CONTINUA LO “SHOW” GIUDIZIARIO A POTENZA: ARRESTI DOMICILIARI PER ENRICO LAGHI, EX COMMISSARIO ILVA

CONTINUA LO “SHOW” GIUDIZIARIO A POTENZA: ARRESTI DOMICILIARI PER ENRICO LAGHI, EX COMMISSARIO ILVA

La misura cautelare adottata dal Gip Amodio del Tribunale di Potenza è stata notificata a Laghi dalla Squadra mobile della Questura di Potenza e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria insieme all’ aliquota di P.G. della Guardia di Finanza presso la Procura di Potenza. ALL’INTERNO I DOCUMENTI INTEGRALI

di REDAZIONE CRONACHE

Mentre questa mattina mentre si celebrava a Potenza la seconda udienza del processo nei confronti dell’ ex-procuratore di Taranto, Carlo Maria Capristo, che il nostro giornale sta seguendo filmandolo e trasmettendolo integralmente, alle h. 11:59 dalla segreteria del procuratore capo Francesco Curcio notoriamente molto sensibile alla sua presenza sui giornali, partiva via mail un comunicato stampa “record”: ben 8 pagine per commentare ed illustrare alla stampa la misura cautelare adottata nei confronti del prof. Enrico Laghi nei confronti del quale la Procura di Potenza aveva chiesto l’arresto in carcere con l’ accusa di corruzione in atti giudiziari, in concorso con altri cinque indagati (l’ avvocato Amara, l’ex-procuratore Capristo e l’ispettore di P.S. Paradiso, il consulente Ilva Nicoletti e l’avvocato Ragno).

Il Comunicato stampa della Procura di Potenza

Comunicato-laghi_potenza

Richiesta di carcerazione respinta dal Gip dr. Antonello Amodeo che ha ritenuto di non mandare in carcere il prof. Laghi optando gli arresti domiciliari ed il sequestro di circa 300mila euro. La misura cautelare è stata notificata a Laghi dalla Squadra mobile della Questura di Potenza e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria insieme all’ aliquota di P.G. della Guardia di Finanza presso la Procura di Potenza. Laghi era stato nominato dal governo Renzi come commissario dell’ ILVA in Amministrazione Straordinaria.

Capristo secondo l’impianto accusatorio della Procura, ancora da provare in giudizio, avrebbe ottenuto tramite l’ avv. Pietro Amara e l’ ispettore di P.S. Filippo Paradiso l’aiuto per convincere i membri del Consiglio superiore della magistratura a sostenere la nomina quale procuratore di Taranto, quando era in scadenza la sua esperienza a Trani. Peccato che la Procura di Potenza ad oggi non abbia accertato e tantomeno scoperto chi sarebbero stati i consiglieri “convinti” , e cioè gli ipotetici corrotti senza il quale voto Capristo non sarebbe stato nominato. A votare la nomina del procuratore di Trani (all’epoca dei fatti) alla guida della procura di Taranto, furono infatti ben quindici membri del plenum del Csm.

L’ ordinanza integrale

Ordinanza-Laghi

Ma evidentemente al procuratore Curcio ed al Gip Amodeo deve risultare “pericoloso” accertare tutto ciò. Stando attenti a non sfiorare i veri “poteri forti”, come la Presidente del Senato Elisabetta Casellati. Più semplice confidare sui soliti giornalisti-ventriloqui pronti a copiare e pubblicare i comunicati stampa “fiume” della procura potentina. Se questa è la “giustizia” italiana, allora hanno ragione Berlusconi, Salvini e la Meloni a sostenere i referendum sulla separazione delle carriere

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