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11 Aprile 2026 10:37

Esplosione a Roma: crolla un casale abbandonato, due morti. Erano anarchici, “confezionavano una bomba”

Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone si erano nascosti nel Casale del Sellaretto giovedì sera. La Ardizzone aveva letto in aula un proclama pro-Cospito: "Sono anarchica e nemica di questo Stato".

Un boato nel cuore della notte ma l’allarme per il crollo del casolare nel parco degli Acquedotti è partito solo questa mattina intorno alle 8. È stato un runner a notare l’edificio crollato, che dando l’allarme ha fattto scattare la catena dei soccorsi: sul posto in prima battuta è intervenuto il settimo gruppo della Polizia Locale, insieme agli agenti del commissariato di P.S. Romanina e i vigili del fuoco, giunti sul posto hanno rinvenuto tra le macerie il corpo di un uomo e poi quello di una donna. Le indagini sono ora assegnate agli investigatori della polizia Scientifica, della squadra Mobile e della Digos della Questura di Roma. Il sospetto è che le due vittime stessero armeggiando con degli esplosivi. Tracce significative di fertilizzante più un contenitore da un litro sono state rinvenute dalla Scientifica sotto alle macerie del un casolare che dista appena 450 metri dal grande Polo della Polizia di Stato nel quartiere Tuscolano di fronte agli stabilimenti di Cinecittà

Nel corso del primo pomeriggio sono emersi ulteriori elementi che hanno orientato le indagini. In particolare, su uno dei corpi è stata riscontrata la mutilazione traumatica di un braccio, circostanza che ha fatto ipotizzare la manipolazione di un ordigno. La pista investigativa non esclude un’offensiva contro la rete ferroviaria e il gruppo Leonardo, da tempo nel mirino per la sua collaborazione con il settore della difesa. O, ancora, non è escluso un rilancio della campagna a favore di Cospito, in particolare in vista della scadenza del decreto applicativo di 4 anni alla sua detenzione in 41bis fissata a maggio.

La polizia e i carabinieri hanno transennato l’area attorno al casolare, che secondo gli storici nasce come casa cantoniera sulla ferrovia Roma-Frascati, voluta da papa Pio IX come prima tratta del progetto di strada ferrata che doveva collegare Roma con Ceprano, ai confini dello Stato Pontificio; la casa cantoniera fu utilizzata fino al 1892, quando fu attivata la ferrovia Roma-Napoli” Gli agenti hanno prelevato alcuni oggetti che potrebbero essere utili nel corso delle investigazioni. I sanitari hanno invece eseguito una serie di rilievi esterni sui due cadaveri.

La donna morta è Sara Ardizzone di origini romane, avrebbe compiuto 36 anni il prossimo 11 maggio, l’uomo è Alessandro Mercogliano (53 anni) di nascita campana ma con una gioventù vissuta all’ombra della Mole Antonelliana: entrambi  collegati agli ambiente anarchici. appartengono al “gruppo Cospito” ed erano nel casale per confezionare un ordigno, in vista di un attentatoancora non si sa di quale genere La Ardizzone, assistente domiciliare per una cooperativa di Spoleto, era stata indagata nel 2021 nell’inchiesta scaturita dall’operazione “Sibilla” volta a smantellare una presunta cellula terroristica legata alla Fai che si concluse a Perugia con una sentenza di non luogo a procedere per tutti gli imputati anche se fu accertata l’attività sovversiva legata a una rivista clandestina dal titolo emblematico “Vetriolo. Dopo la parentesi umbra la Ardizzone era tornata a Roma e per un po’ aveva lavorato, stando a quanto lei stessa pubblicamente riferiva, come consulente di vendita (in parole semplici, la commessa n.d.r.) da “Decathlon”.

Mercogliano era stato processato per azioni a sfondo terroristico a Torino. Strutturato e avvezzo all’azione, vantava un excursus di primo piano sul campo dimostrativo. A Torino, ancora oggi, negli uffici della questura di Corso Vinzaglio è considerato un personaggio di primo piano nell’ambiente anarchico-insurrezionalista. Nel giugno del 2016 la Digos torinese lo arrestò insieme ad altri sei anarchici.

