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20 Luglio 2026 18:36

Al Taranto Finanza Forum gli esperti chiedono consapevolezza per gli investimenti

L'edizione 2014 del Taranto Finanza Forum lancia un'esortazione rivolta agli imprenditori del Sud Italia, affinché per entrare nel mercato collaborino tutti insieme

«Il problema principale delle imprese del Sud Italia è dato dall’eccessiva frammentazione. C’è poco gioco di squadra per poter aggredire i mercati, soprattutto quelli esteri ed emergenti». E’ questo il monito che emerge dall’edizione 2014 del Taranto Finanza Forum. la manifestazione promossa da BCC San Marzano di San Giuseppe in collaborazione con GAL Colline Joniche e Directa, e dedicata all’analisi dei mercati e alle strategie d’investimento, esperti e tecnici hanno tastato il polso alle criticità della nostra economia che, nonostante le molteplici potenzialità, subisce in maniera importante lo stallo di una fase di recessione sempre più acuta.

Per Luca Lazzaro, Presidente di Confagricoltura Taranto: «Siamo in un territorio in cui abbiamo la rappresentazione della fine di un modello, quello fordista, che dà 15mila posti di lavoro. Ma abbiamo un modello possibile alternativo, diverso, si chiama Green Road. L’agricoltura e l’agroalimentare sono protagoniste in questo e quale migliore occasione se non quella di partecipare ad Expo e raccontare le nostre esperienze e le nostre potenzialità. Confagricoltura Taranto ci  ha creduto dal principio ed ora si fa carico di accompagnare le imprese, sempre più competitive, in questo processo»

Per Antonio Prota, Presidente GAL Colline Joniche «Fondamentali sono gli obiettivi del GAL e della Green Road orientati alla sostenibilità e legati all’aggregazione per promuovere progetti di sistema e internazionalizzazione puntando su Expo 2015 con la quale abbiamo aperto una corsia di dialogo privilegiata con le nostre buone pratiche».

«Se vogliamo guardare a nuovi mercati – ha detto Michele Lenoci, esperto di internazionalizzazione ed export – dobbiamo prima di tutto essere in buona salute. Oggi, invece, molte aziende al collasso puntano all’estero come ultima spiaggia. Giocare la carta dell’internazionalizzazione, invece, richiede chiarezza di idee e capacità di investimenti per partire da zero in piazze che non stanno certo aspettando noi. Andare all’estero vuol dire partecipare alle Olimpiadi e non alla partita scapoli-ammogliati. Va da sé che è richiesta, inevitabilmente, competenza e capacità di avviare nuovi percorsi imprenditoriali. Meglio se giocando di squadra».

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