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15 Maggio 2026 21:02

Calcio, il designatore degli arbitri Rocchi indagato per concorso in frode sportiva

Nelle scorse ore gli sarebbe stato notificato un avviso di garanzia dalla procura di Milano in relazione ad alcuni episodi della stagione 2024/25

Il designatore degli arbitri di Serie A e B, Gianluca Rocchi, indagato dalla Procura di Milano, a quanto si apprende, per“concorso in frode sportiva“, in relazione ad alcuni episodi della stagione 2024/25. Nelle scorse ore gli sarebbe stato notificato un avviso di garanzia. L’inchiesta è condotta dal pubblico ministero Maurizio Ascione della Procura di Milano, e sarebbe scattata in seguito ad un esposto nell’estate dello scorso anno. Tutto era partito nel maggio 2025 tramite lettera-denuncia (inviata all’Aia) di Domenico Rocca, 42 anni di Vibo Valentia, ex assistente che in Napoli-Fiorentina del 17 maggio 2024 ha vissuto la sua ultima gara in Serie A e il 9 maggio 2025 (Spezia-Cremonese) la sua ultima partita in B. La denuncia a livello sportivo tantop per cambiare…era stata archiviata . Ora però è entrata in campo la magistratura penale.

La questione è inerente al campionato 2024-25 ed è stata rilanciata dall’agenzia AGI con video annesso nel quale il “varista” Daniele Paterna si gira verso la vetrata che isola i componenti della sala di Lissone, chiede se è rigore a qualcuno e immediatamente dopo l’arbitro (Maresca) della gara Udinese-Parma (marzo 2025) viene richiamato per una “on field review“, quindi a video affinché possa vedere che quel penalty è da assegnare. Il filone sportivo era stato aperto per iniziativa dell’assistente Domenico Rocca, poi archiviato dalla giustizia sportiva, che scrisse una lettera all’Aia aprendo di fatto il “terremoto”.

Gianluca Rocchi indagato per frode sportiva

La partita del primo marzo 2025

1 marzo 2025: la partita è Udinese-Parma, il campionato è quello poi vinto dal Napoli al fotofinish sull’Inter. Siamo nella sala Var di Lissone. I tre addetti discutono, guardano e riguardano un episodio su una «possibile mano». «Non mi sembra fuori dalla sagoma, guarda la posizione del braccio, mi sembra sul corpo» dice Daniele Paterna che pare orientato a escludere l’assegnazione del rigore. A un certo punto di gira di scatto, guarda indietro e dal labiale si vede chiaramente che afferma:“È rigore”. Un attimo dopo comunica a Fabio Maresca, l’arbitro in campo: “Un attimo Fabio, controllo l’APP” (Attacking Possesion Phase, cioè la fase di gioco monitorata dal Var). “È possibile calcio di rigore, Fabio, ti consiglio on field review per possibile calcio di rigore”Alla fine di questpo scambio il penalty viene fischiato. Verso chi si gira Paterna? L’ipotesi contenuta nell’esposto di Domenico Rocca, archiviato dalla giustizia sportiva, è che il designatore Gianluca Rocchi “si alza rapidamente dalla postazione per bussare più volte sul vetro della stanza di Paterna Var e Sozza Avar per richiamare la loro attenzione e che a loro volta chiameranno l’arbitro per un on field review”

La gomitata di Bastoni

In un invito a comparire inviato nei mesi scorsi a uno degli Avar indagati per concorso in frode sportiva, si fa riferimento alla partita Inter-Verona dell’8 gennaio 2024. L’episodio dubbio è una gomitata del difensore nerazzurro Alessandro Bastoni al giocatore gialloblu Duda. Il dialogo tra l’ arbitro Michael Fabbri, e Luigi Nasca, addetto al Var, è stato rivelato integralmente nell’incontro di Coverciano: “C’è a terra qualcuno. No, aspetta. Fischia, fischia, ma fischia santo cielo. Voglio vedere che è successo. Parte tutto da qua, magari si vede il giocatore che cade, lascio questa camera”, dice Nasca, e Fabbri gli replica: “Ho detto che lui (cioè Duda, ndr) si è alzato, mi ha guardato e poi si è rimesso giù. Si alza, mi guarda e poi si rimette giù, questa è furbizia!” . Fabbri veniva accerchiato dai giocatori del Verona, Nasca rivede le immagini del contatto tra Bastoni e Duda e decide di convalidare il decisivo gol di Frattesi: “Fammelo rivedere tutto. Bandiere, qualcosa? No, nessuna bandierina (utilizzata per segnalare potenziali fuorigioco, ndr). Vai, vai, vai, vai. Adesso fammi rivedere. Qui è tutto regolare. Fammi rivedere il tiro. Buona, vai, dai veloce. Regolare. Fammi rivedere un attimo solo. Michael, sono Gigi: gol regolare, gol regolare“. 

