Addio Cassius Clay-Muhammad Ali “leggenda” dello sport e nella vita

Addio Cassius Clay-Muhammad Ali  “leggenda”  dello sport e nella vita

Non è stato solo una leggenda del pugilato, ma un uomo dotato di grande sensibilità, carismatico, impegnato nella lotta per i diritti civili e nelle battaglie sociali in favore della comunità afroamericana. Se ne va un grande uomo, un grande esempio di vita, passione e sport.


Schermata 2016-06-04 alle 11.35.24Muhammad Ali
è morto nella notte in un ospedale di Phoenix, in Arizona. Lo ha reso noto la famiglia con un comunicato. L’ex campione del mondo dei pesi massimi e oro olimpico alle Olimpiadi di Roma 1960 era stato ricoverato per “precauzione” 48 ore fa, cioè giovedì 2 giugno . Le sue condizioni non erano state giudicate gravi, ma considerata l’età e il morbo di Parkinson di cui era malato, i medici avevano scelto la strada della prudenza.

Aveva lasciato la boxe nel 1981, era stato in ospedale diverse volte negli ultimi anni. L’ultima nel gennaio 2015, per una grave infezione alle vie urinarie, sebbene in un primo momento gli fosse stata diagnosticata una polmonite. Da anni le sue apparizioni pubbliche erano state rare, ed era apparso nelle più recenti sempre più fragile e sofferente . L’ultima sua apparizione pubblica è stato lo scorso 9 aprile, quando aveva voluto partecipare alla ‘Celebrity Fight Night’ a Phenix in Arizona (USA), un evento annuale che è anche occasione per una raccolta fondi a favore della ricerca contro il Parkinson. Sorretto per tutto il tempo e con il viso nascosto dietro un paio di occhiali scuri era in evidenti difficoltà fisiche. Precedentemente aveva preso parte ad un tributo a lui dedicato a Louisville nel Kentucky, nella sua città natale.

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Il morbo di Parkinson di cui soffriva fu evidente al mondo per il suo tremore delle mani mentre accendeva la torcia olimpica nel 1996, ai Giochi di Atlanta. Eppure Muhammad Ali come figura pubblica era sempre rimasto attivo a lungo, sempre “combattivo” nelle sue battaglie sociali,  . Nonostante la sofferenza soltanto negli ultimi anni si era del tutto ritirato a vita privata. Alcuni esperti sostengono che la malattia possa essere stata causata dai colpi presi sul ring nel corso della carriera. La sua traccia resta indelebile, non solo in quanto sportivo e campione, ma anche come una delle personalità più rilevanti e influenti del ventesimo secolo, forse una tra le figure oggi più riconoscibili in tutto il mondo.

Schermata 2016-06-04 alle 11.33.00Nato Cassius Marcellus Clay Jr.,nel 1964, dopo essersi convertito all’Islam cambiò il suo nome in Muhammed Ali . Divenne un simbolo per il movimento di liberazione dei neri negli Stati Uniti durante gli anni ’60, anche per aver sfidato il governo americano, opponendosi all’arruolamento nell’esercito per la Guerra in Viet Nam per motivi religiosi. È stato sposato quattro volte e ha nove figli.

Sua figlia Laila “Adoro questa foto di mio padre e mia figlia Sidney da piccola! Grazie per tutto il tuo amore e tutte le tue attenzioni. Sento il tuo amore e lo apprezzo”. Così Laila, figlia maggiore di Muhammad Ali ed anche lei ex campionessa di pugilato, ha scritto su Twitter poche ore prima che suo padre morisse.

La figlia di martin Luther King  – “Grazie a Muhammad Ali. Eri un campione in tutto….. Hai ‘lottato’ bene. Riposa in pace”. Così Bernice King, figlia di Martin Luther King, ha reso omaggio alla leggenda del pugilato.

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Il saluto di Foreman – Lo storico avversario sul ring di Muhammad Ali, George Foreman, ha ricordato su Twitter la leggenda del pugilato. “Io, Frazier e Ali eravamo una persona sola, una parte di me se ne è andata” ed ha aggiunto Foreman “Se ne è andata la parte ‘più grande’ di me”.

Schermata 2016-06-04 alle 11.23.23Kareem Abdul-Jabbar  “Mohammed Ali ha sacrificato gli anni migliori della sua carriera per combattere per ciò che riteneva giusto. Facendo così ha fatto in modo che tutti gli americani, bianchi e neri, potessero camminare a testa alta”. Così ha detto l’ex campione di basket Kareem Abdul-Jabbar per ricordare la leggenda del pugilato su Facebook. “Io sarò pure alto 2,18 metri, ma non mi sono mai sentito così alto come quando ero nella sua ombra”, ha aggiunto l’ex centro dei Los Angeles Lakers.

