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22 Ottobre 2026 20:21

Procura di Milano: terzo processo per la ex ministra del turismo Daniela Santanchè

La richiesta di processo, oltre alla parlamentare, riguarda anche il figlio Lorenzo Mazzaro, l'ex compagno Giovanni Canio Mazzaro e la sorella Fiorella Garnero

L’ipotesi di reato è bancarotta fraudolenta e truffa ai danni dello Stato; l’inchiesta fa riferimento al fallimento di alcune società (Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl). Assieme a Daniela Garnero Santanché è stato chiesto il processo per altre 14 persone e una società.. La richiesta di processo, oltre alla parlamentare, riguarda anche il figlio Lorenzo Mazzaro, l’ex compagno Giovanni Canio Mazzaro e la sorella Fiorella Garnero. La richiesta di processo è relativa anche i 3,3 milioni di euro, ottenuti nel 2021, inducendo “in errore” Invitalia e sfruttando le misure di sostegno alle imprese durante il Covid. Accuse queste espinte dalla senatrice che, attraverso i suoi legali, già a luglio aveva sottolineato di avere agito “con correttezza”, senza convincere la procura.

la senatrice Daniela Garnero Santanchè (FdI)

L’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Roberto Pellicano e dai pm Luigi Luzi e Guido Schininà è relativa al dissesto di tre società (Ki Group, Ki Group Holding, Bioera) nelle quali la Garnero Santanchè ha avuto ruoli di amministratrice, dissesto secondo il Nucleo Pef della Guardia di Finanza di Milano aggravato anche dall’attribuzione ai vari amministratori di compensi sproporzionati per 2,1 milioni di euro tra il 2018 e il 2023 nonostante nel 2019 ad esempio la società Bioera avesse nella realtà un patrimonio negativo; o dalla distribuzione di dividendi che in realtà nel caso di Ki Group srl non esistevano al momento dei relativi risultati di esercizio, 4 milioni di euro nel 2015 e 1,4 milioni nel 2016.

Così gli inquirenti, evidenziano il mancato pagamento allo Stato di debiti erariali per 3,3 milioni, cioè il 30% del passivo complessivo di 10 milioni sotto il quale Ki Group Holding (che era quotata in Borsa) è infine fallita nel giugno 2025; o due pagamenti di Ki Group Srl alla società Servizi Societari Sas di Giovanni Canio Mazzaro ex compagno della Santanchè, per delle “consulenze” in realtà inesistenti secondo gli inquirenti del valore di 122.000 euro e di 137.000 euro.

La contestazione principale nei confronti della Santanchè e altre 14 persone tra le quali per alcuni punti anche la sorella Fiorella Garnero l’ex compagno Giovanni Canio Mazzaro, ed il loro figlio Lorenzo Mazzaro) ha origine dall’operazione con la quale Ki Group Holding fu scorporata e costituita la nuova Ki Group Srl, con una ipervalutazione di 8 milioni decisiva per la sussistenza della nuova Srl in quanto le erano stati conferiti 16 milioni di passività e 11 di attivo. Ma rilevanti sono pure le imputazioni su due finanziamenti che Ki Group Holding ottenne da Banca Progetto nel febbraio 2020, il primo da 400.000 euro e soprattutto il secondo da 2 milioni garantito all’80% dal Fondo centrale di garanzia, ottenuti in teoria per campagne di marketing, e invece utilizzati in realtà per trasferimenti a varie società collegate all’interno del gruppo, difformemente dallo scopo dichiarato.

Nel capitolo riguardante il dissesto di Ki Group Srl, fallita nel dicembre 2023 con 2 milioni di passivo, viene contestato un falso in bilancio nel 2019 e 2020 per aver indicato un avviamento di 10 milioni che in realtà sarebbe dovuto essere subito svalutato dall’inizio; ed un aumento di capitale fittizio operato in realtà proprio con soldi provenienti dalla stessa Srl dietro giri infragruppo. Nel mirino dei magistrati c’è poi una ipotesi di truffa aggravata allo Stato nel marzo 2021 da parte della società Ki Group Srl che aveva chiesto a Invitalia spa un prestito agevolato di 2,7 milioni e aver beneficiato di un credito d’imposta di 600.000 euro aggirando i requisiti previsti dalla legge.

A carico di Daniela Garnero Santanchè vi sono in corso già due altri processi. Uno è il processo di primo grado in Tribunale a Milano per i contestati falsi in bilancio nel (suo ex) gruppo Visibilia: l’altro è in fase istruttoria, mentre vengono ascoltati dai giudici i vari testi, tra i quali l’altro giorno ad esempio l’ex ministra ha rinunciato alla deposizione del giornalista Alessandro Sallusti (ex compagno della Santanchè) per un contratto di cessioni di crediti tra Visibilia e Sallusti relativo a un finanziamento di 240.000 euro nel 2016 di Visibilia alla D1 Partecipazioni, all’epoca società della Santanchè con Sallusti usufruttuario.

L’altro procedimento, relativo invece alla truffa all’Inps contestata all’ex ministra dalla Procura nella cassa integrazione Covid ai dipendenti del gruppo Visibilia che avrebbero continuato però a lavorare, giace invece ormai da un anno in attesa che la Corte Costituzionale, a partire dall’udienza fissata il 4 novembre, risolva il conflitto di attribuzione sollevato dal Parlamento contro i magistrati milanesi sull’utilizzabilitá o meno di alcune registrazioni e mail di comunicazioni con l’imprenditrice-ministra consegnate dai lavoratori-interlocutori.

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