Le tensioni tra AIA e FIGC e il cambio di regolamento

La porta della stanza del Var deve essere chiusa, nessuno può entrarci né condizionare chi è chiamato alle delicate decisioni ma ha una vetrata da cui è possibile vedere tutti gli operatori al suo interno e viceversa. Dopo la denuncia di Rocca e la segnalazione di Antonio Zappi, l’allora presidente dell’AIA (associazione italiana arbitri) inoltrò immediatamente la segnalazione alla Procura della Figc e predispose un cambio di regolamento che obbligava chiunque andasse a Lissone, a cominciare da Rocchi, a redigere una puntuale relazione in cui avrebbe dovuto specificare il tipo di attività svolta. Da quel momento nessuno del team di Rocchi ci è più andato. Anche la Figc iniziò a inviare gli ispettori della Procura Federale a controllare. Da allora nessuno del team di Rocchi è più andato a Lissone, i rapporti tra Zappi e Rocchi e i vertici federali si sono incrinati e si è cominciato a ipotizzare la scissione della Can serie A (commissione arbitri nazionale serie A) dal controllo dell’AIA.

Considerato che (all’interno del centro di Lissone) nessuna interferenza può essere messa in atto fra chi è fuori dalle stanze – visibili con vetrata trasparente – e chi in quel momento sta operando su una partita, da quel giorno, innescando crepe che evidentemente non si sono mai rimarginate, l‘Aia (per decisione dell’ex presidente Zappi che davanti a quella lettera denuncia di Rocca disse: “Sarà valutata ogni azione che tuteli l’ Associazione, ho contattato subito il designatore Rocchi che mi ha informato di aver fatto una segnalazione alla Procura Figc”) aveva addirittura deciso di inviare ispettori federali per verificare il sano svolgimento dei lavori durante le gare, quindi senza interferenze, e per chi si fosse recato a Lissone durante gli eventi di redigere successivamente una relazione dettagliata.

Quella denuncia, che risulta esser stata archiviata a livello sportivo, adesso riemerge a livello penale: sotto la lente ci sarebbero anche altre le gare in questione, compresa Inter-Verona del gennaio 2024 in cui non ci fu una chiamata da parte del var Nasca alla “on field review” per la gomitata di Bastoni a Duda, un errore chiaro ma come se ne sono visti altri. Resta il fatto che, tornando a Udinese-Parma, quel girarsi da parte di Paterna è ancora sotto la lente degli inquirenti.

Sono tre i capi d’imputazione nell’avviso di garanzia visionato dall’Agi. Nel primo si legge che Rocchi “quale designatore arbitrale dell’Aia, in concorso con più persone presso lo stadio San Siro, durante la gara di Coppa Italia ‘combinava’ la designazione del direttore di gara per la partita di campionato di serie A Bologna-Inter (20 aprile 2025) nella persona di Andrea Colombo, siccome ‘arbitro’ gradito alla squadra ospite, l’Inter, impegnata nella lotta alla corsa scudetto, ormai alle battute finali della stagione calcistica“.

Nel secondo capo d’imputazione lo scenario si allarga. Rocchi, scrive il pm, “quale designatore in concorso con più persone presso lo stadio San Siro, durante la gara di andata di Coppa Italia (2 aprile 2025), ‘combinava‘ o ‘schermavala designazione del direttore di gara Daniele Doveri, ponendolo alla direzione della semifinale del torneo (23 aprile 2025) onde assicurare poi all’Inter direzioni di gara diverse dal ‘poco gradito’ Doveri per la eventuale successiva finale di Coppa Italia e per il resto delle partite del campionato di serie A” che erano di “maggiore interesse per la squadra milanese”.