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Boxe, le frasi famose di Ali: “Vola come una farfalla, pungi come un’ape”

Dopo l’oro di Roma 1960: “Amo vedere il mio nome dove tutti possono leggerlo. Un giorno lo vedrò circondato da brillantissime, brillantissime luci”.
Dopo l’oro di Roma 1960: ““Quando metto giù un avversario immagino che resterà al tappeto. Sarò campione olimpico prima dei 21 anni”.
 25/2/1964, prima del match con Sonny Liston : “Sonny Liston non è niente. Non sa parlare, non sa combattere, ha bisogno di lezioni di dizione, di boxe. E dopo che mi avrà affrontato avrà bisogno di lezioni su come cadere”.
25/2/1964, dopo aver battuto Sonny ListonSono il re del mondo! Sono bello! Sono un uomo cattivo! Svegliati mondo
17 febbraio 1966, Ali spiega il rifiuto di servire l’esercito degli Stati Uniti nella guerra in Vietnam. ”Non ho nulla contro i Vietcong”
Prima del match con Frazier : “Frazier è così brutto che quando piange le lacrime girano intorno alla sua testa e cadono già dietro le spalle. E’ così brutto che dovrebbe regalare la sua faccia al Wwf americano
Dopo la conversione alla religione musulmana : “Cassius Clay è un nome da schiavo. Non l’ho scelto e non lo voglio. io sono Muhammad Ali, un nome di libertà, ora dovete usare quello”.
Prima del match di Kinshasa del 1974E’ un match divino, Foreman rappresenta la cristianità, l’America, la bandiera. Non posso lasciarlo vincere. Rappresenta le costine di maiale”.
Al presidente Ferdinand Marcos delle Filippine pochi giorni dopo aver battuto Frazier nel Thrilla in Manila il 1 ottobre, 1975 : “Ho visto tua moglie. Non sei stupido come sembri
In una conferenza stampa per annunciare un fumetto in cui Ali batte Superman.   “Tutto quello che posso fare è lottare per la verità e la giustizia. Non riesco a salvare nessuno. Superman è un personaggio di fantascienza, e io sono un vero e proprio personaggio”.
20 gennaio 1984, a Seattle per Sugar Ray Seales, cieco a causa del distacco della retina subite durante la boxe. La gente dice che ora parlo lentamente. Ma non è una sorpresa. Ho calcolato che ho preso 29.000 pugni. Ma ho guadagnato 57 milioni di dollari e ne ho messo la parte la metà. Così ho preso un paio di colpi duri. Sai quanti uomini neri sono uccisi ogni anno da pistole e coltelli, senza un centesimo per i loro nomi? Posso parlare lento, ma la mia mente è OK”.
In una conferenza stampa 28 ottobre 1984, a Houston.“Quello che ho sofferto fisicamente vale quello che ho realizzato nella vita. Un uomo che non è il coraggio di correre dei rischi non potrà mai raggiungere qualcosa nella vita”.
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non datate
Tutti quelli che hanno sbattuto le palpebre in quel momento hanno perso il pugno con cui li ho messi giù”
 “E’ difficile essere umili quando si è così grandi come lo sono io
Il gallo canta quando vede la luce. Mettetelo al buio e non canterà più. Io ho visto la luce e ora canto”.
Sono così veloce che l’altra notte ho spento la luce nella mia stanza d’hotel ed ero già nel letto prima che fosse diventato buio”
 “Io combatto non per e ma per i miei piccoli fratelli che stanno dormendo per terra, per la gente di colore che non può mangiare
Ho colpito così forte Floyd Patterson che avrà avuto bisogno di un calzascarpe per rimettersi il cappello in testa
I campioni non nascono in palestra, sono fatti di qualcosa che viene dal loro profondo: un desiderio, un sogno, una visione”.
Dove trovate un altro pugile che scrive poesie, predice le vittorie, batte tutti, fa ridere, fa piangere, ed è alto e supercarino come me?
Un uomo che vede il mondo a 50 anni nello stesso mondo in cui lo vedeva a 20 ha perso trent’anni della propria vita”.
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I “media” tutti con Alì Dalla Cnn a El Pais, l’apertura dei principali siti e media di tutto il mondo è dedicata alla morte di Muhammad Ali: “Il più grande se ne è andato”.  “La leggenda del pugilato muore a 74 anni”, ha titolato la Bbc così come lo spagnolo El Pais ed il francese Le Monde. “Muore un’icona del pugilato“, è l’apertura dell’inglese Guardian che dedica alla notizia un’ampia copertura. “Muhammad Ali, il più grande tutti i tempi”, titola la Nbc che naturalmente apre con la morte del campione come tutti gli altri media americani. “Muhammad Ali, titano del pugilato e del XX secolo muore”, scrive il New York Times. In Sud America, l’argentino Clarin lo celebra come il“miglior pugile della storia” e il brasiliano Globo come “una leggenda nella storia della boxe”. “La leggenda del pugilato è morta”, è anche il titolo dei tedeschi Suddeutsche Zeitung e Frankfurter Allgemeine. L’India Times dedica un editoriale al “più grande pugile di tutti i tempi”. E il convertito all’islam Muhammad Ali è ricordato anche dalle tv panarabe Al Arabiya e Al Jazeera che aprono i loro siti con la notizia della morte.
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