Per le manifestazioni di domani sabato 24 ottobre, in vista dei nuovi cortei e delle manifestazioni, le forze dell’ ordine e l’intelligence italiana è in massima l’allerta . “Alla grande mobilitazione popolare, il governo ha scelto la sua risposta. Martedì 20 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto-legge sulla sicurezza, con un nuovo reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, fino a 5 anni di carcere, l’estensione del fermo preventivo e 500 militari in più per Milano. In meno di due giorni è stato scritto, approvato ed è entrato in vigore un provvedimento che per noi ha un solo significato: un pugno autoritario contro chi dissente, di una durezza che non si vedeva dall’epoca del fascismo”. sostiene il Movimento 17 ottobre (nome preso dalla mobilitazione di sabato scorso) annunciando che “per questo le piazze annunciate per sabato sono annullate“.

ll Movimento 17 ottobre risponde così alle mosse del governo con nuove e diverse disposizioni sul campo. Una risposta che conferma che chi muove i fili conosce le tecniche della guerriglia urbana, e che i decreti che il governo emana contro di loro vengono percepiti come acqua di rubinetto . Ma chi c’è dietro questa sigla? Non c’è un capo, un nome, un collettivo, una foto. Nulla. L’unico elemento che emerge è il comunicato diffuso 48h fa sui social, dal quale si capisce che chi si cela dietro questa sigla ha comunque una certa preparazione politica e livello di informazione.
Il problema a questo punti è capire chi è questo qualcuno che si nasconde dietro questa sigla? Potrebbe essere un collettivo creato su qualche canale Telegram clandestino, un singolo ragazzo che si crede Napoleone, un gruppetto di amici con sogni da megalomani, Ma questo non è un gioco in cui bisogna scoprire “chi è stato”. Dietro la domanda “chi è il Movimento 17 ottobre” ce ne sono altre più importanti: È giusto che un movimento, o comunque un fenomeno che coinvolge migliaia di ragazzi, venga guidato da una entità sconosciuta. È una forma nuova di leadership senza leader con la quale dobbiamo fare i conti?


Una realtà molto pericolosa, esposta a ogni genere di manipolazioni e di rischi
Non è una sorpresa ma anzi la conferma di ciò che abbiamo detto fin dal primo comunicato: un governo che risponde al disagio di una generazione con i soldati, le manette e i decreti non vuole ascoltarci. Vuole che stiamo zitti. Questa risposta ha un obiettivo chiaro: militarizzare le nostre piazze prima ancora che si riempiano. Presidi, blindati, cordoni, zone rosse. Piazza Duomo a Milano, piazza Nettuno a Bologna e le altre piazze annunciate sono già il bersaglio: un luogo noto, delimitabile e controllabile” si legge nel comunicato postato sui social “Non saranno più i luoghi indicati nei nostri appelli – – Non rinunciamo a scendere in strada: cambiamo il modo in cui lo facciamo.

Un movimento che ha scelto di essere fluido lo è anche nelle piazze: ricordate ‘be water'”. Quindi, spiegano, “la strategia è la seguente: le piazze iniziali non sono più valide. Non andate a Piazza Duomo, a Piazza Nettuno o negli altri luoghi già indicati. Non vi troverete nessuno di noi e troverete molti di loro. Alle 14.30 in punto, in ogni città, comunicheremo tre concentramenti. Tre punti distinti per città, resi noti solo mezz’ora prima. Nessun luogo anticipato, nessuna soffiata, nessun cordone già pronto“. “Ognuno si organizzi con il proprio gruppo di riferimento – aggiungono ancora – Collettivo, organizzazione, gruppo spontaneo o semplice gruppo di amici: ritrovatevi prima, decidete insieme come muovervi e non andate da soli. Chi si muove in gruppo si protegge e si conosce. Ogni gruppo si dirige verso il concentramento geograficamente più vicino. Non serve coordinare, comandare né contare: basta seguire la logica della prossimità. Così le tre piazze si riempiono in modo naturale, dal basso. Alle 15.30 comunicheremo la piazza finale. I tre concentramenti si muoveranno in corteo verso il punto indicato, per ritrovarsi insieme in un’unica grande piazza. Tre fiumi che confluiscono in uno”.


