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13 Luglio 2026 15:16

Operazione della Finanza. Sequestrati 60 milioni di euro, 23 arresti e oltre 100 indagati. Tutti i nomi

Vasta operazione della Dda e Guardia di Finanza: i ticket vincenti delle videolottery servivano a giustificare i patrimoni illeciti accumulati con i traffici e la vendita di droga

Un sistema criminale sviluppato imprenditorialmente che, secondo l’ipotesi formulata dalle Fiamme Gialle di Bari, avrebbe consentito alla criminalità organizzata di entrare pesantemente nel settore dei giochi e delle scommesse, tramite il controllo di numerose attività così riciclando denaro dalla provenienza illecita. Nelle 1.959 pagine di ordinanza gli inquirenti hanno descritto un sistema in base a cui le videolottery e le scommesse sarebbero stati utilizzati come paravento per il riciclaggio dei proventi delle attività illecite. È il quadro emerso dalla vasta operazione eseguita dalla Guardia di Finanza nelle province di Bari, Barletta Andria Trani, Brindisi, Taranto e Roma. Secondo l’accusa, le società del settore dei videogiochi e delle scommesse fungevano da schermo per ripulire i proventi illeciti dei clan mafiosi baresi Parisi, Strisciuglio e Velluto.

La gestione delle vincite

L’ architrave del meccanismo criminale sarebbe stato la gestione delle vincite. I premi sarebbero stati riscossi In alcuni casi da persone compiacenti, retribuite per fare utilizzare le proprie identità ai reali beneficiari; in altri casi, i ticket vincenti sarebbero stati ceduti a soggetti interessati a ottenere una giustificazione formale del denaro attraverso il sistema del cosiddetto ticket in-ticket out. Operazione questa che consente di trasformare somme di denaro di provenienza illecita in somme apparentemente legittime, accompagnate dalla documentazione prevista dalla normativa antiriciclaggio.

L’inchiesta si è estesa anche ai conti delle società finite sotto la lente della Procura. Secondo gli investigatori, parte degli incassi delle macchine da gioco destinati al prelievo erariale unico non sarebbe mai arrivata allo Stato, mentre un articolato sistema di fatture per operazioni ritenute inesistenti avrebbe permesso di drenare risorse e impiegarle in nuove attività economiche. I fatti risalgono nel periodo intercorrente tra dicembre 2012 e novembre 2019. La Dda aveva disposto perquisizioni nelle sedi delle società coinvolte, nel luglio 2020.

Nell’ambito dell’indagine, la Guardia di Finanza ha individuato, tra i soggetti intestatari di ticket, tre componenti della famiglia Capriati, da sempre a capo del quartiere di Bari Vecchia: il defunto Giuseppe Capriati , la figlia Loreta Capriati e Serafina Angelini, moglie di Giuseppe Capriati . Le intestazioni fittizie riconducibili alla famiglia Capriati ammonterebbero complessivamente a 20.858,67 euro.

Le misure cautelari

Arrestati ristretti in carcere: Adolfo Antonicelli 49 anni di Gioia del Colle, Roberto Boccasile 40 anni di Bari, Alessandro De Biasi 59 anni, di Gioia del Colle, Carmelo Isaia 46 anni, di Conversano, Antonio Monno 39 anni di Bari, Debora Passaquindici 50 anni di Bari, il commercialista Sergio Petrosino 62 anni, di Bari, Antonio Ripoli 40 anni di Bari, Alessandro Snidar (detto “Snooker“) 51 anni di Bari , Antonio (detto Antonello) Snidar 45 anni di Bari , Massimiliano (detto Massimo) Snidar 50 anni di Bari ed Angelo Alessio Virgilio 36 anni di Noicattaro.

Arrestati ristretti ai domiciliari: Patrizia Angela Antonicelli  36 anni di Noci, Donato (detto Dani) Snidar 30 anni di Bari, Giuseppe Balenzano 72 anni di Bari, Diego Bellizzi 34 anni di Bari, Davide Patruno 36 anni di Bari, Onofrio Romito 42 anni di Bari, Annarita Snidar 38 anni di Bari e Maurizio Viola 51 anni di Bari.

Divieto di esercitare attività imprenditoriali per Francesco Lops 60 anni di Bari ed Emanuele Lucarelli 40 anni di Bari; divieto di ricoprire uffici direttivi per Giuseppe Diamanti 37 anni di Bari. La misura scatterà per altri tre indagati (Giampaolo Panza 50 anni di Bari, Corrado Orciuolo 36 anni di Andria e Domenico Cascarano 46 anni di Corato) dopo gli interrogatori preventivi disposti dal Gip.

Le società poste sotto sequestro

Il Gip ha disposto, oltre alle misure personali, il sequestro di tredici sale videolottery e di due sale giochi.  Tra le società finite sotto sequestro compaiono la Millionaire srl (con le sue sale a Bari, Barletta, Casamassima, Trani e Monopoli), lo Snooker Bowling, la Income Management e la Target Work (gestore delle sale Vlt Qasbah e del Bowling Six Strike di Bari, Gioia del Colle e Casamassima).

Ulteriori dettagli sull’attività investigativa verranno illustrate nel corso della conferenza stampa presso la Procura di Bari, alla quale sono presenti il Procuratore della Repubblica di Bari, dott. Roberto Rossi, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Bari, Gen. B. Pasquale Russo e il Comandante dello SCICO (Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata), Gen. D. Antonio Nicola Quintavalle Cecere.


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