Confiscato dai Carabinieri ingente patrimonio sottratto alla Sacra Corona Unita

Confiscato dai Carabinieri ingente patrimonio sottratto alla Sacra Corona Unita

Il Tribunale di Taranto, oltre alla confisca dei beni ha contestualmente disposto per Fornaro la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza  per la durata di anni cinque.

ROMA – Dalle prime ore della mattinata, i Carabinieri del Comando Provinciale di Brindisi stanno procedendo alla confisca di ingenti risorse patrimoniali e finanziarie in Brindisi, Taranto e San Marzano di San Giuseppe (TA), per un valore complessivo di 800mila euro che erano nella disponibilità di  Ottavio Fornaro classe 1976, di San Marzano di San Giuseppe (TA), componente del clan “Soloperto” appartenente alla S.C.U. (Sacra Corona Unita), condannato per associazione di tipo mafioso.

Nella legislazione antimafia il ricorso allo strumento della confisca si è incrementato negli anni, tanto da divenire lo strumento privilegiato di contrasto alla criminalità organizzata. La finalità primaria della confisca antimafia è quella di espungere dal circuito economico beni che siano frutto di attività illecite e di contiguità mafiosa. I beni oggetto di confisca possono essere beni mobili ed immobili. I beni mobili sono costituiti da denaro contante, liquidità, titoli, crediti personali oppure autoveicoli, natanti, ecc.. I beni immobili sono appartamenti, terreni, ville, aziende.

I beni immobili, una volta confiscati, vengono trascritti sui registri del “Servizio di Pubblicità Immobiliare” che è in sostanza l’ex Conservatoria per i Beni Immobili. I beni mobili vengono invece trascritti nei registri del Pubblico Registro Automobilistico e deiNatanti.

Le trascrizioni sono un atto importante affinché gli intestatari non vendano i beni oggetto di confisca. È importante sottolineare che i beni immobili sono mantenuti al patrimonio indisponibile dello Stato per finalità di Giustizia, di Ordine Pubblico, di Protezione Civile, solitamente vengono trasferiti agli Enti Locali per essere assegnati in concessione a titolo gratuito a comunità, enti, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, comunità terapeutiche, centri di recupero, associazioni varie.

I Carabinieri  avevano  incardinata una prima fase dell’attività nel 2016, quando la Direzione distrettuale antimafia di Lecce,  aveva chiesto  l’emissione di un primo decreto di sequestro anticipato di beni mobili e immobili al Tribunale di Taranto, per un valore stimato di 100mila euro nei confronti del Fornaro. Provvedimento eseguito nell’aprile 2016 riguardava parte del patrimonio di Fornaro, in parte intestato a dei prestanome: un conto corrente bancario,  un appartamento a Taranto e una società  di rivendita pneumatici. Il secondo provvedimento di sequestro, a complemento del precedente, è stato emesso dal Tribunale di Taranto su richiesta sempre della Dda di Lecce, ed eseguito dai Carabinieri nel gennaio 2018, che hanno sequestrato, a Brindisi ed a  San Marzano di San Giuseppe (Taranto), un centro vendita pneumatici, un capannone industriale, un autocarro e un’autovettura di grossa cilindrata, ancora una volta tutto intestato in modo fittizio a una terza persona.

Il Tribunale di Taranto, oltre alla confisca dei beni ha contestualmente disposto per Fornaro la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza  per la durata di anni cinque.

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