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21 Giugno 2026 12:55

Chi è l’imprenditore di 27 anni che ha travolto e ucciso Gabriele Martini in Versilia ed è fuggito: l’auto a noleggio, la notte al Twiga

Si è costituito dopo alcune ore. È stato arrestato con l'accusa di omicidio stradale, lesioni gravi e omissione di soccorso. Indagate anche le due ragazze che erano in auto con l'omicida

Luigi Giordano, imprenditore di 27 anni originario di Catania, domiciliato in Canton Ticino ma residente nel Milanese, a Trezzano sul Naviglio è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di omicidio stradale, lesioni gravi e omissione di soccorso, e si trova nelle camere di sicurezza dell’Arma dove resterà fino a lunedì, quando ci sarà l’udienza di convalida del suo arresto. E’ il conducente del suv Range Rover con targhe ticinesi (Svizzera) che ha causato il tragico incidente costato la vita al diciassettenne viareggino Gabriele Martini. L’incidente è avvenuto intorno alle 3 della notte tra venerdì 19 e sabato 20 giugno sul lungomare al confine tra Forte dei Marmi e Marina di Pietrasanta (Lucca)dinnanzi alla discoteca Twiga. La chiamata ai soccorsi è arrivata poco prima delle 4.

Sulla base di una prima ricostruzione degli investigatori, Gabriele Martini e l’amico, entrambi 17 anni e residenti a Viareggio, stavano facendo rientro a casa in scooter dopo aver trascorso la serata in Versilia quando sono stati investiti dalla Range Rover che stava effettuando una manovra di inversione di marcia per uscire da un parcheggio e tornare in direzione Forte dei Marmi. L’impatto è stato violentissimo. Per Gabriele Martini, conosciuto dagli amici come «Gabbo», purtroppo non c’è stato nulla da fare: il giovane è morto sul colpo. Il corpo del 17enne è stato intanto portato all’obitorio dell’ospedale Versilia, a Lido di Camaiore (Lucca), a disposizione della procura di Lucca, che coordina il procedimento. L’altro ragazzo è stato invece soccorso dal personale del 118 e trasferito all’ospedale di Cisanello, a Pisa, dove è ricoverato in condizioni giudicate stabili.

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, il conducente del suv dopo lo schianto, si sarebbe allontanato a piedi senza prestare soccorso, lasciando sul posto il veicolo coinvolto nell’incidente. L’auto, una Range Rover presa a noleggio ed immatricolata con targa svizzera, è stata sottoposta agli accertamenti degli investigatori che, insieme alle immagini delle telecamere di videosorveglianza e alle testimonianze raccolte nella zona, hanno consentito di identificare rapidamente il presunto responsabile.

La scena dell’incidente e a fianco la vittima, Gabriele Martini, 17 anni

Luigi Giordano che si trova in vacanza in Versilia, si è costituito volontariamente dopo qualche ora fermando una volante della Polizia di Stato impegnata in una serie di controlli straordinari a Forte dei Marmi, dicendo agli agenti “Quello di stamani sono io”. E’ stato quindi preso in consegna dai Carabinieri che erano sulle sue tracce e che parlano di “importante risultato investigativo”. Interrogato, il 27enne è stato anche sottoposto a test tossicologico e alcol test in ospedale: sarebbe risultato negativo ad entrambi, chiaramente analisi del giorno dopo dove era impossibile reperire tracce di alcool. E’ stato quindi arrestato per omicidio stradale. Individuate e ascoltate anche le due ragazze che erano con lui: entrambe vivono nel Milanesesono state denunciate per omissione di soccorso. Secondo quanto appreso, una di loro, 30 anni, originaria di Foggia, sarebbe la fidanzata di Giordano. L’altra, 29 anni, è originaria di Piacenza.

I tre avevano deciso di trascorrere insieme il fine settimana in Versilia e, secondo quanto accertato dagli investigatori, ieri avrebbero trascorso la serata al Twiga. I Carabinieri hanno sentito nel corso delle indagini , anche i camerieri e il personale della sicurezza del locale. La morte del povero Gabriele Martini, ha scosso profondamente Viareggio, dove il ragazzo viveva. Frequentava il liceo scientifico sportivo Carlo Piaggia a Viareggio, da poco era diventato aiuto bagnino in uno stabilimento balneare, il Bagno Lelia, e aveva giocato nel Vela Basket di Camaiore. Un mazzo di fiori è stato portato sul luogo dell’incidente, mentre gli amici ed i compagni di scuola, ancora scioccati, sono andati a vedere dove il 17enne ha perso la vita. Federica Bonetti la mamma di Anthony Mantia, il viareggino di 20 anni deceduto nel luglio 2025 anche lui in sella ad uno scooter sul viale a mare di Viareggio. ha scritto sui social: «Ciao Gabriele spero che tu abbia trovato Anthony ad accoglierti lassù“.

Resta da chiedersi cosa aspetta il Ministero dell’ Interno e le Forze dell’ ordine ad organizzare dei controlli all’uscita delle discoteche frequentate dai ragazzi che quasi sempre si mettono alla guida pieni di alcol e droghe varie. Seguire l’esempio della polizia di Miami Beach non sarebbe una cattiva idea. Un servizio che viene fatto pagare alle discoteche, che non possono esimersi dalla responsabilità morale di fare ubriacare dei ragazzi.

Gli amici di Gabbo: “Sempre nei nostri cuori”

“Ieri l’altro abbiamo passato la serata a Lido insieme a Gabbo e al ragazzo che era con lui in scooter, erano amici inseparabili, sempre insieme. – raccontano altri amici –  Erano spensierati. È incredibile come la vita possa cambiare in un istante. Rimarrai per sempre nei nostri cuori”. “Non riesco a parlare – dice un caro amico con la voce rotta dal pianto ed il viso pieno di lacrime –. Gabbo era un ragazzo d’oro con il cuore pieno d’amore e di gioia, buono con tutti. La madre è albanese e lui conosceva la lingua; ci siamo conosciuti proprio così, perché io l’ho sentito parlare in albanese e sono andato a parlarci, essendo albanese anch’io. È uno di quegli amici veri che non ti puoi scordare. Riposa in pace, caro Gabbo, condoglianze alla famiglia”.

Il commento dell’Arcivescovo Giulietti

“Dinanzi all’ennesimo giovane che scompare tragicamente, vittima della strada, il pensiero va prima di tutto ai genitori, ai familiari e agli amici, cui è improvvisamente tolta una persona cara. Per quanto è possibile – ha detto l’ arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti,  – manifesto la condivisione della Chiesa di Lucca per il loro dolore e il loro smarrimento: la vita di un giovane è un dono inestimabile, la cui perdita lascia un vuoto profondo. Le circostanze in cui essa è avvenuta aggiungono amarezza, per il cinismo mostrato da chi ha preferito dileguarsi, piuttosto che prestare soccorso e assumersi le proprie responsabilità. Confidiamo che la magistratura potrà accertare i fatti e chiamerà ciascuno a risponderne davanti alla legge; tuttavia il fare giustizia non restituirà Gabriele ai suoi affetti. Prego affinché la fiducia nel Risorto sia di conforto al dolore dei familiari e degli amici; sono grato a tutti coloro che in questi giorni si stringeranno attorno a chi piange Gabriele. Spero che tutti – giovani e adulti – sappiamo tutelare il bene prezioso della vita propria e altrui con comportamenti responsabili. Le notti estive e del fine settimana troppo spesso sono teatro di incidenti letali, occasionati non di rado da modi di fare superficiali o illegali. Divertirsi è piacevole, ma la vita non è un gioco.






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