L’appuntamento è per oggi, 12 agosto, attorno alle 19:28. L’eclissi raggiungerà il picco massimo di oscuramento alle 20:21 e si concluderà alle 20:40, in concomitanza con il tramonto del Sole. L’eclissi totale mancava dall’11 agosto 1999 (oltre 27 anni fa). Stasera la striscia di oscuramento completo attraverserà la Russia artica, la Groenlandia, l’Islanda e la Spagna. In Italia sarà parziale ma profonda, ribattezzata “eclissi nell’ora dorata” perché si manifesterà nel tardo pomeriggio a ridosso della sera.
L’eclissi è un gioco di ombre nello spazio: si verifica quando la Luna si interpone esattamente tra la Terra e il Sole, proiettando la sua ombra sul nostro pianeta. Se la copertura è totale, diventa visibile la corona solare; se è anulare, rimane visibile un “anello di fuoco”; se l’allineamento è imperfetto, il Sole appare “morsicato”. Mentre in Spagna l’oscuramento sarà totale, in Italia il fenomeno sarà parziale. La percentuale di copertura varierà lungo la penisola. Il Piemonte sarà uno spettatore privilegiato con una copertura che varia tra il 93-95%; in Lombardia e nel Nord-Est è stimata una copertura variabile tra l’88% e il 92%; in Sardegna 85%-90%; al Centro-Italia 70%-85%, a Sud 45%-60% e in Sicilia 35%-40%.
Dove conviene guardare il fenomeno per evitare ostacoli e quale insidia meteo c’è? Il problema principale sarà la posizione assai bassa del Sole, a soli 2,7 gradi sopra l’orizzonte, con il rischio che palazzi o montagne ne coprano la vista. Gli esperti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) consigliano di evitare la foschia della pianura e scegliere le spiagge della costa ligure orientate a Ovest oppure salire in quota sui rilievi alpini. Le creste, i colli e le praterie alpine del Piemonte orientate a Ovest o Ovest-Nord-Ovest garantiscono una linea visiva sgombra. È consigliabile effettuare un sopralluogo prima dell’evento, magari con l’ausilio di app fotografiche. Attenzione però alle condizioni meteo: dopo un periodo di cieli limpidi, sono attese possibili nuvole proprio nelle ore del fenomeno.
Lo spettacolo continuerà anche dopo il tramonto: con la discesa del buio si toccherà il picco delle Perseidi, le celebri stelle cadenti di San Lorenzo. Quest’anno la totale assenza della Luna regalerà un cielo buio ideale per avvistare i “bolidi”. Il mese di agosto sarà inoltre caratterizzato da 5 congiunzioni planetarie e si concluderà il 28 agosto con un’eclissi parziale di Luna all’alba. In Italia lo spettacolo avverrà con il Sole già prossimo al tramonto,e a seconda della posizione il massimo della copertura del Sole potrebbe avvenire persino dopo il tramonto. Oggi 12 agosto è il giorno del fenomeno astronomico più atteso dell’estate, con l’eclissi totale di Sole che sarà visibile da gran parte dell’Europa, dell’Africa Nord-occidentale e del Nord America, ma in Italia la copertura sarà solo parziale e varierà di molto in base al luogo in cui ci si troverà.

Come osservare l’eclissi senza correre rischi per la vista
Il ministero della Salute e gli oculisti ricordano che osservare direttamente il Sole senza adeguate protezioni, anche per pochissimi secondi, può provocare danni irreversibili alla retina (retinopatia solare) senza causare dolore immediato. Gli occhiali da sole tradizionali, le radiografie, i vetri affumicati o i filtri casalinghi non offrono alcuna protezione. L’unico strumento idoneo è rappresentato dagli appositi occhialini certificati ISO 12312-2 con pellicole in mylar o polimero nero che schermano oltre il 99,99% della luce. Bambini e ragazzi richiedono una costante e attenta supervisione da parte degli adulti.
A spiegare quali sono i reali rischi e a sfatare i troppi «miti da social» su come osservarla è Francesco Calabrò, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oculistica dell’Azienda Ospedaliera dei Colli – Ospedale Monaldi di Napoli. “Succede qualcosa di estremamente pericoloso. Guardare un’eclissi solare senza protezione provoca un danno fototossico sulla retina: una vera e propria ustione termica. Nello specifico, viene colpita la macula, la regione centrale della retina responsabile della visione nitida, della capacità di leggere, di guidare o semplicemente di riconoscere i volti. Questo quadro clinico si chiama maculopatia solare e causa nella maggior parte dei casi uno scotoma centrale: una macchia cieca al centro del campo visivo, proprio nel punto con cui si è fissato il Sole”.
Aggiunge Calabrò “Fissando il Sole, la luce intensa e le radiazioni invisibili all’occhio umano – in particolare i raggi ultravioletti – attraversano la parte anteriore dell’occhio (cornea e cristallino) e focalizzano tutta la loro energia sulla retina. Si generano così uno stress ossidativo estremo e reazioni fotochimiche che danneggiano in modo diretto i fotorecettori, cioè i nostri coni e bastoncelli” che conclude: “Bisogna essere categorici: i soliti occhiali da sole non servono a nulla, non schermano a sufficienza. E il “fai-da-te” o i consigli da social sono ancora più pericolosi. Usare lenti d’ingrandimento, binocoli o telescopi privi di filtri appositi non fa altro che concentrare i raggi solari sulla retina come una lente che brucia un foglio di carta, moltiplicando la gravità dell’ustione. L’eclissi si può osservare esclusivamente con occhiali certificati con filtri speciali (ISO 12312-2), che però non sono di facile reperibilità in commercio. In mancanza di questi dispositivi ufficiali e sicuri, la regola d’oro è una sola: evitare assolutamente di fissare la luce del sole direttamente“.
Come fotografare l’eclissi solare con lo smartphone senza rischiare occhi e sensore
Va chiarito subito un equivoco diffuso: il rischio per occhi e fotocamere non nasce dall’eclissi, ma dal sole stesso, in qualunque giornata di cielo sereno. La differenza, oggi 12 agosto, è che l’evento aumenta enormemente la tentazione di guardare in alto e di scattare una foto, moltiplicando le occasioni di esposizione pericolosa. Il problema, per quanto riguarda gli occhi, è che la retina non possiede recettori del dolore: non si avverte alcun fastidio nell’immediato, e i danni possono manifestarsi solo in un secondo momento, quando ormai sono compiuti. Per la fotocamera dello smartphone il meccanismo è diverso ma l’esito altrettanto serio: puntare l’obiettivo verso il sole, anche solo per qualche secondo, concentra sul sensore una quantità di luce e di calore capace di comprometterlo in modo permanente, un po’ come farebbe una lente di ingrandimento su un foglio di carta esposto al sole.
Chi vuole provare a immortalare l’eclissi con lo smartphone deve mettere in conto un passaggio imprescindibile: l’acquisto di un filtro solare dedicato da applicare sull’obiettivo. Non esistono impostazioni software, modalità notturne o accorgimenti nella app fotocamera in grado di sostituire una protezione fisica. La luce solare concentrata colpirebbe comunque il sensore prima che qualunque elaborazione digitale possa intervenire. Un’eclissi parziale al 90% resta un evento raro, e una fotografia sfocata o sovraesposta scattata all’ultimo momento è un rimpianto





