La premier Giorgia Meloni cerca di mettere un fermo ai rincari innescati dalla guerra in Medio Oriente, soprattutto quelli che svuotano i portafogli di chi percorre chilometri ogni giorno. Una manovra stringente: da un lato in pressing sull’Europa, dall’altro le misure per fermare la folle corsa dei prezzi di diesel e benzina. E lo fa cercando di preservare i conti pubblici, ma allo stesso tempo pigiando sull’acceleratore: dietro lo scatto si cela anche la preoccupazione per il referendum sulla giustizia.

Arriva lo sconto per benzina e diesel
Arrivato puntuale in serata, con un consiglio dei ministri a sorpresa il semaforo verde al Decreto Carburanti, con uno sconto al distributore di 25 centesimi al litro per venti giorni. È il taglio ai prezzi che doveva arrivare a fine mese, attendendo le coperture dell’extragettito Iva. Ma il Governo ha deciso di giocare d’anticipo, pur circoscrivendo i tempi a tre settimane. Il ministero dell’Economia e delle Finanze, Giorgetti, l’alchimista dei numeri, nell’incontro con la premier Meloni e con il ministro dell’Ambiente, Pichetto Fratin, che ha preceduto il Cdm ha ricordato la rotta, il parametro del 3% per uscire dalla procedura d’infrazione: non possiamo permetterci passi falsi. E in consiglio dei ministri è stato rimarcato più volte come il taglio è temporaneo. La stessa premier rassicura e avverte: “Sarebbe un errore intervenire sull’onda di isterismi. Se servirà, interverremo ancora, ma dobbiamo farlo monitorando la situazione. Step by step”.

L’ intervento immediato
La misura dovrebbe calmierare i prezzi già a partire da oggi – quando mancano tre giorni alle urne – con cali che qualcuno tra i ministri stima in ben 30 centesimi al litro. Ai ministri Adolfo Urso e Francesco Lollobrigida viene affidato il mandato di avvisare le compagnie a non alzare i prezzi. A stretto giro dall’ok del Cdm è arrivata anche la firma del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in. maniera tale da accelerare la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e di fatto renderlo immediatamente operativo.
Durante il cdm, la presidente del Consiglio ha illustrato anche la strategia che intende portare avanti in Europa, a cominciare dalla partita per accelerare il restyling dell’Ets. Ha spiegato che dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha avuto delle rassicurazioni, non esclude di tornare a convocare il Cdm già domani, al suo rientro da Bruxelles. Nel frattempo gli indugi sono stati rotti, con la crisi in Medio Oriente entrata nella terza settimana di conflitto.
La sforbiciata sui prezzi di benzina e diesel è composta da un taglio di 20 centesimi delle accise e da 5 centesimi di Iva in meno (due delle quattro voci che compongono il prezzo). Per il Gpl il risparmio sarà invece di 12 centesimi. L’intervento è temporaneo. Sia per ragioni di bilancio (l’intero costo del provvedimento è di circa 550 milioni), sia perché servirà valutare come procederà il conflitto. “Combattiamo la speculazione e intanto abbassiamo immediatamente il prezzo”, ha comunque assicurato la premier Meloni, intervistata dal Tg1.

I sostegni
Oltre all’intervento sui costi al distributore, il provvedimento prevede un credito d’imposta per autotrasportatori e per pescatori. Per i primi il bonus sulla spesa per il carburante sarà di tre mesi, con una percentuale ancora da decidere, stabilità da un decreto ministeriale. Per l’industria ittica si parla 20%. Assieme agli aiuti è stato inoltre costruito un sistema di controlli serrati contro la speculazione, rafforzando i poteri di Mr. Prezzi. Ieri, la riunione del cdm in tarda serata è stata anticipata da confronto avuto nel primo pomeriggio in prefettura a Milano tra il vicepremier Matteo Salvini, il ministro dell’Economia e le compagnie petrolifere. Da giorni la Lega premeva per un intervento in tempi brevi e già dalla scorsa settimana Salvini aveva annunciato la volontà di mettersi al tavolo con gli operatori.
“Abbiamo chiesto ai petrolieri un prezzo medio massimo da non superare”, ha spiegato Salvini. L’idea è che non si debba andare oltre 1,9 euro al litro, dall’attuale situazione che vede il diesel sopra quota 2 euro. Fissato per la prossima settimana un nuovo confronto con gli operatori necessario a capire se i prezzi sono in linea con le attese governative oppure no. E se non bastasse viene istituito uno speciale regime anti-speculazione, nel sistema di distribuzione dei carburanti che coinvolge Mr. Prezzi, la Guardia di Finanza e l’ Antitrust per eventuali sanzioni e, se necessario, anche la magistratura