Nel terzo capo d’imputazione e’ riferito a Udinese-Parma dell’uno marzo 2025 quandoin qualità di supervisore Var, in concorso con altre persone, durante lo svolgimento della partita condizionava l’addetto Var Daniele Paterna inducendolo all”on field review il direttore di gara Fabio Maresca ai fini dell’assegnazione del calcio di rigore a favore della squadra friulana, sebbene Paterna fosse di diverso avviso”

Da quanto apprende tra gl indagati c’è anche il supervisore Var, Andrea Gervasoni. Il designatore Rocchi, Interpellato dall’Ansa, ha poi confermato l’indagine:”Questa mattina ho ricevuto un avviso di garanzia. Sono sicuro di aver agito sempre correttamente ed ho piena fiducia nella magistratura dichiarando di essere ‘sereno e di andare avanti’, ed quanto si apprende dalle dichiarazioni del suo legale, si difenderà per smontarle. Ma dovrà farlo con la procura di Milano che è ben altra cosa rispetto alla procura FIGC…. Vedremo. Nel frattempo Rocchi verrà sentito in procura a Milano il prossimo 30 aprile alle 10. e nel frattempo si è autosospeso. In merito alla vicenda odierna, in accordo con l’Aia e per il bene del gruppo CAN che deve poter operare nella massima serenità, ho deciso di autosospendermi, con decorrenza immediata, dal ruolo di responsabile Can – ha detto l’ex arbitro –. Questa scelta, sofferta, difficile ma condivisa con la mia famiglia, vuole permettere un corretto decorso della fase giudiziale, da cui sono certo uscirò indenne e più forte di prima“.

Nicchi: “Si faccia chiarezza”

“Rocchi indagato per frode sportiva? Si, ho visto la notizia – ha detto l’ex presidente dell’Aia Marcello Nicchi all’Adnkronos –. Cerchiamo ora di vedere cosa c’è. Rocchi sereno? Ci mancherebbe che non lo fosse. È un periodo che ci sono tante cose da fare e da prevedere, ma la situazione è quella che è. Gli arbitri in questo momento avrebbero bisogno di essere aiutati e supportati, ma se si continua con queste storie si va poco lontano – ha poi aggiunto –. Speriamo che sia fatta chiarezza, ma con la preparazione ai Mondiali, l’Aia con il presidente inibito, la Figc con il presidente dimissionario che va verso le elezioni, gli arbitri che non fanno più parte del Consiglio federale, non sono buone notizie. Ci sono tante storie, ma sembra che nessuno se ne sia reso conto». Infine: «Io sono qua, ascolto, vedo, osservo e sento, ma mi piacerebbe che qualcuno prendesse delle decisioni. Vedo un po’ tutti interdetti. Ho fatto 12 anni il presidente dell’Aia, oltre che 55 anni l’arbitro, mai avuto un problema. È triste, soffro a vedere quanto sta succedendo“.

Dal Coni è trapelato che il capo della Procura generale dello Sport, Ugo Taucer, ha appena chiesto una relazione immediata a Giuseppe Chinè, responsabile della Procura della FIGC che a suo tempo aveva archiviato gli atti ricevuti dall’Aia, 

C’è solo un modo per tutelare il sistema sportivo e rispettare tifosi e appassionati: trasparenza, tempestività e parità di trattamento quando si affrontano ipotesi di inosservanza delle norme sportive”. Lo scrive su X il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, intervenendo sull’inchiesta riguardante il designatore arbitrale Gianluca Rocchi. Il ministro sottolinea che l’aspetto più grave emerso finora riguarda il modo in cui la denuncia sarebbe stata gestita all’interno del sistema calcisticoFinora nessun riscontro pubblico, così come non sappiamo chi abbia ricevuto la denuncia e quale organo sia stato investito della questione“, aggiunge. Abodi afferma quindi di aspettarsi dal Coni, il prima possibile, informazioni formali sulla vicenda. “Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze”, conclude il ministro



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