Coronavirus: i 20 giorni che mancano alla “fase 2”

Coronavirus: i 20 giorni che mancano alla “fase 2”

Un unico obiettivo e venti giorni di tempo per far ripartire le attività senza far impennare il numero dei contagi. Parrucchieri, centri estetici, bar e ristoranti in fondo all’elenco delle riaperture

ROMA – Sono tre le strutture che lavorano in coordinamento, avendo venti giorni di tempo, e come unico obiettivo: quello di far ripartire le attività evitando di far nuovamente impennare il numero dei contagi da coronavirus.

È questo l’obiettivo annunciato dal Governo in vista del prossimo 4 maggio allorquando è prevista la partenza della “fase 2” per l’emergenza causata dal CoronaVirus. Una ripresa «graduale», che dipenderà essenzialmente dipenderà dalla curva epidemica che potrebbe essere diversa tra le Regioni. Il premier nella sua discussa diretta tv ha dichiarato “prometto che se anche prima del 3 maggio si verificassero le condizioni, cercheremo di provvedere di conseguenza” .

Vittorio Colao

Il nuovo comitato diretto da Vittorio Colao, composto da scienziati ed i tecnici di Palazzo Chigi (di cui nessuno però rende noti i nomi) sono le strutture che si stanno occupando di pianificare la ripresa , e lavorano ad una pianificazione che dovrà essere attuata nei prossimi venti giorni. Il nuovo gruppo di lavoro incaricato di “ individuare modelli organizzativi e relazionali” è già attivo, alcune linee guida sono state comunque già decise e inserite nel decreto che entrerà in vigore martedì 14 aprile, cioè subito dopo Pasquetta.  

Ed avranno ancora più valore quando altri imprenditori, commercianti e professionisti potranno finalmente ricominciare le proprie attività, fermo restando la stessa raccomandazione: evitare baci e abbracci e restare a distanza di almeno un metro tra persone .

L’igiene negli uffici e negozi

Gli uffici e negozi dovranno venire puliti ed igienizzati due volte al giorno. Si dovrà provvedere al lavaggio degli ambienti ed alla sanificazione prima dell’apertura ed anche in una pausa quotidiana, e dovranno risultare puliti anche i sistemi di areazione dei locali. All’ingresso dei locali dovranno essere sistemati gli erogatori del disinfettante per le mani . Anche gli uffici dovranno provvedere a sistemare gli erogatori anche “accanto a tastiere e schermi touch“.

I negozi e gli uffici pubblici dovranno avere un erogatore accanto alle casse e per chi utilizza il sistema di pagamento con i Pos. Coloro i quali lavorano a contatto con il pubblico dovranno indossare guanti e mascherine. Gli stessi dispositivi di protezione sono richiesti negli uffici ed obbligatori quando non è possibile garantire la distanza di sicurezza di almeno un metro. I guanti usa e getta dovranno essere indossati anche per chi acquista alimenti e bevande.

Orari più lunghi e ingressi scaglionati per i negozi e gli uffici aperti al pubblico. La misura di riferimento per i locali è 40 metri quadri. In questo caso potrà “accedere una persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori“. In caso di locali più piccoli dovrà essere assicurato il rapporto di un lavoratore e un cliente mantenendo sempre la distanza di almeno un metro. Per quelli oltre 40 metri quadri l’accesso è regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita“. Il calendario verrà redatto in base alle necessità dei cittadini e nel caso in cui la curva epidemica dovesse scendere si potrebbero prevedere alcune riaperture entro il 15 maggio.

Parrucchieri e centri estetici, bar e ristoranti sono in fondo alla lista delle riaperture in quanto ritenuti luoghi troppo a rischio “contagio” per una evidente difficoltà di rispettare le distanze di garanzia. Chi si occupa della cura delle persone potrà lavorare solo su appuntamento per garantire il rapporto di un lavoratore per un cliente. e vigerà l’obbligo di indossare sempre guanti e mascherine.

Altrettanto rigorose sono le regole previste per bar e ristoranti: dovranno sempre garantire almeno un metro tra lavoratore e cliente al bancone, mentre nelle sale la distanza tra i tavoli dovrà essere di almeno due metri per garantire il passaggio in sicurezza dei camerieri.

Le corse di autobus e metropolitane pubblici dovranno aumentare in quanto a bordo si potrà stare soltanto seduti, ma non sarà possibile occupare tutti i posti che vanno lasciati vuoti fra i passeggeri per garantire la distanza tra le persone. Previsto un filtro agli ingressi delle stazioni ed alle biglietterie per evitare qualsiasi tipo di assembramento.

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