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21 Luglio 2026 10:56

Bastoni indagato per prostituzione minorile: sesso a pagamento con una ragazza di 17 anni

È stato uno dei tuttofare della "Ma.De", l'agenzia in questione, a mettere il difensore dell' Inter in contatto con la minorenne, come si evince dalle chat. Convocati in Procura come testimoni i calciatori Daniel Maldini, Riccardo Calafiori e Kevin Bonifazi.

Alessandro Bastoni, difensore dell’Inter e della Nazionale, è indagato per prostituzione minorile nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla pm Rosaria Stagnaro e dall’aggiunta Bruna Albertini, sulla Ma.De.  società di eventi di Cinisello Balsamo che, è l’ipotesi investigativa, avrebbe organizzato serate ‘all inclusive‘ per i clienti vip nei locali alla moda milanesi. Come confermato da ambienti giudiziari, ha ricevuto oggi un invito a comparire per venerdì prossimo. Secondo gli accertamenti del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Milano della Guardia di Finanza avrebbe avuto un rapporto con una ragazza all’epoca dei fatti soltanto 17enne, quindi minorenne.

Dormo qui e domani mattina mi riaccompagnano a casa, messaggia alle 4 e 16 della notte del 10 luglio 2020 fa M. al pr Alessio Salomone. Un messaggio che per la Procura di Milano è un indizio concreto che la ragazza, che in quel momento aveva solo 17 anni, stava trascorrendo con il difensore dell’Inter Alessandro Bastoni la notte di sesso a pagamento che aveva organizzato il pr nell’ambito del servizio “tutto compreso” che l’agenzia di eventi Ma.De. offriva ai ricchi e viziati calciatori di serie A.  Accuse che si basano anche su episodi degli anni passati che emergono dalle chat tra gli indagati. Come quella a cavallo tra il 9 e il 10 luglio 2020 in cui Salomone scrive al giocatore dell’Iter “dice chiaramente che la ragazza è disponibile” a fare sesso con lui, “purché il giorno successivo si premuri a farla riaccompagnare a casa“. 

L’Inter nella 31a giornata di serie A ha pareggiato 2-2 a Verona , Salomone chiarisce senza tanti giri di parole al calciatore che sta rientrando in Porsche a Milano : “La minorenne credo che ti vuole c… (fare sesso, ndr). Mi chiede cosa pensa di me Alessandro?“, segue apprezzamento entusiasticamente volgare sulle doti estetiche della giovane. “Oggi era carica? O non fa la t.…”, domanda l’altro. “Secondo me si vuole divertire, però oggi sta soft”. Salomone messaggia Bastoni in piena notte, sono le 3.47: “Mi raccomando … (nome della minorenne, ndr), amico. Mi raccomando”. Subito dopo, protettivo, fa lo stesso con la ragazza e le messaggia: “Qualsiasi problema scrivimi. Tutto ok”. La risposta, arriva dopo quasi mezz’ora: “Sisi tutto okei. Sono a casa di (Bastoni, ndr) dormo qui”. Sentita come testimone, la ragazza avrebbe dichiarato di non aver ricevuto nulla da Bastoni.

L’avvocato Salvatore Scuto, che difende Alessandro Bastoni nell’inchiesta, in una dichiarazione all’ AGI, ha sostenuto che “Il mio assistito esclude di avere avuto un rapporto con una ragazza che sapeva essere minorenne. L’invito a comparire per venerdì 3 luglio è al buio, non sappiamo nulla delle indagini. Valuteremo se rispondere o meno ai pm” .

Al centro del caso, che ora ha un primo indagato di peso nel mondo del calcio, c’è l’agenzia di eventi e presunta società «schermo», la Ma.De Milano, che avrebbe organizzato serate in qualche caso anche con la droga della risata, per i clienti vip disposti a sborsare molti soldi, nei locali alla moda milanesi e in alberghi di lusso. Si indaga infatti sull’esistenza di un presunto giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, fatto di escort che sarebbero state spinte ad «acchiappare», così veniva detto nelle intercettazioni, giocatori di serie A e non solo e altri sportivi. Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, i due titolari dell’azienda “Ma.De. Milano”, si trovano al momento agli arresti domiciliari con l’accusa di sfruttamento della prostituzione.

Nei giorni scorsi il Tribunale del Riesame aveva confermato i domiciliari per i due, rigettando la richiesta di annullamento della misura cautelare. La difesa sostiene che la società fosse una normale agenzia di organizzazione eventi, estranea a qualsiasi attività di prostituzione, e che eventuali rapporti privati tra clienti e ragazze fossero esterni all’organizzazione delle serate. Le verifiche, intanto, sono andate avanti anche con le analisi sui telefoni sequestrati ad arrestati e indagati, ma anche consegnati dalle ragazze. Analisi attraverso, in particolare, una lunga lista di “parole chiave”, tra cui pure oltre 60 cognomi di calciatori più o meno noti, per cercare eventuali riscontri degli incontri e della gestione degli appuntamenti nelle chat. Infine si sta ricostruendo anche il giro di denaro dei presunti sfruttatori, che avrebbero incassato il 50 per cento almeno di ogni pagamento per le prestazioni sessuali,

È stato quindi uno dei tuttofare della “Ma.De”, l’agenzia in questione, a mettere il difensore dell’ Inter in contatto con la minorenne, come si evince dalle chat. Oltre all’avviso di garanzia per Bastoni, la Guardia di Finanza ha notificato atti per un invito a rendere sommarie informazioni ad altri tre giocatori che non sono indagati ma vengono chiamati esclusivamente in qualità di testimoni: Daniel Maldini attaccante dell’Atalanta , Riccardo Calafiori centrale dell’Arsenal e difensore della Nazionale, e Kevin Bonifazi difensore del Bologna e un altro paio di calciatori.

Sono state le stesse ragazze, nelle intercettazioni, a confermare che gli incontri sarebbero avvenuti dietro pagamento. “Forse viene anche il nero, quello con cui ho fatto la videochiamata che mi sono tromb… l’altra volta. Vabbè lui bene perché almeno guadagno qualcosa se viene. E anche su P. dovrei guadagnare qualcosa“, spiegava una di loro al telefono. A tenere i contatti con i clienti, soprattutto i calciatori di serie A, erano gli addetti alle pubbliche relazioni Fabio Barbera, indagato a piede libero, e Alessandro Salamone, collaboratori della coppia di imprenditori Ronchi-Buttini. Il centro degli affari era il “Pineta“, discoteca in zona Farini, di cui Ronchi diceva di aver l’uso esclusivo del super privé per l’organizzazione delle serate del sabato e della domenica. Le più importanti, perché coincidenti con gli anticipi e i posticipi serali delle partite delle squadre milanesi a San Siro.

Dal punto di vista sportivo, il procuratore federale Chinè chiederà gli atti alla Procura di Milano, ma se si accerterà che i fatti siano stati compiuti in un contesto lontano dal calcio, è difficile vengano presi provvedimenti. La vicenda potrebbe destabilizzare il calciatore, ma a livello sportivo l’Inter può dirsi tranquilla.

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