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26 Aprile 2026 09:58

Erano e sono validi i motivi della radiazione dall’Ordine dei Giornalisti di “Betulla” alias Renato Farina

Il Consiglio nazionale riconferma “convinta adesione alla delibera del 29 marzo 2007”

Una nota del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti , comunica che “Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, riunito a Roma nei giorni 7, 8 e 9 ottobre 2014, prende atto della decisione assunta all’unanimità, nella piena autonomia e rispetto delle proprie competenze e prerogative, dall’ Ordine regionale della Lombardia, il 3 settembre scorso, con la quale si dispone la reiscrizione di Renato Farina all’Albo dei Giornalisti”.

Lorenzo Del Boca
nella foto Lorenzo Del Boca

nella foto

E’ quanto spiega  “pur consapevole che nessuna azione può competere ai suoi organismi nel merito di questa decisione, riconferma piena condivisione e convinta adesione alle motivazioni contenute nella delibera che era stata approvata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti il 29 marzo 2007 (il presidente, all’epoca dei fatti  era Lorenzo Del Boca, ndr), con la quale si disponeva la radiazione dall’Ordine di Renato Farina specificando tra l’altro come ‘il comportamento di Farina resta incompatibile con tutte le norme deontologiche della professione giornalistica ed ha provocato un gravissimo discredito per l’intera categoria’”.

Quella delibera venne poi annullata dalla Suprema Corte di Cassazioneperché Farina si era dimesso dall’Ordine pochi giorni prima del 29 marzo 2007, – spiegano i consiglieri nazionali dell’ Odgma i principi e il giudizio in essa contenuti restano un valido e attuale richiamo al rispetto delle regole etiche e deontologiche per tutti coloro che esercitano la professione giornalistica”. Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, inoltre, “al termine di un appassionato dibattito, dà mandato al presidente del Consiglio Nazionale dell’ Ordine, il giornalista Enzo Jacopino perché avvii la ripresa immediata del processo riformatore, con incisivi interventi su Governo e Parlamento”.  In definita una bella lavata di mani alla Ponzio Pilato .

Carlo Bonini
nella foto Carlo Bonini

Nel frattempo  i colleghi Carlo Bonini (La Repubblica) e Pietro Suber (Mediaset) hanno incassato la solidarietà di molti colleghi e di diversi consigli regionali dopo le loro dimissioni per protesta dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti..  La loro decisione ha fondate ragioni per due motivi: la riammissione di Renato Farina, alias “agente Betulla” a libro paga dei Servizi Segreti, nell’albo della Lombardia (era stato radiato nel 2007) e la nomina di Giovanni Lucianelli – già addetto stampa di Sergio De Gregorio, l’esponente della compravendita di senatori da parte di Silvio Berlusconi – in veste di membro della commissione di esame per l’accesso alla professione. Ieri anche il consigliere nazionale dell’ Ordine  Anna Bandettini, anche lei di Repubblica, ha inviato una lettera in cui rimette il suo mandato.  Lucianelli, l’ex  addetto stampa di De Gregorio, rinuncia all’incarico nella commissione di esame per l’accesso alla professione.

Diversi giornalisti eletti nei consigli  degli ordini regionali hanno manifestato la loro  solidarietà ai colleghi esprimendo ampia e viva  preoccupazione per quanto sta accadendo. Lo hanno comunicato, alcuni giornalisti-consiglieri dell’Ordine dei Giornalisti  della Puglia e e di quello del Lazio che hanno espresso “pieno accordo sulle dimissioni e invitato i colleghi della Lombardia a un supplemento di istruttoria sul caso”.

Anche sette consiglieri dell’Ordine dell’ Emilia Romagna sono intervenuti sulla vicenda chiedendo “al presidente dell’Ordine Nazionale Enzo Iacopino un tempestivo intervento chiarificatore”. Manifestazioni di solidarietà per i colleghi dimissionari  anche dall’Ordine della Liguria. Significativa la dichiarazione di  Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine della Campania: “Il reintegro dell’agente Betulla offende la memoria di Giuseppe D’Avanzo“.

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