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25 Aprile 2026 17:23

Calcio, il designatore degli arbitri Rocchi indagato per concorso in frode sportiva

Nelle scorse ore gli sarebbe stato notificato un avviso di garanzia dalla procura di Milano in relazione ad alcuni episodi della stagione 2024/25

Il designatore degli arbitri di Serie A e B, Gianluca Rocchi, indagato dalla Procura di Milano, a quanto si apprende, per “concorso in frode sportiva“, in relazione ad alcuni episodi della stagione 2024/25. Nelle scorse ore gli sarebbe stato notificato un avviso di garanzia. L’inchiesta è condotta dal pubblico ministero milanese Maurizio Ascione e sarebbe scattata in seguito ad un esposto nell’estate dello scorso anno.

Tutto era partito nel maggio 2025 tramite lettera-denuncia (inviata all’Aia) di Domenico Rocca, 42 anni di Vibo Valentia, ex assistente che in Napoli-Fiorentina del 17 maggio 2024 ha vissuto la sua ultima gara in Serie A e il 9 maggio 2025 (Spezia-Cremonese) la sua ultima partita in B. La denuncia era stata archiviata a livello sportivo . Ora però è entrata in campo la magistratura penale.

La questione è inerente al campionato 2024-25 ed è stata rilanciata dall’agenzia AGI con video annesso nel quale il “varista” Daniele Paterna si gira verso la vetrata che isola i componenti della sala di Lissone, chiede se è rigore a qualcuno e immediatamente dopo l’arbitro (Maresca) della gara Udinese-Parma (marzo 2025) viene richiamato per una “on field review“, quindi a video affinché possa vedere che quel penalty è da assegnare. Il filone sportivo era stato aperto per iniziativa dell’assistente Domenico Rocca, poi archiviato dalla giustizia sportiva, che scrisse una lettera all’Aia aprendo di fatto il “terremoto”.

Gianluca Rocchi indagato per frode sportiva

La partita del primo marzo 2025

1 marzo 2025: la partita è Udinese-Parma, il campionato è quello poi vinto dal Napoli al fotofinish sull’Inter. Siamo nella sala Var di Lissone. I tre addetti discutono, guardano e riguardano un episodio su una «possibile mano». «Non mi sembra fuori dalla sagoma, guarda la posizione del braccio, mi sembra sul corpo» dice Daniele Paterna che pare orientato a escludere l’assegnazione del rigore. A un certo punto di gira di scatto, guarda indietro e dal labiale si vede chiaramente che afferma: “È rigore”. Un attimo dopo comunica a Fabio Maresca, l’arbitro in campo: “Un attimo Fabio, controllo l’APP” (Attacking Possesion Phase, cioè la fase di gioco monitorata dal Var). “È possibile calcio di rigore, Fabio, ti consiglio on field review per possibile calcio di rigore”Alla fine di questpo scambio il penalty viene fischiato. Verso chi si gira Paterna? L’ipotesi contenuta nell’esposto di Domenico Rocca, archiviato dalla giustizia sportiva, è che il designatore Gianluca Rocchi “si alza rapidamente dalla postazione per bussare più volte sul vetro della stanza di Paterna Var e Sozza Avar per richiamare la loro attenzione e che a loro volta chiameranno l’arbitro per un on field review”

La gomitata di Bastoni

In un invito a comparire inviato nei mesi scorsi a uno degli Avar indagati per concorso in frode sportiva, si fa riferimento alla partita Inter-Verona dell’8 gennaio 2024. L’episodio dubbio è una gomitata del difensore nerazzurro Alessandro Bastoni al giocatore gialloblu Duda. Il dialogo tra l’ arbitro Michael Fabbri,, e Luigi Nasca, addetto al Var, è stato rivelato integralmente nell’incontro di Coverciano: “C’è a terra qualcuno. No, aspetta. Fischia, fischia, ma fischia santo cielo. Voglio vedere che è successo. Parte tutto da qua, magari si vede il giocatore che cade, lascio questa camera”, dice Nasca, e Fabbri gli replica: “Ho detto che lui (cioè Duda, ndr) si è alzato, mi ha guardato e poi si è rimesso giù. Si alza, mi guarda e poi si rimette giù, questa è furbizia!” . Fabbri veniva accerchiato dai giocatori del Verona, Nasca rivede le immagini del contatto tra Bastoni e Duda e decide di convalidare il decisivo gol di Frattesi: “Fammelo rivedere tutto. Bandiere, qualcosa? No, nessuna bandierina (utilizzata per segnalare potenziali fuorigioco, ndr). Vai, vai, vai, vai. Adesso fammi rivedere. Qui è tutto regolare. Fammi rivedere il tiro. Buona, vai, dai veloce. Regolare. Fammi rivedere un attimo solo. Michael, sono Gigi: gol regolare, gol regolare“. 

Le tensioni tra AIA e FIGC e il cambio di regolamento

La porta della stanza del Var deve essere chiusa, nessuno può entrarci né condizionare chi è chiamato alle delicate decisioni ma ha una vetrata da cui è possibile vedere tutti gli operatori al suo interno e viceversa. Dopo la denuncia di Rocca e la segnalazione di Antonio Zappi, l’allora presidente dell’AIA (associazione italiana arbitri) inoltrò immediatamente la segnalazione alla Procura della Figc e predispose un cambio di regolamento che obbligava chiunque andasse a Lissone, a cominciare da Rocchi, a redigere una puntuale relazione in cui avrebbe dovuto specificare il tipo di attività svolta. Da quel momento nessuno del team di Rocchi ci è più andato. Anche la Figc iniziò a inviare gli ispettori della Procura Federale a controllare. Da allora nessuno del team di Rocchi è più andato a Lissone, i rapporti tra Zappi e Rocchi e i vertici federali si sono incrinati e si è cominciato a ipotizzare la scissione della Can serie A (commissione arbitri nazionale serie A) dal controllo dell’AIA.

Considerato che (all’interno del centro di Lissone) nessuna interferenza può essere messa in atto fra chi è fuori dalle stanze – visibili con vetrata trasparente – e chi in quel momento sta operando su una partita, da quel giorno, innescando crepe che evidentemente non si sono mai rimarginate, l‘Aia (per decisione dell’ex presidente Zappi che davanti a quella lettera denuncia di Rocca disse: “Sarà valutata ogni azione che tuteli l’Associazione, ho contattato subito il designatore Rocchi che mi ha informato di aver fatto una segnalazione alla Procura Figc”) aveva addirittura deciso di inviare ispettori federali per verificare il sano svolgimento dei lavori durante le gare, quindi senza interferenze, e per chi si fosse recato a Lissone durante gli eventi di redigere successivamente una relazione dettagliata.

Quella denuncia, che risulta esser stata archiviata a livello sportivo, adesso riemerge a livello penale: sotto la lente ci sarebbero anche altre le gare in questione, compresa Inter-Verona del gennaio 2024 in cui non ci fu una chiamata da parte del var Nasca alla “on field review” per la gomitata di Bastoni a Duda, un errore chiaro ma come se ne sono visti altri. Resta il fatto che, tornando a Udinese-Parma, quel girarsi da parte di Paterna è ancora sotto la lente degli inquirenti.

Rocchi, ha fatto sapere di essere ‘sereno e di andare avanti’, a quanto si apprende da fonti vicine allo stesso Rocchi, dicendosi estraneo alle accuse e che si difenderà per smontarle. Ma dovrà farlo con la procura di Milano che è ben altra cosa rispetto alla procura FIGC…. Vedremo.



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