MENU
13 Ottobre 2026 13:21

Concluse indagini su tre gruppi criminali,50 indagati. Accuse di mafia a droga

L' inchiesta che ha smantellato tre associazioni mafiose attive operanti a Taranto e provincia, grazie ad una brillante operazione della Polizia di Stato. Il capoclan Di Pierro in una intercettazione si vantava con i suoi sottoposti dicendo: "La città è nostra".

CdG pm Alessio CoccioliSi sono concluse ieri le indagini condotte dal sostituto procuratore della repubblica dr. Alessio Coccioli della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce nei confronti di 50 persone, 37 delle quali il 21 giugno scorso vennero sottoposte a provvedimenti cautelari , coinvolti nell’inchiesta che ha smantellato tre associazioni mafiose attive operanti a Taranto e provincia, grazie ad una brillante operazione della Polizia di Stato.

Il primo “clan” farebbe riferimento al boss Cosimo Di Pierro, di 61 anni, ritenuto anni fa uno degli elementi di spicco del gruppo mafioso capeggiato dai fratelli Riccardo e Gianfranco Modeo.

Gli altri due “clan” erano guidati rispettivamente  rispettivamente dai pregiudicati Gaetano Diodato e Nicola Pascali. Nei loro confronti sono contestati a vario titolo  reati di associazione mafiosa, tentato omicidio, estorsione, rapina aggravata, spaccio di droga, detenzione illecita di armi clandestine, ricettazione e danneggiamento, e  grazie alle intercettazioni ambientali sono stati filmati e documentati  anche i riti di affiliazione.

CdG affiliazione malavita

Il Di Pierro era stato “innalzato” da Ignazio Taurino,  boss  indiscusso col grado più alto a Taranto, inizialmente al grado di “santa” e poi di “vangelo” , ed in una intercettazione si vantava con i suoi sottoposti dicendo: “La città è nostra“.

Il procuratore antimafia Cataldo Motta spiegò che  “La mafia tarantina non è Sacra corona unita ma usa riti della ndrangheta“.

“Uno spaccato inquietante della criminalità – commentarono il procuratore antimafia Motta e il procuratore di Taranto, Carlo Maria Capristo – che dimostrano come trent’anni dopo le sanguinose guerre di mala non sia cambiato molto e sia ancora necessario fare prevenzione“. “Escono dal carcere troppo velocemente – commenta Motta – si lasciano dimagrire in carcere per ottenere i domiciliari per motivi di salute“. Spesso i medici che diagnosticano improbabili mali sono sempre gli stessi. E si arricchiscono, girando per Tarano con auto lussuose.

ECCO COME I QUOTIDIANI LOCALI HANNO DATO LA NOTIZIA

(ESCLUSIVAMENTE IL LANCIO DELL’AGENZIA ANSA)

 

 

TAGS

Sostieni ilcorrieredelgiorno.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra informazione libera ed indipendente e ci consente di continuare a fornire un giornalismo online al servizio dei lettori, senza padroni e padrini. Il tuo contributo è fondamentale per la nostra libertà.

Grazie, Antonello de Gennaro

Articoli Correlati

Sequestrato il maxi yacht da 34 milioni di euro ad emiro che non paga lo stipendio al primo ufficiale infortunato
Papa Leone XIV ricoverato al Gemelli, forse già oggi l'intervento al polmone
Cinque arresti per una maxi truffa di criptovalute con l’AI tra Friuli, Lombardia e Veneto
Ex Ilva, a Taranto operai in protesta: nuovi blocchi stradali e disagi sulla statale 106
Salvini, dimissioni tecniche: "Necessarie per ricandidarmi"
Criminalità reati in calo in Italia: a Milano il record di denunce
Cerca
Archivi
Sequestrato il maxi yacht da 34 milioni di euro ad emiro che non paga lo stipendio al primo ufficiale infortunato
Papa Leone XIV ricoverato al Gemelli, forse già oggi l'intervento al polmone
Cinque arresti per una maxi truffa di criptovalute con l’AI tra Friuli, Lombardia e Veneto
Ex Ilva, a Taranto operai in protesta: nuovi blocchi stradali e disagi sulla statale 106
Salvini, dimissioni tecniche: "Necessarie per ricandidarmi"

Cerca nel sito