ll movimento infine spiega “perché lo facciamo”.: “Perché la piazza è nostra e non intendiamo consegnarla a chi la vuole trasformare in un recinto – conclude il movimento che firma M1710 – Perché non vogliamo offrire bersagli, e per noi è questione di tutela collettiva. Perché una piazza che si muove, si incontra e si ricompone è una piazza che pensa, discute e cresce politicamente, e non una piazza che aspetta di essere circondata. Non ci hanno fermato con le leggi. Non ci fermeranno con i blindati. Sabato. Quando lo diremo noi. Dove lo diremo noi. Non ci rappresenta nessuno. Ci organizziamo”.


Allerta in diverse città, il piano sicurezza a Roma
E’ massima l’allerta in diverse città tra cui Roma, Milano, Bologna e Torino In vista delle manifestazioni . Il fine delle forze dell’ ordine è quello di evitare che si ripetano le scene di caos e devastazione che hanno funestato lo scorso fine settimana diverse città italiane. A questo proposito, riferiscono al nostro giornale fonti qualificate, è già stato disposto un rafforzamento dei controlli preventivi. L’attività info-investigativa riguarderà anche la messaggistica social per intercettare eventuali nuove ‘convocazioni’ di massa e inviti a scatenare i disordini infiltrandosi nelle manifestazioni già programmate.
Per quanto riguarda Roma, è massima l’allerta anche per intercettare eventuali ‘infiltrati’ al corteo e nel monitoraggio degli ambienti degli ultras che potrebbero organizzare ‘contro-mobilitazioni’ per presidiare le aree urbane. Il piano sicurezza per fronteggiare la giornata di domani, quando sono previste due manifestazioni per cui è stato chiesto regolare preavviso mentre sono annunciate altre mobilitazioni del Movimento 17 ottobre, è stato varato questa mattina nel corso di un tavolo tecnico, presieduto dal questore di Roma, Roberto Massucci. La strategia messa a punto, detta di ‘saturazione‘, ha come obiettivo quello di mappare e presidiare tutti gli spazi del territorio sia reali che virtuali considerati a rischio con controlli a tappeto, anche preventivi, in tutte le zone del centro storico, e in particolare nei luoghi di possibile aggregazione, sulle strade che conducono dalla periferia al centro e sulla rete della metropolitana.

Un dispositivo imponente nella Capitale per il quale saranno impiegati oltre 1000 operatori delle forze dell’ordine. Oltre ai contingenti della forza pubblica che saranno schierati per la gestione delle manifestazioni, saranno in campo tutte le specialità della Polizia di Stato, a partire dalla Polfer che terrà d’occhio i principali scali cittadini, e i Carabinieri, che affiancheranno l’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Roma nell’attività di presidio del territorio. Tutti i servizi previsti potranno contare sul supporto aereo garantito dai droni in dotazione alla Questura di Roma e dagli elicotteri del I° Reparto Volo della Polizia e quelli dotazione dell’ Arma dei Carabinieri, che dal cielo concorreranno all’intercettazione di eventuali gruppi che possano mettere in atto azioni per turbare l’ordine pubblico e compiere blitz estemporanei. La linea della Questura è orientata alla tutela del diritto a manifestare, anche in un’ottica di dissenso, ma “rigorosamente nel rispetto delle leggi vigenti e dei diritti altrui, non lasciando alcun margine a ogni forma di illegalità“.