La Ardizzone aveva letto in aula il proclama a favore del militante anarco-insurrezionalista Alfredo Cospito (attualmente ristretto in carcere) durante l’udienza preliminare del procedimento Sibilla (Perugia, 15 gennaio 2026) dichiarando con tono solenne davanti al giudice : “Sono anarchica. Come anarchica sono nemica di questo Stato come d’ogni altro Stato dal momento in cui questo nella sua essenza presuppone l’esercizio del potere militare ed economico di alcuni uomini e donne su altre persone e sul pianeta in generale. Sono nemica di ogni forma di governo di cui questo si dota, dal momento in cui la scelta tra democrazia e dittatura è solo quella più funzionale a mantenere il controllo sulla popolazione o per essere più precisi: sulla classe oppressa“. 

Operativo lui, proselitista lei. In una parola, complementari e per questo, perfettamente funzionali alla causa anarchica. Di estrazioni, crescite ed età diverse, uniti nel nome di Alfredo Cospito, erano una coppia nella vita e nella lotta insurrezionalista. Sono morti insieme dopo che insieme per anni hanno militato nelle fila della Fai, la Federazione anarchica informale.

Sono stati utili per il riconoscimento delle vittime alcuni tatuaggi sui corpi. Da un primo esame esterno, il corpo dell’uomo aveva diverse bruciature e uno degli arti superiori mutilato. I vigili del Fuoco e gli agenti della Scientifica stanno ancora lavorando tra le macerie per accertare le cause dell’esplosione e quindi del crollo.

Sara Ardizzone ed Alessandro Mercogliano

Le indagini proseguono per chiarire tutti gli aspetti dell’accaduto. Resta da capire se i due fossero arrivati nel casale del Sellaretto solo il giorno dell’esplosione, avvenuta probabilmente nella sera del 19 marzo, o se vi si trovassero già da tempo. Sotto esame anche i loro ultimi contatti. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo d’indagine coordinato dal pool antiterrorismo. Si indaga in queste ore sulla rete anarchica, che conta appartenenti in diverse città italiane. Potrebbero arrivare dalla natura dell’ordigno che stavano costruendo alcune risposte sul tipo di azione che Mercogliano e Ardizzone intendevano mettere in atto. Le verifiche si concentreranno, in particolare, sul tipo di esplosivo usato per assemblare la bomba. Verrà stabilito se si tratta di una sostanza che si trova in commercio o di esplosivo utilizzato nelle cave. La presenza di chiodi, ritrovati durante i rilievi, farebbero ipotizzare a una sorta di “salto di qualità” rispetto a un’azione dimostrativa.

Le reazioni del governo

“C’è un clima di tensione che gli anarchici e gli elementi di estrema sinistra vogliono continuare a creare nel nostro Paese”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervistato dal Tg4, invitando a tenere “la guardia alta”. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara: “Se saranno confermate le ipotesi investigative, ci troveremmo di fronte a un fatto di estrema gravità, che sta a dimostrare la pericolosità degli ambienti anarchici. Troppo spesso vi è stato nei loro confronti un atteggiamento di sottovalutazione se non di giustificazione”.

Il crollo causato dall’ordigno di matrice anarchica ha fatto scattare un ulteriore allarme:  Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi presiederà sabato mattina alle ore 12 al Viminale il Comitato di analisi strategica antiterrorismo, riunione, alla quale partecipano i vertici delle forze di polizia e dell’intelligence.

Sale l’allerta terrorismo: borsa sospetta avanti al ministero della Giustizia

Nel pomeriggio di oggi intorno alle 17.30 in Via delle Zoccolette a Roma,, davanti ad uno degli ingressi del Ministero della Giustizia, è stata trovata una borsa sospetta con diversi oggetti tra cui in evidenza un grande foulard rosso con falce e martello. Accertamenti a cura del Reparto di Polizia Penitenziaria dell’ USPEV del Ministero della Giustizia, del Commissariato Trevi e degli artificieri della Polizia di Stato. Sul posto il Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia. Innalzamento cautelativo delle misure di protezione delle Autorità di vertice del Ministero, alla luce dei numerosi allertamenti.

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