Aeroporto di Grottaglie. Le “bufale” di Emiliano ed il “niet” del Ministro Delrio

Aeroporto di Grottaglie. Le “bufale” di Emiliano ed il “niet” del Ministro  Delrio

Come si può pensare di sviluppare il turismo in Puglia, spendendo soldi pubblici per portare i cicloamatori anche al Sud quando mancano i trasporti ferroviari ? Non era un caso che accanto ai ministri Delrio e Franceschini, erano seduti accanto gongolando il Presidente della Regione Lombardia Maroni e quello della Regione Veneta Zaia, mentre gli altri rappresentanti regionali, compreso quello della Puglia, erano presenti di fatto solo per una firma e la foto di gruppo.

di Antonello de Gennaro

Nello stesso momento in cui il Ministro dei Trasporti Graziano Delrio (Pd) in una conferenza stampa a Roma annunciava alla presenza dell’imbarazzato e silente  vicepresidente della Regione Puglia Antonio Nunziante il nuovo sistema delle ciclovie turistiche dichiarandoci che “non c’è alcun motivo di rendere turistico l’aeroporto di Grottaglie che secondo il Ministero è ben utilizzato per il sistema dell’industria aerospaziale e per i droni“, il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano nell’incontro sulla situazione dell’aeroporto “Arlotta” di Grottaglie tenutosi a Bari, a cui sono state invitate rappresentanti delle istituzioni, sociali e associative della provincia di Taranto, ha sostenuto esattamente il contrario e cioè che  “è sbagliato utilizzare l’aeroporto di Taranto-Grottaglie solo per le aziende aerospaziali”

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Accanto ad  Emiliano, vi era l’amministratore unico di Aeroporti di Puglia, Giuseppe Acierno, ed il direttore della società regionale aeroportuale Marco Franchini.Siamo riuniti qui  con il management di Aeroporti di Puglia – ha detto Emilianoper capire come utilizzare nella migliore delle maniere l’aeroporto di Grottaglie. Non perché ci sia una pressione in particolare, ma perché una pista così bella, un luogo così strategico, la presenza del porto, l’ipotesi di riconvertire la monocoltura dell’Ilva, sono tutte questioni che fanno intravedere la possibilità di un futuro diverso per Taranto che potrebbe passare anche dall’aeroporto“.

Emiliano ancora una volta si contrappone quindi alle politiche del Governo Renzi sostenendo che “dedicare un’infrastruttura a un’unica destinazione è comunque un errore. Se riusciamo a riempirle di qualunque tipo di contenuto e a saturarne l’utilizzo, è meglio che dedicarli a usi specifici. Invece dobbiamo aprirlo a tutti gli usi possibili, perché l’economia di mercato fa il lavoro che la pianificazione non riesce a fare

L’ Italia a due velocità.  Il ministro Graziano Delrio noto appassionato utilizzatore della bicicletta nella conferenza stampa tenutasi ieri annunciato trionfalmente che “per la prima volta si riconosce alle ciclovie turistiche la valenza di infrastrutture nella pianificazione nazionale del Ministero  nell’ambito delle politiche di mobilità sostenibile e interconnessa. Si inseriscono in una strategia più ampia del Ministero per la ciclabilità, che prevede una Rete Ciclabile Nazionale partendo dalle dorsali di Eurovelo, su cui si innestano reti regionali, intermodalità e ciclostazioni, e azioni per la Ciclabilità urbana e la sicurezza”, annunciando investimenti contenuti nella Legge di  Stabilità per  91 milioni per il triennio 2016-2018.

Nei prossimi anni l’Italia dovrà governare la crescita dei flussi turistici e il sistema delle ciclovie che secondo Del Riorappresenta uno strumento fondamentale per sviluppare quel modello di sviluppo sostenibile e diffuso che vogliamo per il nostro Paese”. I tre protocolli d’intesa firmati ieri a Roma riguardano la progettazione e la realizzazione di una “Ciclovia Ven-To” da Venezia (VE) a Torino (TO), siglato tra Mit, MibactRegioni Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte; una “Ciclovia del Sole” da Verona (VR) a Firenze (FI) siglato tra Mit, Mibact e Regioni Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, e dulcis in fundo …la  Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese” da Caposele (Avellino) a Santa Maria di Leuca (Lecce), siglato tra Mit, Mibact e Regioni Campania, Basilicata e Puglia.

Il progetto di Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese nasce dalla volontà della Regione Puglia, Assessorato alle Infrastrutture e Mobilità, di rendere accessibile al pubblico e percorribile in bicicletta, quale greenway, la strada di servizio, normalmente vietata all’accesso e al transito ordinario in quanto destinata soltanto al personale autorizzato, che corre lungo il Canale Principale dell’Acquedotto pugliese. Si tratta di circa 500 chilometri attraverso 3 regioni. Il tracciato è stato già individuato all’interno del progetto di cooperazione internazionale di cui è capofila la Regione Puglia e la ciclovia dell’Acquedotto, d’intesa con la Fiab, titolare del marchio “Bicitalia“, è diventata variante pugliese dell’itinerario n. 11 (“Ciclovia degli Appennini”) della rete ciclabile Bicitalia.