La Polizia Postale delle Comunicazioni in piena attività preventiva
Ormai da giorni anche il Centro per la sicurezza cibernetica di Roma, in stretto raccordo con la Digos e con gli uffici informativi delle altre forze di polizia, ha intensificato il monitoraggio delle fonti aperte connesse alle piattaforme social per captare eventuali contenuti utili alla lettura delle dinamiche di piazza. Al lavoro di intelligence sono state affiancate una serie di interlocuzioni con i promotori di tutte le manifestazioni preavvisate. Ad aprire la giornata di mobilitazioni sarà il corteo di Gioventù nazionale che partirà alle 10 da piazza della Libertà per raggiungere Piazza Risorgimento. Alle 15 sarà la volta del corteo organizzato dall’asse anti imperialista, a cui è annunciata la partecipazione di 10mila persone, che da piazza della Repubblica raggiungerà via dei Fori Imperiali.
Entrambi i cortei saranno controllati e seguiti dalla forze dell’ordine. Attenzione anche al Circo Massimo e Piazza del Popolo, luoghi di protesta inizialmente indicati dalla piattaforma 17 ottobre. Il movimento in realtà questo pomeriggio ha annunciato che “cambiano le piazze”, anche se “non cambia la nostra determinazione”, chiamando a raccolta i diversi gruppi “in tre punti distinti” che saranno “resi noti solo mezz’ora prima”.


Si mobilitano anche gli ultras contro i disordini : “Proteggere le strade”
Anche le tifoserie ultras si mobilitano per ‘proteggere le strade’ e prevenire i disordini in occasione delle prossime manifestazioni. Sui social si stanno moltiplicando immagini di gruppi organizzati schierati dietro gli stessi striscioni che abitualmente campeggiano sugli spalti degli stadi, questa volta a presidio di strade e piazze. È successo a Lecco, dove alcuni ultras della squadra cittadina, dopo che nei giorni precedenti erano circolate notizie che annunciavano scontri e disordini in città, si sono riuniti in centro per dire ‘Lecco non si tocca’. In un video pubblicato sui social spiegano: “Ci siamo fatti trovare pronti, vigili e uniti per proteggere le nostre strade, i nostri rioni e la nostra gente. Chi pensa di venire a sporcare la nostra città deve sapere una cosa sola: qui troverà sempre chi la difende“.
Secondo le informazioni raccolte, alcune frange riconducibili alle tifoserie organizzate si starebbero mobilitando autonomamente con l’intenzione di presidiare il territorio in ottica definibile “antimaranza”. che rischia di trasformarsi in un ulteriore problema di ordine pubblico, soprattutto nell’eventualità di contatti o contrapposizioni tra gruppi differenti. Il timore è che alla mobilitazione dei manifestanti possa affiancarsi quella di soggetti intenzionati a intervenire direttamente nelle strade, con il rischio di scontri e regolamenti di conti.
Immagini e post arrivano anche da Como, Verona e Vicenza, mentre sulla pagina social ‘Curva Nord Piacenza 1919′ è stato pubblicato un messaggio di solidarietà ai commercianti colpiti dagli ultimi episodi di devastazione, saccheggio e furto. “Dietro ogni vetrina ci sono persone, famiglie e sacrifici. Nessun disagio può giustificare la distruzione del lavoro altrui. Il nostro sostegno non si fermerà alle parole: qualora anche Piacenza fosse esposta a simili rischi, saremo al fianco dei commercianti con una presenza ferma che contribuisca a scoraggiare questi atti”.


È su questo scenario che si concentrerà il tavolo tecnico delle 12.30 in Questura a Roma. Le autorità stanno valutando un piano di sicurezza capace di gestire contemporaneamente i due cortei preavvisati, la mobilitazione spontanea del Circo Massimo e l’eventuale presenza delle frange delle tifoserie. Il precedente milanese pesa sulle valutazioni: il rischio non riguarda soltanto le manifestazioni annunciate, ma soprattutto la possibilità che gruppi convocati attraverso i social si muovano al di fuori dei percorsi conosciuti. Roma, Milano e Torino vengono dunque considerate con lo stesso livello di attenzione. Dopo quanto accaduto nei giorni scorsi, la giornata di domani, sabato 24 ottobre rappresenta un nuovo banco di prova per la tenuta dell’ordine pubblico.
La prova della presenza di una strategia dietro queste mobilitazioni è comprovata da questo post pubblicato su un social, che conferma le ipotesi avanzate dall’ intelligence, sulla presenza di una “regia esperta” in manifestazioni di protesta






