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21 Ottobre 2026 00:20

Foto rubate e falso dossier per ricattare Leonardo Maria Del Vecchio. I pm: “Obiettivo 10 milioni di euro”

Il piano, in gran parte fallito, emerge dal decreto di perquisizione disposto dalla Procura di Milano per l’ex carabiniere Vincenzo De Marzio, la srl Neis agency e di Mario Cella ex addetto alla sicurezza del manager. Del Vecchio jr.: "Emerge la verità"

Un’estorsione da 30mila euro e una truffa, con l’obiettivo di incassare fino a 10 milioni di euro, facendo leva sulla diffusione di informazioni riservate “potenzialmente lesive della reputazione” aziendale di EssilorLuxottica e personale di Leonardo Maria Del Vecchio. E’ il piano, in gran parte fallito, che emerge dal decreto di perquisizione disposto dalla Procura di Milano. Le perquisizioni riguardano l’ex carabiniere Vincenzo De Marzio e la Neis Agency srl di cui è amministratore unico, e di Mario Cella ex addetto alla sicurezza di Leonardo Del Vecchio jr.

Ne decreto che origina dall’inchiesta Equalize si ravvisa In particolare il reato di estorsione e interferenze illecite nella vita privata per De Marzio e Cella, e di truffa per De Marzio e Nunzio Samuele Calamucci figura centrale nell’inchiesta sulla presunta centrale di dossieraggio illegale di via Pattari a Milano. Per gli inquirenti è emerso “un quadro complesso”, nel quale si mescolano “condotte estorsive, poste in essere attraverso l’utilizzo strumentale di immagini altamente sensibili e riservate” sulla vita privata di Del Vecchio jr ma anche “comportamenti fraudolenti, consistenti nella creazione di un falso dossier ai danni” dello stesso imprenditore ed editore e di altre persone.

Dalle analisi effettuate sui dispositivi telematicicsequestrati In particolare, “è emerso che Cella, in accordo con De Marzio, ha estrapolato, dal sistema di videosorveglianza interno all’abitazione milanese” di Leonardo Del Vecchio delle immagini private “poi utilizzate per ricattare il manager di EssilorLuxottica”. Parallelamente, come emerso dalle chat, De Marzio e Calamucci “realizzavano un falso dossier ai danni Del Vecchio, dei suoi familiari e di soggetti riferibili a Delfin (la cassaforte lussemburghese) e EssilorLuxottica, facendo credere all’imprenditore che si trattava di attività di dossieraggio posta in essere”, a Roma, dalla cosiddetta ‘squadra Fiore’.

Lo scopo – come si legge nel decreto firmato dai pm milanesi Eugenio Fusco e Francesco De Tommasi e dal sostituto procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Antonello Ardituro – era quello “di indurre l’imprenditore a pagare importanti somme di denaro per bloccare l’apparente operazione illecita, mediante acquisto del relativo ‘dossier’”, che in realtà era stato costruito ad arte. Un’operazione che rappresentava solo il primo tentativo: De Marzio e Calamucci intendevano ottenere da Del Vecchio jr “cifre milionarie a titolo di corrispettivi per servizi di protezione reputazionale basati su fatti e circostanze false (i due indagati ipotizzavano di farsi dare 10 milioni di euro)”.

Del Vecchio: “Emerge la verità”

“Si sono introdotti nella mia casa, hanno violato la mia vita privata, hanno abusato della fiducia di chi era pagato per proteggermi e hanno tentato di ricattarmi costruendo un dossier falso. Ringrazio la Procura di Milano, la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e il ROS dei Carabinieri per il lavoro svolto con serietà e rigore: è grazie a loro che oggi emerge la verità. Ho fornito e continuerò a fornire la mia piena collaborazione alla Giustizia, e mi costituirò parte civile nelle sedi opportune a tutela mia, della mia famiglia e delle società ingiustamente coinvolte”. Lo afferma in una nota Del Vecchio, commentando quanto emerso dal decreto di perquisizione disposto dalla Procura di Milano



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