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Delrio ha annunciato “trionfalmente”…. che i nuovi treni, compresi anche quelli regionali avranno delle carrozze predisposte per consentire ai passeggeri della rete ferroviaria di poter viaggiare trasportando con sè in treno anche le proprie biciclette. Ma probabilmente il ministro delle infrastrutture e trasporti Delrio, non viaggia molto al Sud dove si reca solo e soltanto per tagliare qualche inutile nastro (Porto di Taranto) o piangere con le solite ciniche lacrime di coccodrillo politico le morti ferroviarie come accaduto recentemente nel barese.

Davanti alle domande incalzanti del Corriere del Giorno, presente alla conferenza stampa con il suo Direttore, e cioè di come il Ministro Delrio ha cercato di sviare davaneti alle contestazioni di una realtà di fatto. La regione pugliese è negli ultimi anni la località turistica più visitata ed apprezzata d’ Europa, non è raggiunta dall’ Alta Velocità ferroviaria che come ben noto a tutti, nel Mezzogiorno si ferma a Salerno. I convogli (non ad alta velocità della Freccia Rossa arriva  a Lecce soltanto del 12 giugno scorso  soltanto nel fine settimana, con una partenza da Milano della prima corsa fissata alle 6 del mattino con arrivo nella stazione del capoluogo salentino alle 14.06. Otto ore di treno (se questa è alta velocità…) e  costo del biglietto 69,90 euro. Il rientro verso il nord, con partenza da Lecce, alle 15.40 (da Brindisi alle 16.05 e da Bari alle 17.04), con arrivo a Milano alle 23.50. Il “contentino” alla Puglia è servito: due treni al giorno e solo durante il weekend !

La Regione Puglia ed il Governo in questa fase iniziale dichiararono “populisticamente” che si sarebbero fatti carico, sulla scorta dell’intesa siglata l’autunno scorso a Roma, di compensare eventuali deficit (le perdite attualmente sulla linea ferroviaria  Milano-Bari attualmente ammonterebbero a circa 2milioni e mezzo di euro. La solita promessa di “supporto pubblico” annunciato e promesso ma di cui al momento restano solo tante belle inutili parole. Cioè balle !

Come si può pensare di sviluppare il turismo in Puglia, spendendo soldi pubblici per portare i cicloamatori anche al Sud quando mancano i trasporti ferroviari ? Non era un caso che accanto ai ministri Delrio e Franceschini, erano seduti accanto gongolando il Presidente della Regione Lombardia Maroni e quello della Regione Veneta Zaia, unici ad intervenire e parlare trionfalmente dell’incremento turistico nelle loro regioni. Gli altri rappresentanti regionali, compreso quello della Puglia, presenti di fatto solo per una firma e la foto di gruppo.

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L’ Autorità Portuale di Taranto. Abbiamo chiesto al Ministro Delrio al termine della conferenza stampa, ed   alla presenza di altri colleghi qualche novità sulla nomina del nuovo Presidente dell’ Autorità Portuale di Taranto, dopo che da un anno è commissariata dal’ ex presidente Avv. Sergio Prete (il vero responsabile della fuga da Taranto di tutti gli operatori portuali) .  Ci è stato risposto che entro l’estate verrà nominato il nuovo Presidente dell’ Autorità Portuale di Taranto.

Resta a questo punto da augurarsi che le procedure e valutazioni per la nomina, non si rivelino analoghe a quelle del porto di Agusta e finite nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Potenza, che hanno conseguito le dimissioni dell’ ex-ministro dello sviluppo economico Federica Guidi, a causa del pieno coinvolgimento nell’inchiesta del suo ex- compagno. E sopratutto che finalmente il Porto di Taranto abbia un presidente operativo e competente. Cioè il contrario dell’attuale commissario Prete specializzato nel presentare alla stampa ed alle autorità tanti bei progettini e tagli di nastro, appropriandosi peraltro del successo di iniziative di altri per attrarre il passaggio e sosta a Taranto di navi da crociera turistiche a partire dal 2017 successo questo conseguito in realtà dallo Ionian Shipping Consortium di Taranto, e non certo dall’ inerte Autorità Portuale. L’ avvocato Prete ha un solo merito….: quello di  aver svuotato dagli operatori, merci e container il porto di Taranto che sembra sempre di più una cattedrale semideserta nei traffici marittimi. Ma in realtà è un demerito e Prete andrebbe accompagnato alla porta di uscita senza “se” e senza “ma” e opratutto a gran velocità !

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