Arrivato il primo intervento del governo sul blocco dei tir. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso del question time alla Camera, in relazione alla protesta dell’autotrasporto, ha dichiarato che “rimangono sul campo dei presìdi, o anche dei blocchi sporadici, dei quali le stesse associazioni degli autotrasportatori hanno richiesto ufficialmente, con comunicato congiunto, la rimozione, ritenendo ingiustificabile continuare a bloccare il Paese dopo la riapertura del dialogo, considerata positiva”.
Analogo “appello è arrivato dalle associazioni industriali del Mezzogiorno e, ovviamente, dai consumatori. Il Ministero dell’ Interno ha reso noto che si sta procedendo alle identificazioni, anche al fine di rimuovere i presìdi” Il ministro Matteo Piantedosi ha spiegato anche “impedire il passaggio dei soli camion, lasciando transitare le automobili, configura comunque un blocco stradale, con conseguenze penali, anche detentive. È importante – e credo che sia significativo ed emblematico – che le stesse associazioni dei trasportatori chiedano al ministero dell’Interno di far rimuovere i blocchi”. “Le Forze dell’Ordine hanno scortato circa 500 autotrasportatori. Un servizio che sarà garantito a chiunque ne faccia richiesta per poter continuare a lavorare in sicurezza. Il governo ribadisce la ferma volontà a garantire i diritti di tutti e a combattere ogni condotta delinquenziale e criminale“.

Ruote dei camion tagliate per costringere i conducenti ad aderire alla protesta, copertoni di camion al centro della carreggiata per fermare i tir. Ma anche autotrasportatori che denunciano di essere obbligati a stare fermi. Sono gli episodi che emergono in Campania dai luoghi della protesta degli autotrasportatori, dove l’adesione della categoria è parecchio elevata ma si registrano anche casi di camionisti che vogliono lavorare ma sono obbligati a fermarsi. Dalle forze dell’ordine, in particolare tra le province di Caserta e Napoli, si apprende di numerosi casi di ruote degli autoarticolati tagliate per impedirne la partenza. E da Teano, dove c’è il casello dell’A1 bloccato dalla protesta, giunge la testimonianza di un operaio autista di un’azienda veneta di mobili, fermo da tre giorni nella vicina autogrill, strapiena.
“A pagare il prezzo dei blocchi sono anche negozianti, cittadini, allevatori e agricoltori, che rischiano di subire danni e disagi proprio mentre chiedono condizioni di lavoro sostenibili e continuità per le proprie attività”. Lo sottolineano fonti di Palazzo Chigi a proposito delle proteste dei tir che continuano con blocchi stradali nonostante l’apertura del dialogo con il settore. Si tratta di “una contraddizione ancora più urgente ricondurre la mobilitazione nell’ambito di un confronto ordinato e rispettoso della legge”.

Sono centinaia i soggetti già controllati: 1.339 identificati, 71 denunciati, 242 sanzionati sul piano amministrativo. La premier Giorgia Meloni ha riunito oggi i due vicepremier Matteo Salvini ed Antonio Tajani, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e il ministro dell’ Interno Matteo Piantedosi per fare un nuovo punto della situazione. Questa volta soprattutto sulle manifestazioni nel settore dell’autotrasporto e anche sulle possibili infiltrazioni criminali. Il ministro dell’Interno Piantedosi, ha relazionato sui contatti intercorsi con i Prefetti dei territori interessati dai blocchi stradali. Il Viminale, viene spiegato, è attivo per decongestionare la viabilità e garantire la continuità dei rifornimenti, in particolare le merci di prima necessità, assicurando la distribuzione dei generi alimentari e, nella giornata odierna, anche la consegna dei farmaci.

Nel caso in cui continuassero le condizioni di conflitto che hanno portato all’aumento del prezzo dei carburanti, con conseguenti rincari per gli autotrasportatori, “si procederebbe con altre tipologie di misure che, comunque, saranno concordate nel tavolo con i ministeri competenti e le associazioni di categoria”, ha aggiunto ancora il ministro Urso nel corso del question time in Parlamento. Urso ha sottolineato che “il Governo si è impegnato al tavolo di ieri a sbloccare oltre un miliardo di euro per gli autotrasportatori. Nello specifico, 434,8 milioni già stanziati per compensare i maggiori costi del gasolio e circa 590 milioni per il rinnovo dei mezzi, il cui decreto attuativo è in corso di perfezionamento con il Mef. Il Mit ha ricevuto circa 31.000 domande relative al periodo marzo-agosto e sta concludendo l’istruttoria. Il credito copre fino al 70% della maggiore spesa rispetto al prezzo di febbraio, anche sul mercato extra-rete”. E con un ulteriore intervento normativo, ha aggiunto Urso, “abbiamo disposto 102,5 milioni aggiuntivi, oltre ai 20 già stanziati dallo stesso decreto”.
Da Palazzo Chigi fanno trapelare che il ministro Salvini ha incontrato le rappresentanze dell’autotrasporto: sono state affrontate le criticità ed è stata raggiunta un’intesa per garantire i diritti della e di tutto l’indotto, oltre che quelli dei cittadini. Ha inoltre incontrato altri soggetti coinvolti nelle mobilitazioni, che avrebbero manifestato disponibilità rispetto ai provvedimenti annunciati dal Governo. L’esecutivo, a partire dal presidente Meloni, sta lavorando per arrivare a misure concrete. Per domani è stato convocato un Consiglio dei ministri per l’approvazione di un decreto legge, che riunisca gli interventi a sostegno dell’autotrasporto e ulteriori risorse per il comparto agricolo. Il proseguimento di alcune proteste, nonostante il confronto avviato e l’accordo raggiunto con le associazioni di categoria mostra una situazione non lineare, in cui esistono contemporaneamente legittime rivendicazioni degli operatori del settore e comportamenti di chi intende proseguire con i blocchi nonostante l’apertura di un canale di dialogo istituzionale, in quanto è necessario distinguere le proteste legittime da eventuali fenomeni di illegalità.






