l’offerta di guidare l’attacco del centrodestra» da parte di Silvio Berlusconi.

Il comitato di presidenza e Matteo «goleador»

Nella stessa mattinata di mercoledì, a proposito del destino del centrodestra, scosso dai risultati delle Regionali in Emilia Romagna e Calabria, era intervenuto anche Angelino Alfano, commentando le dichiarazioni di Silvio Berlusconi sul perdono. «Ha sbagliato parabola – ha detto il leader del Nuovo Centrodestra, perché l’unico a perdonare è nostro Signore, ma spero che il giudizio divino per me arrivi il più tardi possibile».

Alfano: «Pronti a guardare il futuro»

Alfano ha anche sottolineato che «se avessimo assecondato l’errore di Forza Italia, il Paese sarebbe ora nelle mani di Grillo» ma, aggiunge, «noi siamo pronti a guardare al futuro, dobbiamo costruire un’area alternativa al Pd che abbia un profilo fortemente riformatore, su fisco e sicurezza».

Ncd contro Salvini

L’idea di Silvio Berlusconi di «trasformare» Salvini nel possibile «goleador» di una futura coalizione non piace dunque al Nuovo Centrodestra. «Berlusconi, lanciando Salvini come leader del centrodestra sancisce da un lato la sostanziale fine di Forza Italia, dall’altro l’impossibilità dell’alleanza con Ncd – ribadisce nella mattinata Fabrizio Cicchitto -. In effetti Salvini è un ottimo goleador per una Lega lepenista ed estremista, ma sarebbe solo un autogol per un centrodestra che volesse vincere perché consegnerebbe tutta l’area di centro a Renzi».

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